Candidature, Pd: Renzi, Damiano e tutti gli altri. I paracadutati di LeU

Matteo Renzi
di Federico Fabrizi
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Sabato 27 Gennaio 2018, 15:41 - Ultimo aggiornamento: 15:44

PERUGIA  - Matteo Renzi capolista nel listino proporzionale del Senato, davanti alla fedelissima Nadia Ginetti. Il colpo è stato piazzato venerdì sera poco dopo l'ora di cena. Al termine di una giornata campale al Nazareno. Fatti fuori dall'Umbria entrambi gli orlandiani Valeria Cardinali e Gianluca Rossi. Il segretario dem vuole una pattuglia parlamentare il più possibile vicina a lui.
Decisi Renzi e Ginetti, il listino della Camera è tutto di marca Città di Castello: Anna Ascani al primo posto e Walter Verini al secondo.
Per i collegi, alla Camera il segretario regionale Giacomo Leonelli a Perugia, Gianpiero Bocci a Foligno e a Terni viene catapultato Cesare Damiano. Quest'ultima decisione è arrivata in piena notte, dopo che per la stessa posizione era stata indicata una donna: l'ex difensore civico Alessandra Robatto, oppure in alternativa la neo segretaria cittadibna Sara Giovannelli. In effetti serviva una donna per il rispetto delle quote di genere, che però alla Camera va conteggiato su base nazionale: per far posto all'ex ministro è stata concessa una “deroga umbra”, con un riequilibrio femminile in altre regioni.
Nei due collegi del Senato, invce, vanno Giampiero Giulietti a Perugia (il pressing della Marini su Matteo Orfini ha funzionato) e Simonetta Mignozzetti a Terni.
Nel centrodestra Fratelli d'Italia ha sostanzialmente chiuso la partita con Prisco e Zaffini nei collegi di Perugia - Camera e Senato - e capilista nei rispettivi listini. La Lega ha quasi fatto: Donatella Tesei a Foligno-Terni al Senato, e nel collegio folignate della Camera più Virginio Caparvi che Riccardo Marchetti. Per i capilista tengono Briziarelli e Aiello. Nel partito di Salvini c'è la questione ternana: nessuno dalla seconda città dell'Umbria, neanche in un posizione visibile. Troppo poco. Ragionamento simile, in effetti, per l'intera coalizione. Dentro Forza Italia si fanno i conti con tre posti buoni e tre più papabili degli altri. Raffaele Nevi va verso il collegio di Terni della Camera: sarebbe lui l'unico ternano in una posizione eleggibile. Catia Polidori resta probabile capolista nel listino per Montecitorio e Pietro Laffranco è in pole per il Senato. Ma il gioco del monta-rismonta-sposta non è ancora finito.
Ieri i Liberi e Uguali umbri hanno subìto una rivoluzione. Via buona parte delle decisioni dell'assemblea regionale e si punta tutto su Rossella Muroni, ex numero uno di Legambiente punto di riferimento della campagna elettorale di Pietro Grasso. Elisabetta Piccolotti ha deciso di farle posto nel suo collegio (Camera Foligno). La Muroni sarà anche capolista alla Camera: dicono che Valerio Marinelli non ci sia rimasto benissimo. Dietro lady ambiente, infatti, correrà Lucio Cavazzoni (imprenditore del biologico, il papà dell'azienda Alce Nero). E tanto per la cronaca, la stessa Muroni dovrebbe avere pure un paio di collegi in Puglia. Alla Camera, resta Andrea Mazzoni nel collegio di Perugia e Antonio Iannoni a Terni. Al Senato Adolfo Orsini (dalemianissimo ex sindaco di Castello) va al collegio di Perugia e la cigiellina Raffaella Chiaranti in quello di Terni. Il capolista del proporzionale è il ravennate parlamentare uscente Andrea Maestri. Sinistra italiana ribolle per l'esclusione di Mauro Volpi.
Federico Salvati (ex Fi) sarà candidato nelle liste del Partito repubblicano nel collegio ternano della Camera e capolista nel listino per Montecitorio.

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