Ange Capuozzo, un franco-napoletano più veloce della luce è l'eroe di Cardiff

Ange Capuozzo
di Diego Scarpitti
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Martedì 22 Marzo 2022, 11:19

Fuga per la vittoria. Ha fatto impazzire tutti. Il telecronista Daniele Vecchi, che gridava a squarciagola il suo cognome. Estasiati i tifosi azzurri al Principality Stadium, mentre i gallesi in campo non sapevano come fermarlo. Ammutoliti i sostenitori in rosso, che già pregustavano l’ennesimo trionfo ma che hanno applaudito capitan Michele Lamaro e compagni nel tempio di Cardiff e fino a quando i ragazzi di Kieran Crowley non sono saliti nel pullman, diretti all’aeroporto. Il napo-francese Ange Capuozzo ha griffato lo storico successo nel Sei Nazioni con un’azione lampo, che ha fatto il giro del mondo. Rivedere le immagini una delizia per gli amanti del rugby e non solo.

 

Uno spot da consigliare a tutti i bambini. Calamita su di sé i gallesi, elude il placcaggio. Schizza come una saetta. Vola come un fulmine di guerra il numero 15. Sguscia via, si districa tra i Dragoni, semina il panico, lavora nello spazio e nella profondità, percorre indisturbato la fascia destra. Tutto alla velocità della luce, dopo aver recuperato la palla ovale in un momento delicato del match. Minuto 78. Cavalcata fantastica. Non si scompone e resiste. Apre varchi e voragini Ange. Mette le ali e aziona il turbo: un moderno Mercurio sul rettangolo verde.

«Momento straordinario e incredibile per un bellissimo successo collettivo», racconta entusiasta l’eroe dell’incontro. Apoteosi, consacrazione e una prestazione di altissimo livello. Finte, cambio di passo e direzione. Imprendibile. Il suo uno show memorabile alla prima presenza da titolare. «Le due mete realizzate contro la Scozia un bel risultato personale ma aver permesso all’Italia di vincere nell’ultima azione contro il Galles è stato molto più importante», rivendica orgoglioso il giocatore di Grenoble, che ha cantato pure ‘O surdato ‘nnammurato negli spogliatoi dopo il match con gli scozzesi.

«Sono nato in Francia ma mi sento napoletano e avverto un profondo legame con l’Italia», spiega l’estremo, che ha i nonni napoletani, arrivati nell’antica capitale del Delfinato dopo la Seconda Guerra Mondiale. «Giovanni, mio nonno paterno, è di via Foria. In famiglia si parla napoletano», racconta Ange, felice delle sue origini. La sua percussione ha liberato il veneziano Edoardo Padovani, autore della meta del 21-20, sommerso nell’esultanza da Alessandro Fusco, che per primo abbraccia il veneto, e poi Capuozzo raggiunge e salta sui due compagni, liberando il suo fragoroso urlo di gioia. Pronostico e punteggio ribaltati. «Emozionante la trasformazione di Paolo Garbisi: gli ultimi 30 secondi i più lunghi della mia vita», svela compiaciuto Capuozzo.

Invenzione, guizzo, magia. A fine partita Josh Adams, premiato come migliore giocatore della sfida, prova a consegnare la sua medaglia nelle mani di Ange Capuozzo, il ragazzo che di fatto ha deciso le sorti della gara. Il rugbista azzurro, avvolto nel Tricolore, ringrazia, abbraccia il gallese ma gliela restituisce. Applausi a scena aperta e lezione di stile. «E’ stato un gesto di classe, che ho apprezzato. Una mossa che rende onore ad Adams, dopo una sconfitta, confermandosi un giocatore di spessore internazionale. Una attenzione non da pochi», riferisce Ange.

Foto ricordo. «Mi ha sostenuto un gruppo nutrito di affezionati sostenitori: papà Frank, mamma Emmanuelle, la mia fidanzata Emma, parenti e amici. Dedico la vittoria alla mia famiglia che è venuta a Cardiff e al mio compianto nonno malgascio, che era appassionato di rugby». Familiari disseminati a Napoli, a Roma e Bologna. Negli spogliatoi un momento di condivisione con birra e musica.

Storia originale quella di Ange. Si è avvicinato alla Nazionale italiana con una auto-candidatura dopo un’amichevole a Grenoble tra la sua Espoirs e gli azzurrini. Speranze che sono diventate realtà. La convocazione per i Mondiali under 20 in Argentina (2019) e poi il resto è noto alle cronache. «Il Tricolore sulle spalle un momento magico della giornata». Sabato 19 marzo 2022 da incorniciare e da consegnare all’album della memoria: un trionfo storico maturato negli ultimi secondi.  

Ama viaggiare, la musica e la cucina italiana. «Spero di venire presto a Napoli con la mia fidanzata Emma. Mi piace davvero: è una città fantastica e le mie origini sono partenopee», conclude Ange Capuozzo.

L’Italia è scesa in campo con i colori della bandiera ucraina inseriti sui numeri di maglia. Tenacia, organizzazione, gioco di squadra perfetto per un 21-22 (7-12) magistrale. Un vero capolavoro. Infine il sortilegio spezzato: dopo 7 anni e 36 sconfitte consecutive, gli azzurri hanno ottenuto un risultato clamoroso, espugnando il Millennium Stadium. Complimenti. Subentrato a Callum Braley (60’), anche il napoletano Alessandro Fusco (Fiamme Oro Rugby/Zebre Parma) ha preso parte all’indimenticabile affermazione sportiva, formulando anche le sue congratulazioni ai compagni. «La gioia è ancora viva. Al fischio finale non ci credevo. Ho sentito papà Lorenzo a telefono e solo allora ho realizzato l'incredibile impresa. Abbiamo concesso poco ai gallesi: il nostro un controllo totale della partita. Una dimostrazione di forza e di sagacia ma non dobbiamo cullarci sugli allori. Sono contento e fiero». Altro classe 1999. Il figlio e nipote d’arte si dice disponibile ad accompagnare Ange Capuozzo nella Grande Bellezza.  «L’estro napoletano si vede ovunque», conclude Giuseppe Calicchio, presidente Fir Campania. «Aspettiamo i due azzurri all’ombra del Vesuvio per una premiazione meritata».

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