Velentino all'ultimo Valzer: a Valencia si chiude la strepitosa carriera del "dottore"

Velentino all'ultimo Valzer: a Valencia si chiude la strepitosa carriera del "dottore"
di Sergio Arcobelli
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Domenica 14 Novembre 2021, 00:18 - Ultimo aggiornamento: 15 Novembre, 10:04

Un sabato di MotoGp a Valencia nel segno del rosso. Come il colore della Ducati, che ha monopolizzato la prima fila. Come lo sfondo del grande murales raffigurante Valentino Rossi. «Sono venuto bene, sembro anche più giovane…», ha scherzato come suo solito il Dottore dopo aver firmato l’opera d’arte di 15x15 metri con una bomboletta gialla. Ieri il “Dottore”, a cui è stata intitolata pure una piazza, ha vissuto un’altra giornata particolare, dalle emozioni forti, dentro e fuori la pista.

TOP 10
Nell’ultima sessione di qualifiche della carriera, e dopo aver conquistato direttamente l’accesso alla Q2 al mattino, Valentino si è piazzato decimo, con appena un decimo di ritardo dal campione del mondo Fabio Quartararo, ottavo, e davanti all’altra Yamaha ufficiale di Franco Morbidelli, undicesimo. «Grande feeling con la moto – ha dichiarato Rossi -, siamo riusciti ad ottenere un gran risultato. È la mia ultima gara e ci penso a quello che succede in pista. Partirò per la mia ultima corsa nei primi 10: è bello. Sono fiero di essere competitivo per questa mia ultima gara. Ci tengo a fare bene anche perché il momento è particolarmente emozionante». Giusto per la cronaca, la pole position, la quarta in stagione, è andata allo spagnolo Jorge Martin, del team Pramac in 1’29”936 davanti alle Ducati ufficiali di Francesco Bagnaia (1’30”000, incappato in una scivolata nelle fasi finali “ma – ha rivelato poi Pecco - non lo avrei battuto”) e Jack Miller (1’30”325).

TAPPETO ROSSO
E dopo che le rosse sono sfrecciate sulla pista, il “Ricardo Tormo” è diventato un tappeto rosso per Vale, che al termine delle prove ufficiali ha ricambiato l’affetto dei suoi tifosi alla sua maniera, ovvero impennando con la sua M1. Nel frattempo, attorno a un circuito sempre più gremito di affetto, continuavano ad aumentare i messaggi e gli autografi per Rossi nel cartellone a lui dedicato e che gli verrà consegnato oggi a fine GP. «Il motociclismo italiano perde tanto anche con il ritiro di Tony Cairoli, emozionante vedere la sua ultima gara – afferma Valentino che allarga la sua analisi a tutto il movimento dello sport tricolore – Non solo io e lui, ma anche atleti come Federica Pellegrini, aspettavano che smettessi io (ride, ndr)». Quella di Valencia, su uno dei circuiti per la verità meno amati, sarà per Valentino la gara numero 432, che sancirà l’epilogo di una carriera memorabile, che lo ha visto vincere 9 titoli mondiali e 115 gare. Non solo questo, perché nessuno come lui ha saputo travalicare i confini nazionali: tanto è vero che i suoi fan sono praticamente in tutto il mondo. «Essere un’icona è la mia più grande vittoria», aveva confessato venerdì per poi aggiungere: «A fine gara spero di non piangere». E ieri: «Omaggio in pista? Non so cosa aspettarmi dagli altri piloti: sicuramente sarà bellissimo tornare ai box con tutte le persone che mi aspetteranno, miei ragazzi dell’Academy compresi». Sarà comunque festa.

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