Real contro Atletico, rivalità e sfottò
il derby di Madrid accende la Champions

Sabato 24 Maggio 2014 di Benedetto Saccà
Duellano da una vita, si sono contesi coppe, coppette e campionati, si detestano nel profondo. Oggi il Real Madrid e l’Atletico Madrid si contenderanno il più ambìto dei trofei per club, la Champions League. Un derby come atto finale, un batticuore certo irrefrenabile. Nessuna città, del resto, aveva mai ricevuto il privilegio di chiudere la Coppa dei Campioni nelle 58 stagioni di emozioni: e il primo onore è caduto fra i piedi della capitale spagnola, 3,2 milioni di cuori palpitanti. Pochi avranno dormito questa notte: l’attesa d’altronde è montante e i supporter già preparano (in segreto, è ovvio) feste e celebrazioni infinite per stanotte. La tradizione darà l’ispirazione e gli appuntamenti saranno i soliti: la Fuente de Neptuno a plaza Canovas del Castillo per i tifosi dei colchoneros; la plaza de Cibeles per i madridisti. Un oceano di gioia inonderà le strade: caroselli, sfottò, brindisi a profusione, fumogeni, il delirio che solo il calcio sa suscitare. Una scusa buona, fra l’altro, per disertare le urne domani, forse: già, la capitale del pallone europeo sarà la regina dell’astensionismo Ue, paradossale davvero.



RECORD E OBIETTIVI

Quanto alla partita, Ancelotti e Simeone voleranno alla ricerca di un sogno impossibile nella cornice di Lisbona. Il Madrid inseguirà la famigerata «Decima» Champions, l’ossessione implacabile, mentre l’Atletico calerà ogni immaginabile carta per indovinare la strada che porta filata alla prima coppa. E non basta. Cristiano Ronaldo è il capocannoniere del torneo con 16 gol e senza dubbio cercherà di incrementare il bottino da record, acciacchi permettendo. Inservibile avanzare un pronostico, specie adesso, a poche ore dal fischio dell’arbitro Kuipers. Chi vincerà lo dirà soltanto il campo ma le ipotesi legate al possibile canovaccio della sfida sono diverse. La stampa spagnola, ad esempio, suppone un Madrid votato all’attacco e un Atletico incline più che rassegnato alla copertura degli spazi e al contrassalto. Una lettura perfino banale. E, all’opposto, fonti piuttosto accreditate non si stupirebbero se stasera i biancorossi decidessero di pungere gli avversari con trame veloci.



ACCIACCHI E DOLORI

La ricetta indovinata in partenza, naturalmente, non esiste. Il Madrid vanta il miglior attacco della rassegna con 37 reti e l’Atletico è l’unica squadra imbattuta. Di certo le due formazioni planano al confronto di oggi col fiato corto, reduci da 60 partite stagionali. E gli infortuni di Benzema, Pepe, Diego Costa e Arda Turan non sono solo una casualità: i quattro sono doloranti ma tenteranno di saltare l’ostacolo fino all’estremo. «È una gara unica, contro i migliori, ma non abbiamo paura di perdere», ha spiegato Simeone. «Una sfida da sogno, normale che generi un po’ di preocupazione», ha replicato Ancelotti. L’Atletico, si diceva, si è appena laureato campione di Spagna e spera in un secondo bacio della sorte per ribaltare decenni di rabbie e di delusioni, per dare finalmente una lezione agli eterni rivali del Madrid, ricchi, potenti e prepotenti. Quattrocento milioni di persone saranno davanti alle tv di tutto il mondo. La forza, stasera, sarà nel cambiare la storia.



Ultimo aggiornamento: 17:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Una mattina in ospedale a leggere libri ai bimbi malati

di Pietro Piovani