La ricetta di Mancini: «Meno gare e più giovani». Pozzecco: «Banchero? Io sceglierei sempre l'Italia»

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di Alessandro Angeloni
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Lunedì 23 Gennaio 2023, 14:44 - Ultimo aggiornamento: 16:17

Quattro ct, tutti insieme. Al Salone d'Onore del Coni. Roberto Mancini, Fefe De Giorgi, Sandro Campagna e Gianmarco Pozzecco. Calcio, Pallavolo, Pallanuoto e Basket, nel cuore dello sport. Quattro portabandiera dell'azzurro Nazionale. Quatrro vincenti, quattro maestri. Su di loro, il peso di uno sport risollevato  e sempre da risollevare. Il compito è vincere e costruire e questi due aspetti spesso vanno in contraddizione. Tutti e quattro con un obiettivo fisso: puntare sui giovani. Mancini viene dalla vittoria dell'Europeo e dalla delusione per la mancata qualificazione al Mondiale in Qatar, De Giorgi è reduce dai trionfi nel campionato del Mondo 2022, Campagna  è il veterano azzurro, con le sue 446 panchine sulla panchina del Settebello, portando a casa varie medaglie, dall'argento di Budapest e Zagabria (2001 e 2010) e ancora a Budapest l'argento nel 2014. "Allenare l'azzurro", questo il nome della tavola rotonda al Coni, è impegnativo.  «Bisogna dare ai ragazzi la possibilità di fare errori e di essere chiamati dalle nazionali. L'U21, ad esempio, arriva a fine biennio che hanno giocatori di 23 anni e alcuni di loro non giocano neppure in prima squadra nei loro club. Per noi così è faticoso cercare i talenti». Mancini si rivolge anche al ct della pallavolo, De Giorgi, fresco vincitore del Mondiale con una rosa esordiente, e aggiunge: «Quando ha messo dentro tutti i ragazzi sono rimasto estasiato. Avessimo noi la possibilità di fare questo...Va cambiata la mentalità alla base. Nel calcio il cambio generazionale è più difficile rispetto al volley. E pensare che i ragazzi di 18-19 anni possono giocare a massimi livelli. Ai club chiederei di darci la possibilità di avere i calciatori per più tempo a disposizione». Tra i giovani, il nome caldo è sempre Zaniolo. «Il mio 'osservatoriò è sempre lo stesso. Dal primo giorno che l'ho visto penso che sia un ragazzo
con grandi qualità, credo che debba mettersi a disposizione della squadra come sempre, come fanno tutti i giocatori, e sfruttare il suo talento. Quanto sarebbe importante vincere la Nations League per la crescita del gruppo? Sarà a giugno, c'è ancora un pò di tempo, ma è chiaro che poter vincere la Nations League con ragazzi più giovani rispetto all'Europeo sarebbe una buona cosa». Pensa ai giovani anche Pozzecco, ct dal 25 giugno del 2022, con l'esperienza dell'Euro di Basket. Il giovane che fa gola è Banchero, indeciso tra Usa e Italia. «Banchero dobbiamo vederlo come un'opportunità. Lui ha dato una disponibilità di massima, ma è

in mezzo tra noi e l'America ed è una scelta che spetta a lui. La rispetteremo in qualsiasi caso. Siamo d'accordo che alla fine del campionato si prenderà una pausa e deciderà. Il problema è che ora è troppo forte. Scegliere tra America e Italia non è facile, me ne rendo conto, ma io sceglierei sempre l'Italia». Il problema comune, per i ct, sono gli infortuni e i tanti impegni. «Nel calcio - dice Mancini - il problema è che si sono accumulate una serie di partite che aumentano ogni anno. Aver poco tempo per allenarsi è un problema serio. Credo sia il problema maggiore nel calcio». «Come si risolve? Non aggiungendo altre manifestazioni, i calciatori devono avere il tempo di recuperare». Il tecnico della Nazionale di calcio parlando poi degli obiettivi del 2023, ha sottolineato: «Noi dobbiamo cercare di riscattarci tra 2023 e 2024. Saranno due anni importanti con le finali della Nations League e le partite di qualificazione al prossimo campionato d'Europa, dobbiamo fare meno errori possibili». «Giocare tante partite è un problema grosso, ma la federazione internazionale non ascolta moltissimo. I campionati poi durano molto ed è mio dovere capire cosa posso fare per gestire gli infortuni. Non si può andare al 100% tutto l'anno», è invece il commento di Fefè De Giorgi, Ct dell'Italvolley. Lo sport ha bisogno di "amici", di chi lo sostiene e di chi crede nel suo contributo sociale. In questo il ministro dello Sport Abodi è stato chiaro. «Il valore della maglia azzurra fondamentale. Il tema della supremazia dei valori con la "V" maiuscola credo debba precedere i risultati. Il nostro mondo gioisce non solo quando si vince una medaglia ma quando si vince la medaglia quotidiana del consolidamento dello sport nella scuola ad esempio. Se a volte l'obbiettivo è la supremazia sportiva, dal punto di vista quotidiano è la supremazia dei valori. La presenza di questi 4 tecnici corrisponde a questa esigenza. Qui abbiamo degli esempi che aiutano i più piccoli, tanto più nei momenti di difficoltà. Io non credo che lo sport sia sotto attacco, a volte lo sport è nemico di se stesso, dobbiamo trovare l'armonia»

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