L'aeroporto di Perugia decolla. E da gennaio si cambia

L'aeroporto di Perugia
di Egle Priolo
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Martedì 9 Novembre 2021, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 10:27

PERUGIA L'aeroporto di Perugia comincia a volare. Dopo il cambio di rotta della scorsa estate - con la Regione/Sviluppumbria che ha messo in stiva il pesante assegno per la priority che vale l'80 per cento delle quote - sarà un caso, ma i numeri si avvicinano al record storico di passeggeri.

Un punto in più sulla carta millemiglia con cui trattare, dalla prossima stagione, per fare del San Francesco l'aeroporto della rinascita dell'economia e del turismo in Umbria: parola d'ordine, incoming. Insomma, almeno sulla carta e nelle ambizioni, una bella sfida che adesso toccherà alla nuova governance dell'aeroporto, pronta a decollare dal prossimo consiglio di amministrazione. E in questo caso non è detto valga il mantra che squadra vincente non si cambia.

I NUMERI
Un passo indietro ai numeri che fanno impettire palazzo Donini tre metri sopra il cielo: a ottobre, ultimo mese della stagione di voli estivi programmati da e per l'Umbria, il traffico registrato ha superato i livelli pre-pandemia. I più perfidi commenteranno non sia stato questo gran sforzo, avendo considerato a lungo la pista di Sant'Egidio tra la zavorra e l'inutile, ma di certo lo scorso mese ha fatto registrare «un +305% di passeggeri (24.865) rispetto all’ottobre 2020 (quando ne transitarono 6.142) e, soprattutto, un +24% rispetto ai 20.007 transitati nel 2019», prima del Covid.
Secondo i numeri forniti dalla Sase, la società che gestisce lo scalo umbro, la stagione estiva (operativa da fine marzo a fine ottobre) si è quindi chiusa con «119.581 passeggeri, pari ad una crescita del 178% sul 2020 e a una contrazione – causata dal fermo voli che ha caratterizzato la prima parte della stagione – del -24% rispetto allo stesso periodo del 2019». E la stagione invernale, partita lo scorso primo novembre, «vede la conferma dei voli con Londra, Tirana, Malta (dal 3 dicembre), Catania e Palermo che dovrebbero permettere al San Francesco d’Assisi di superare i 130.000 passeggeri totali per il 2021».

IL RECORD
Da palazzo Donini gli esperti di numeri e biglietti staccati ragionano su un totale, con l'intero piano voli del 2021, di 300mila passeggeri, «che è già record storico», considerando i 219mila del 2019. I numeri sono chiari, si insiste dalla Regione, ma è nei prossimi passi che si capiranno eventuali turbolenze. Perché se il 31 ottobre si è chiusa la stagione estiva, è stato anche l'ultimo giorno possibile per salire a bordo. I Comuni di Perugia e Assisi, come la Camera di commercio, hanno staccato l'assegno per il boarding pass, Confindustria è rimasta a terra, impegnata nel suo previsto cambio al vertice: se e quando volesse ripartire è molto probabile siano finiti i biglietti in Economy, dovendo certamente rivedere l'ingresso non alle quote di luglio (e si vedrà con quale formula). Ci si penserà con calma.

IL PARTNER
Perché mentre la Regione vede la presidente Donatella Tesei al lavoro in silenzio per l'annunciato partner di livello internazionale, l'advisor strategico coccolato nel massimo riserbo anche per scaramanzia, vista la nuova composizione societaria la prossima assemblea sarà impegnata in un cambio di governance: il prossimo consiglio di amministrazione è atteso per la fine di gennaio. E si parlerà di un nuovo piano industriale, che si traduce chiaramente in un nuovo piano delle rotte, figlio della nuova Sase: un'aggettivazione reiterata fino allo spasimo a palazzo Donini, dove si sottolinea con forza la novità. E anche qui, si vedrà quanto alla Regione piaccia (o convenga) mantenere la cloche in mano.

I VOLI
Di certo, intanto, per il futuro da piazza Italia arriva l'input di mantenere i voli nazionali strategici, da Olbia a Cagliari, da Brindisi a Palermo, Catania e Lamezia. Per poi puntare su grandi voli internazionali, puntando tutto sull'incoming. Bene quindi l'aerotaxi per Monaco (quarto hub mondiale, cuore della Baviera), nell'ottica non solo turistica ma anche di espansione delle aziende umbre, per creare quelle sinergie con le imprese tedesche – e non solo – capaci di far decollare l'economia. E poi Londra Heathrow, con il Regno Unito che è il secondo mercato turistico dell'Umbria, e l'aggiunta di Vienna e Barcellona a Rotterdam e Bruxelles. Ci riusciranno i nuovi comandanti? Sicuramente ci vuole un'altra buona stagione come l'ultima per trattare. Per sedersi al tavolo facendo finalmente rollare i numeri.

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