Il Maestro Michele Mariotti all'Opéra di Parigi: «La mia Aida è un dramma intimo»

Il direttore d'orchestra Michele Mariotti
di Simona Antonucci
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Mercoledì 17 Febbraio 2021, 17:20

«L’ Aida, nell’immaginario collettivo, è la Marcia. Grande affresco in bianco e nero, ricchi e poveri, contrasti. Io sono attratto dal profumo intimo dell’opera di Verdi. Dai quei momenti in cui emergono tutte le passioni e le violenze dei rapporti umani». Michele Mariotti, dopo averla diretta per la prima volta con successo lo scorso luglio in Piazza del Plebiscito a Napoli, con le formazioni del Teatro San Carlo,  torna a interpretare Aida di Giuseppe Verdi all’Opéra di Parigi, nel nuovo allestimento firmato dalla regista olandese Lotte De Beer.

 

Lo spettacolo, che andrà in scena a porte chiuse all’Opéra Bastille, sarà trasmesso in diretta streaming il 18 febbraio alle 19.30 su Arte Concert e sul sito del Giornale della musica, e sarà visibile in Italia e in tutta Europa. Il cast d’eccezione vede il soprano Sondra Radvanovsky nel ruolo del titolo, il tenore Jonas Kaufmann – già protagonista a Napoli con Mariotti – nei panni di Radamès, il mezzosoprano Ksenia Dudnikova in quelli di Amneris e il baritono Ludovic Tézier nella parte di Amonasro. Completano la compagine vocale Dmitry Belosselskiy (Ramfis), Soloman Howard (Il re d’Egitto), Roberta Mantegna (Sacerdotessa), Alessandro Liberatore (Messaggero).

«Nella mia lettura», aggiunge Mariotti, pesarese, 41 anni, «Aida è appunto un dramma intimo, ancor prima che politico e trionfale, nel quale due donne sono innamorate dello stesso uomo. Di quest’opera mi interessano particolarmente i sentimenti più nascosti dei personaggi e la ricchezza delle sfumature che l’immensa partitura verdiana ci offre».

Per il suo debutto all’Opéra di Parigi la regista Lotte De Beer, che guiderà la Volksoper di Vienna a partire da settembre 2022, ha scelto di proporre uno sguardo critico sulla rappresentazione europea dei popoli colonizzati, incoraggiando tutti a ripensare il proprio rapporto con le produzioni estetiche del passato e del presente. Le scene e i video dello spettacolo sono firmati da Christof Hetzer, la fotografia è di Virginia Chihota, i costumi sono curati da Jorine van Beek e le luci da Alex Brok; la drammaturgia è di Peter te Nuyl e la progettazione e regia dei burattini è di Mervyn Millar. L’Orchestra e il Coro, preparato da José Luis Basso, sono quelli dell’Opéra di Parigi.

«Aida», continua il Maestro,  che tra il 2008 e il 2018 è stato direttore musicale del Comunale di Bologna, «è stata la compagna del mio lockdown. Non potendo andare in bici, sulla cyclette a casa, a Bologna, ho avuto modo,  di approfondire l’opera. Anche ripensando alla stupefacente versione che il maestro Muti offrì a Salisburgo nel 2017. Con suoni trasparenti, emergeva la cifra umana».

Mariotti che ha già diretto a Parigi, prima della pandemia, il Don Pasquale e La Traviata, e che ha debuttato al Costanzi, nell’Idomeneo di Mozart, con la regia di Carsen, tornerà al San Carlo sempre con Kaufmann per inaugurare la stagione 2021/22 dirigendo l’Otello con la regia di Martone, primo atto del nuovo sovrintendente Lissner, sognando di suonare dal vivo: «Bisogna vivere il presente, non scontrarsi con la realtà, ma accettarla e reinventarci, nel migliore dei modi. Nella vita di una società civile, un teatro ha un ruolo fondamentale, come la scuola o gli ospedali. Lo streaming adesso è importantissimo», continua, «ma non deve essere sostitutivo della musica dal vivo. E un’arma in più, un canale importante. Anche perché non tutte le istituzioni possono esibirsi alla radio o in televisione. Oggi va bene così, non si possono aggiungere problemi dove non ci sono. Lo streaming è una possibilità utile da sfruttare. Ma la nostra dimensione deve restare quella dello spettacolo dal vivo».

Grazie all’accordo tra il Giornale della musica e Arte, il 18 febbraio l’Aida parigina si potrà vedere in Italia anche sul sito web del magazine musicale dove resterà disponibile fino al 25 febbraio. Lo spettacolo verrà trasmesso nuovamente il 21 febbraio su Arte TV, con visione limitata alla Francia e alla Germania, e il 27 febbraio su France Musique.

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