A 40" dalla fine Ciano porta il Frosinone in semifinale, 2-3 a Cittadella. Domenica il Pordenone

Giovedì 6 Agosto 2020 di ​Vanni Zagnoli
Per una sera, finalmente, è stato Frosinone vero. Da 2-0 per il Cittadella a 2-2 e poi, allo scadere, nel recupero del secondo tempo supplementare, il sinistro da fuori di Camillo Ciano. A 30 anni, aveva realizzato il gol al Pisa valso i playoff, due stagioni fa trascinò i giallazzurri alla seconda promozione, con 18 gol in totale e il trono degli assist. Nell’istante chiave il suo colpo di classe e potenza. 
Dunque a 40” dalla fine arriva il 2-3, sarà il Frosinone ad affrontare il Pordenone, in semifinale.

A Cittadella il fattore campo è come sempre attenuato dalla mancanza di pubblico, i granata trovano il gol prestissimo, su rigore, Brighenti allunga il piede su Rosafio, toccandogli appena il ginocchio.
Si gioca tanto a centrocampo, i ciociari reclamano il penalty per una spinta a Dionisi. Iniziano a giocare, Novakovich affonda a sinistra, Rohden non arriva per poco. 

Il Citta ritrova la verve di un mese fa, prima delle 5 sconfitte di fila, interrotte dal colpo a Venezia. D’Urso cerca l’angolo impossibile, Bardi è attento. Replicano i giallazzurri con Salvi, Paleari si conferma il portiere più continuo della serie B, dal 2018.

Prima dell’intervallo il contropiede padovano, D'Urso serve in profondità Rosafio, il trequartista smista per Diaw che appoggia in gol sul secondo palo.

Sembra fatta, ma il Cittadella di Venturato è storicamente vulnerabile, in difesa, tantopiù nelle partite più delicate, subisce immediatamente il 2-1, con Alessandro Salvi, formidabile ex, dribbling da slalom di sci e destro in gol. Il pari arriva presto, con un’altra perla, di Dionisi, fra gli artefici dell’ultima promozione del Livorno in serie A, Paleari per poco non arriva. 

La squadra di Nesta ha due chance di sorpasso, con Dionisi, destro al volo deviato, su cross di Paganini, e con Novakovich, Paleari si tuffa in angolo. Per i veneti, i pali di Branca da fuori e di Benedetti su punizione. 

Il Frosinone ha giocato di più, è naturale, dovendo vincere, il Citta ha costruito le occasioni migliori, anche nel supplementare, con la girata di Iori, deviata. 

C’è gente fuori dal Tombolato, a incitare i granata, i frusinati rifiatano, sono decisamente più smaliziati e sanno di poter trovare il gol all’improvviso. Con Novakovich, il suo destro a spiovere fa volare Paleari, molto più bravo di vari portieri di serie A di questo decennio. Aumenta il livello dei contrasti, Venturato continua a urlare e incitare, Nesta è compassato. Le emozioni si susseguono, Rohden non trova la porta. Il controllo del Cittadella è da formazione matura, Krajnc e compagni sembrano non avere più energie. Finchè da fallo laterale di Andrea Beghetto, la palla arriva a Ciano, Proia e un altro granata non lo contrastano, il sinistro a spiovere sorprende in parte Paleari. 

Alessandro Nesta esulta, come se quando l’Italia vinse il mondiale. Considerato il potenziale e il montestipendi, il Frosinone non aveva costruito abbastanza di più del Cittadella per meritare il passaggio del turno. Il presidente Gabrielli è sconsolato. Era il 5° assalto alla serie A dei granata, 10 anni fa persero in semifinale con il Brescia. Con Venturato le uscite al preliminare, in semifinale e un anno fa perse la finale a Verona, pur partendo da due gol di vantaggio. La stagione del Cittadella era stata più a lungo convincente rispetto al Frosinone, la stessa rincorsa dell’Empoli, le sue occasioni sprecate anche a Verona facevano sì che meritasse un pizzico di più l’impresa.

Il bello del calcio, dei playoff, è proprio questo. E adesso il Frosinone può persino considerarsi un tantino favorito sul Pordenone, nonostante ai ramarri bastino due pareggi. Domenica si gioca allo Stirpe, alle 21, mercoledì a Trieste. In Ciociaria c'è aria di terza serie A in un lustro. 










 
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