Roma, benedetta sosta: la stanchezza ha portato il conto

Domenica 10 Novembre 2019 di Alessandro Angeloni
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PARMA  Sembrava un pugile suonato, che cercava di evitare o rimandare il colpo del ko, provando a stare in piedi il più possibile. Ma niente. Barcolla e poi crolla. Inevitabile, dopo la striscia di sette partite di fila che aveva riportato la Roma - con merito - tra le prime quattro, addirittura terza. Una striscia giocata sempre con gli stessi giocatori, o più o meno gli stessi. Alla squadra di Fonseca si chiedeva l’ultimo sforzo, ma non era certo facile senza la benzina. La Roma, dunque, si perde al Tardini, perché non ne ha più. O ne ha davvero molto poco in tanti suoi calciatori. E si ritorna fuori dal quarto posto, per ora. Ma questa sarà un’altalena che si fermerà solo a maggio.  

Sosta benedetta per tanti, che fino a questo momento hanno tirato il carro: Pastore è sfinito, Dzeko sfiancato, Kolarov ha bisogno del mare e dell’ombrellone e via via dicendo i vari Veretout, Mancini, Smalling, tutti piccoli eroi di un striscia di partite giocate tutte d’un fiato. La testa ha girato, insomma, le gambe un po’ meno. Palle perse e poco rincorse, controlli sbagliati e tutti lì ad aspettare, sperando nel colpo del talento. E’ vero che le squadra forti si formano sempre sulla stessa ossatura, ma qui l’osso è stato grattato ben bene. Fonseca aspetta il dopo sosta, quando - al netto di ciò che succederà con le varie Nazionali - avrà a disposizione Pellegrini, Mkhitaryan, magari anche un Florenzi rigenerato dalla cura azzurra. Per Kalinic e Cristante ci sarà ancora da aspettare, intanto meglio di niente. 


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