Mondiali, l'Italia vola in semifinale: battuto anche il Giappone

Lunedì 15 Ottobre 2018 di Vanni Zagnoli
Con fatica, ma l’Italia è in semifinale ai mondiali di volley. Vince al quinto set, grazie ai 36 punti di Egonu e a un muro di Sylla, nel tiebreak. E’ semifinale, come 4 anni fa, a Milano, e adesso si insegue il titolo conquistato nel 2002, con Marco Bonitta. Davide Mazzanti festeggia i 42 anni con la 10^ vittoria in sequenza, l’unica davvero sofferta, domani la gara con la Serbia (9.10, diretta su Rai2) servirà solo a decretare il primo posto nel girone. 

A Nagoya, l’avvio è comodo, con le giapponesi capaci di arrivare solo sul 12-14. Fanno la differenza due muri di Anna Danesi, la migliore del mondiale nelle opposizioni a rete. Il 20-25 è autografato da Lucia Bosetti, la schiacciatrice meno coinvolta, eppure precisa. La ricezione staccata da rete complica gli attacchi, a muro Cristina Chirichella incide poco, anche perchè poco coinvolta in fase offensiva, dove nel secondo parziale ha uno 0%, addirittura. Scende di livello il servizio, così il Giappone ottiene 4-5 punti di margine, l’Italia risale a -1, senza mai arrivare al pari, nonostante buoni sprazzi di Paola Egonu. Neanche l’ingresso di Cambi sull’ultimo punto colma il gap, 25-22.

 
 


Il terzo parziale è equilibrato, con Egonu, Chirichella e Sylla l’Italia riprende confidenza sul 6-9. La capitana si fa murare, si rifà su una palla contrastata. Lucia Bosetti ritrova continuità, Malinov mette un muro chiave. Paola Egonu martella con l’abituale potenza, ai 100 orari, portando al 15-18, complice una botta direttamente in faccia a Okumura, che va in panchina con il ghiaccio. In diagonale o lungo linea, la nigeriana di Cittadella è imprendibile, sale a 3 metri e 06, per schiacciare. Ofelia Malinov insiste molto su di lei, è una sicurezza, un videochallenge porta a 4 setpoint, su incrocio di Myriam Sylla. Che chiuderà al secondo tentativo. E’ proprio blackpower, con miglioramenti al servizio e il 21-25.

Il quarto set inizia male, con un punto capovolto dalla tecnologia, dal 7-4 l’Italia recupera subito, con il muro di Malinov. Fa venire in mente la canzone dei Nomadi: «Ophelia, che cosa provi quando, la voce dagli spalti, ti annuncia che è l'ora già».

E’ l’ora anche dell’Italia, sul 10-8, Chirichella piazza un buon primo tempo, Shinnabe azzecca il +3. Quando due parallele di Egonu escono in sequenza (16-10) il parziale è compromesso. “Voglio che andiamo in semifinale da matte - chiede Davide Mazzanti -, con gli occhi indemoniati”. Tornano però 7 i punti di distacco, sulla ricezione sfuggita a Sylla. Entrano Elena Pietrini per murare e l’affascinante Beatrice Parrocchiale a rafforzare la ricezione, almeno si allunga il gioco, con una bella schiacciata della figlia di Alberto Pietrini, vicecampione d’Italia a Livorno, nel basket, 30 anni fa. Le asiatiche chiudono a 25-19, con la precisione di Araki.

L’Italia però ha ritrovato sicurezza per il tiebreak, con Egonu, supplisce anche a un errore di Danesi. A Sylla sfugge una ricezione, si resta lì, con Chirichella. Bosetti e De Gennaro pasticciano in ricezione, sull’8-6 diventa dura. Egonu ha gli occhi giusti, concentrazione assoluta, arrivano l’errore di Koga e l’urlo di Danesi, a muro, per il sorpasso (9-10). Egonu mitraglia, a 20 anni ha energie infinite. Come Sylla, che piazza il muro dell’11-13 e la schiacciata che avvicina Yokohama. Si prende a sua volta un muro, sul 13-14 il ct chiama timeout. Egonu non trema, è il martello più forte al mondo. Solo due aces azzurri, la differenza è a muro, nelle schiacciate di Paola Egonu e anche nei 19 punti di Sylla, in lacrime. 

Nell’altro girone escono le campionesse in carica, gli Usa perdono 3-2 anche dall’Olanda, dopo il tiebreak perduto con la Cina. Olanda-Cina varrà per il primato nel gruppo ma le semifinaliste sono già certe: Serbia e Italia, Olanda e Cina. E le asiatiche sono le più insidiose, per l’Italia.
Ultimo aggiornamento: 17:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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