Roma, Fienga: «Abbiamo scelto Mourinho perché è un vincente e ci insegnerà a vincere»

Guido Fienga (foto Mancini)
di Gianluca Lengua
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Giovedì 17 Giugno 2021, 20:49 - Ultimo aggiornamento: 20:57

«Abbiamo preso Mourinho perché venga qui e ci insegni a vincere». Lo ha detto l’amministratore delegato della Roma Guido Fienga all’emittente Rete Sport in occasione dei festeggiamenti a Testaccio per 20 anni dallo Scudetto vinto dai giallorossi nel 2001: «È stata un'intuizione degli azionisti. Quando si è presentata la possibilità lo hanno subito pensato, ma sono stati soprattutto bravi a convincerlo. È uno degli allenatori più importanti e incarna quello che vogliamo. Sono stati bravi i Friedkin a convincerlo, in pochissimo tempo si è chiuso l'accordo poco prima che venisse annunciato. Abbiamo preso un allenatore vincente che venga qui e ci insegni a vincere. È un progetto e bisogna lasciarlo lavorare perché non sarà una cosa immediata». Il dirigente non ha dato riferimenti sul mercato in entrata: «Vogliamo creare un progetto vincente e che sia sostenibile. I giocatori li sceglieranno Mourinho, Pinto con la proprietà. Aspettatevi la serietà del progetto più che colpi, che se ci saranno è perché saranno funzionali. Non dobbiamo impressionare nessuno. Cristiano Ronaldo? Non credo». Anche se per i tifosi sarebbe affascinante un ritorno di Francesco Totti nella Roma, per adesso i Friedkin non lo hanno in programma: «Abbiamo un ottimo rapporto con Francesco, per me è affettuoso. Totti sta facendo la sua attività, ha un ottimo rapporto con la Roma e questa proprietà. Sta facendo il suo percorso professionale, che poi se fatto bene a noi non viene male. Sta sviluppando giovani, fa scouting, è un rapporto che funziona. Non c'è la necessità che stia dentro o fuori, e da lui non c'è questo tipo di richiesta. Il rapporto è assolutamente buono, lo è anche con la proprietà e non ci sono avversità derivate da fatti antichi. È un rapporto di collaborazione, perché lui fa certe cose per alcuni giocatori che sono anche nelle nostre giovanili. Segue diversi giovani e li sviluppo e a noi va bene così». Il tema caldo in queste ore è lo stadio, sta per essere chiuso il procedimento che riguardava l’area di Tor di Valle e tra breve sarà annunciata la nuova area scelta dal club: «Il progetto che abbiamo seguito come società finora non è più stato ritenuto sostenibile. Per una serie di motivi, figlio anche di un tempo che non c'è più, il Covid ha cambiato le carte in tavola. L'intenzione è costruire uno stadio, e solo uno stadio, con una capienza che sarà ritenuta conveniente, il più possibile vicino ai tifosi. Quindi, alle aree in cui i tifosi vivono e che non comportino migrazioni di 60 mila persone ogni volta e farglielo vivere quotidianamente. Deve essere la casa dei romanisti, quindi devono averlo vicino per viverlo. Ad oggi non siamo ancora riusciti a chiudere la procedura di Tor di Valle, quindi non possiamo dire altro. Le idee ci sono, i criteri sono questi».

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