Lazio-Luis Alberto, una terapia d'urto

Giovedì 11 Ottobre 2018 di Alberto Abbate
Ha perso il genio, ma non il vizio. Lupo Alberto non c’è alla ripresa degli allenamenti con la Lazio. E’ d’accordo con Inzaghi per qualche giorno in più di riposo, ormai documenta quotidianamente su Instagram il suo motivo: un video dietro l’altro per far vedere al mondo che il suo malanno non è immaginario. Sedute h24 di tecar, esercizi posturali con lo specialista venuto da Liverpool, Ruben Pons Aliaga: «Un giorno in più con il fenomeno, noi continuiamo», le ultime parole del fantasista spagnolo. Che stanno non poco infastidendo lo staff medico biancoceleste, che si è già lamentato con la società per la cattiva pubblicità fatta ai propri fisioterapisti. In Paideia Luis Alberto aveva sostenuto addirittura l’ultima ecografia a luglio, questo testimonierebbe l’assenza di pubalgia. Eppure ieri sui social il numero 10 riprendeva quella fattagli in casa da Rupenfisio con la scritta: “No mas...”, insieme ai saluti. Speriamo che Luis Alberto abbia detto davvero addio a qualunque patologia perché la Lazio ha comunque urgente bisogno della sua fantasia. In campo, non nella testa. Secondo il club, che a inizio stagione lo aveva protetto, lo spagnolo con queste storie starebbe solo giustificando ai tifosi la sua assenza. Ma in realtà, è un’altra la plateale verità: Inzaghi lo ha sempre convocato, non lo avrebbe fatto se fosse stato infortunato. A Francoforte e con la Fiorentina ha ritenuto più affidabili sia Caicedo, che Correa, entrato a gara in corsa. Deve avere un altro atteggiamento, Luis Alberto, per riprendersi la sua maglia. 

IL BILANCIO
Va recuperato, Luis Alberto, e c’è anche un piano. Inzaghi, Peruzzi e Tare sono pronti a parlarci e ad aiutarlo, ma lui deve togliersi dalla mente il tarlo. Sono tutti sulla stessa linea: al di là della condizione fisica, lo spagnolo si deve sbloccare e adesso deve pure riconquistarsi il posto in questa sosta con la grinta. Il giudice sarà sempre il campo. Quindi banditi video e altri colpi da matto. Sarà questo il discorso, in parte già fatto: «Nella Lazio non si può pensare di sbagliare una serie di partite e di rimanere titolare». Inzaghi ieri alla ripresa lo ha ribadito a tutto lo spogliatoio, che considera comunque al suo fianco e unito. Basta voci e mugugni fuori dal coro a stonare. La Lazio deve tornare insieme come domenica scorsa a giocare e a cantare. Nessun ricatto a Luis Alberto sul fronte contratto, la Lazio glielo adeguerà entro Natale (alle cifre d’Immobile e Milinkovic) e manterrà comunque il patto. Un modo per non dargli altri alibi, ma anche perché in Spagna assicurano che il Siviglia sarebbe pronto a tornare alla carica, approfittando della situazione, con la stessa ultima offerta da 35 milioni. Sarebbe comunque una clamorosa plusvalenza (già ammortizzati i 7 milioni del cartellino) come quella da 28,89 milioni certificata dal bilancio per Felipe, sacrificato in estate al suo posto: 31 milioni versati dal West Ham (più 7 di premi), spesi 39,53 per l’intera campagna acquisti biancoceleste, praticamente a costo zero. Già perché c’è pure il risparmio di 2,47 milioni d’ingaggio con 5 prestiti: avanza un milione in più per le aziende di Lotito, visto che sono aumentati (da 6,7 a 7,4) i costi. 
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