Lazio-Atalanta, la rivalità è di rigore

Martedì 22 Ottobre 2019 di Alberto Abbate
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Il pestone della discordia continua a fomentare le polemiche a tre giorni di distanza. Poco importa che pure il designatore Nicchi dia ragione alla Lazio sui rigori fischiati a Immobile da Rocchi: «Sino a una settimana fa era considerato il miglior arbitro italiano da tutti. Sia il primo che il secondo sono penalty sacrosanti. Non è compito nostro sindacare sulla forza del pestone e sui danni subiti. Bisogna conoscere il regolamento e le dissertazioni vanno fatte nelle opportune sedi. Altrimenti si crea solo discredito, ci devono dare una mano gli allenatori». Invece non si rassegna al pareggio Gasperini, anzi ci mette il carico alla vigilia della sfida col City: «Resto della mia idea, ho solo commentato un episodio di cui sono straconvinto. E ho sentito i commenti di tanta gente che ha giocato a calcio. Il comunicato della Lazio è demenziale, io non ho mai attaccato Immobile o Inzaghi. Ma adesso siamo pronti a giocare, non ci riguardano queste difese ad oltranza delle posizioni». A Gasperini ha immediatamente risposto la Lazio: «Opportuno evitare di proseguire su una polemica che, con il termine usato da Gasperini, demenziale, credo abbia raggiunto un livello assolutamente ingiustificabile». 
NUOVO ESAME
Primo tempo da incubo, nel secondo il dolce risveglio. Si riparte dal film un po’ horror un po’ romantico per il prossimo esame tecnico. Anche Inzaghi ha vissuto due stati d’animo: dall’apocalisse e il definitivo tonfo, al 3 a 3 e l’esplosione di gioia al novantesimo. Per un attimo sembrava davvero che la squadra avesse iniziato a remargli contro, invece il suo discorso nello spogliatoio è stato recepito e ha prodotto un incredibile moto d’orgoglio. Simone ha ancora il controllo, ma ora deve dimostrare addirittura più coraggio. Premiare con le scelte il merito: ha riacciuffato il risultato gettando le riserve Cataldi e Patric in campo, Caicedo è entrato e ha recuperato la palla che ha portato al pareggio. Con le prestazioni tutti e tre si sono guadagnati più spazio. Per carità, in Europa ha sempre privilegiato il turnover, il tecnico, ma la terza partita del girone contro la capolista Celtic rappresenta già una sfida da fuori o dentro. Inzaghi ieri si è concentrato solo sul pacchetto difensivo, oggi partiranno le prove per il centrocampo e l’attacco. Out un acciaccato Luis Alberto, c’è ansia per le condizioni di Strakosha, ieri in Paideia: iperestensione del gomito. 
RISCHIO 
La Lazio partirà domani pomeriggio, avrà oltre 500 tifosi al suo fianco. La trasferta a Glasgow viene considerata dalla polizia e dalla Uefa fortemente a rischio, per questo la vendita dei tagliandi terminerà oggi stesso. Giovedì tutti i laziali dovranno recarsi al meeting point in Merchant Square, nella Merchant City area of Glasgow: da lì verranno scortati in corteo in mezz’ora al Celtic Park (tutto esaurito). Il club biancoceleste ha diramato ieri un comunicato sottolineando la necessità di scongiurare pene esemplari della legge scozzese per atti di violenza, razzismo, xenofobia e intolleranza. Oltretutto sulla Lazio pesa l’ultima sentenza della Uefa, che il prossimo 7 novembre comporterà per i “saluti romani” la squalifica all’Olimpico della Curva. Verrà chiuso tutto lo stadio in caso di recidiva: «Laddove si ripetano simili comportamenti verranno assunti provvedimenti e identificazioni per difendere la nostra reputazione». Tolleranza zero, è il nuovo copione.


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