Aldo Capitini, il poeta non violento esempio di vita per i giovani

Uno degli incontri dedicati ad Aldo Capitini
di Fabio Nucci
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Venerdì 16 Marzo 2018, 19:41

PERUGIA - La poesia di Aldo Capitini e il suo messaggio pacifista, un esempio di impegno teorico e pratico che ancora oggi suona come un modello per giovani e adulti. Un punto di riferimento che va oltre il tempo e le generazioni, coinvolgendo studiosi e studenti nell’analisi di un pensiero che parte dall’antifascismo e arriva a quella “utopia concreta” diventata manifesto delle sue idee. Gli scritti, o meglio i canti di Capitini, da inizio febbraio sono al centro di un progetto giunto al quarto appuntamento in programma domani, sabato 17 marzo, dalle 10 alle 12 nella sala Binni, nel quartiere perugino Porta Sole. L’iniziativa si chiama “Soste nella poesia di Aldo Capitini” e il ciclo di incontri intende infatti proporre una riflessione sul significato politico, sociale, culturale ed esistenziale delle opere del primo non violento italiano. Il progetto, curato da Anna Maria Farabbi, in collaborazione con Settepiani agenzia letteraria e con la biblioteca Augusta, rientra tra le iniziative organizzate a Perugia in occasione del Cinquantesimo anniversario della scomparsa di Capitini. “Più che un seminario, un semenzaio – come osserva la curatrice Farabbi – termine che indica significati di prassi, sapienza terragna, orientamenti che non prescindono dalla nostra gravità terrestre. Rifiuto la parola seminario, perché odora di accademia e istituti ecclesiastici; meglio la rivoluzione che sconvolge ciclicamente i giardini e gli orti”.

GLI INCONTRI
Protagonista dell’incontro di domani (sabato 17 marzo) sarà Patrizia Sargentini, docente di Italiano e storia all’Istituto “Giordano Bruno” di Perugia, studiosa e appassionata del poeta, autrice delle pubblicazioni “Aldo Capitini poeta con antologia delle liriche di Aldo Capitini” (Guerra, 2001) e “La parola liberante, in Aldo Capitini, la poesia della realtà liberata in Il Ponte. Rivista di politica economa e cultura fondata da Piero Calamandrei”, (Febbraio 2017). L’intervento inserito nel ciclo di incontri si intitola: “Carlo Michelstaedter, Jahier, Rebora, il Leopardi della 'protesta' e il definirsi della 'persuasione', della nonmenzogna e di una morale antiretorica in Capitini”. Patrizia Sargentini sarà protagonista anche del prossimo incontro, sabato 14 aprile, “Capitini, l'apertura e la prassi del cambiamento e della 'compresenza' anche nell'organizzazione di reti di rapporti dal 'basso': legami e confronti con Walter Binni, Danilo Dolci, Italo Calvino ed altri”. Ultimo appuntamento, sabato 21 aprile, sempre dalle 10 alle 12, con la relazione di Anna Maria Farabbi, “Confluenze, testimonianze, interpretazioni, proposte, intimità, intensità, festa. La voce di ciascuno dei partecipanti in un colloquio corale così come alla foce i suoi affluenti”.

CAPITINI NEL XXI SECOLO
Perché il pensiero di Capitini è sempre attuale? Perché è tra gli autori “indispensabili” nella scuola di oggi? A questi interrogativi ha cercato di rispondere proprio Patrizia Sargentini che scrive. “Aldo Capitini, primo nonviolento italiano, ha attraversato i “due terzi del secolo” che gli fu dato vivere (1899-1968), protagonista di una vita esemplare nella ricerca della verità in quanto non menzogna, della persuasione in quanto appassionamento e coerenza nei valori e nella rinuncia a qualsiasi ideologia fissata in partiti, etichette ed accademie filosofiche, culturali, religiose, letterarie e politiche. Il suo incessante prendere posizione, scrivere in quotidiani e periodici, oltre che nei suoi numerosi saggi filosofici, pedagogici, politici e nella sua originale poesia, il suo muoversi ed operare attraverso l’Italia tutta, nel creare reti di persone, nel ricercare, nello stabilire e coltivare contatti con quei ‘giovani’ a cui era molto attento, lo offrono anche ai nostri giorni come un concreto modello di maestro”. Scrive ancora Patrizia Sargentini. "Se potesse parlarci, Capitini seguirebbe il nostro cammino, così di adulti alla ricerca di compagni di viaggio, come di ragazzi del XXI secolo, bisognosi di esempi rispettosi di identità in crescita. Come ogni vero maestro, ancora oggi osserva e ricerca le capacità di ognuno e lo riconosce centro di un pensare, ascoltare, parlare ed agire in costante evoluzione, le cui capacità acquisiscono valore solo in un processo cogenerativo, quello della tramutazione della realtà di tutti e per tutti”.

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