Il sovrintendente Gasdia: «Verona, festival di successo nonostante l'emergenza»

Martedì 1 Settembre 2020
L'Arena di Verona
Il Festival d'Estate all'Arena di Verona si è chiuso nell'ultimo fine settimana con una media di circa 2.000 spettatori e un incasso medio superiore ai 100 mila euro per ogni serata. Una rassegna organizzata dalla Fondazione Arena per non lasciare un vuoto musicale dopo la decisione di rinviare per la pandemia al 2021 il tradizionale festival lirico, confermando il cartellone previsto quest'anno.

«L'Arena - ha detto la sovrintendente Cecilia Gasdia - si è dimostrata, anche in quest'anno di emergenza sanitaria, il palcoscenico all'aperto più capiente e frequentato del mondo, creando in massima sicurezza un Festival che ha saputo unire principi etici e sociali, supporto al territorio, creatività e innovazione artistica. Per primi in Italia abbiamo immaginato un Festival nuovo, come non lo si era mai visto in 107 anni di storia, prima che vi fosse una reale previsione sulla possibile riapertura dei teatri. Ed il mio più grande e commosso ringraziamento va ad Ezio Bosso, musicista e amico, cui abbiamo dedicato questo Festival straordinario».

Undici diverse prime, programmi musicali originali e nuovi per l'Arena che hanno contribuito, tra tradizione ed innovazione, a coinvolgere nuove fasce di pubblico: 1.600 operatori sanitari nazionali presenti sin dallo spettacolo inaugurale
Cuore italiano della musica; la commovente esecuzione del Requiem di Mozart, dedicato alle vittime del Covid, alla presenza dei familiari e dei sindaci della Provincia di Verona in rappresentanza di tutto il territorio, con il sostegno di Confindustria; l'ampio pubblico di famiglie con bambini accorso per il Gala Rossini; una presenza importante di spettatori stranieri, pari al 40%, che hanno così confermato il loro affetto per l'Arena nonostante le difficoltà del viaggiare, ribadendo la leadership areniana tra i palcoscenici internazionali.

«Un'eccellenza - ha sottolineato il sindaco di Verona, Federico Sboarina - confermata dalla grande attesa per il Festival 2021 che, tra vendite e prelazioni di biglietteria, è ampiamente superiore all'andamento storico degli ultimi anni. Per tutto il resto della mia vita - ha concluso - non dimenticherò mai questa edizione 2020 del Festival in Arena. La ricorderò come esempio di ciò che significa essere veronesi: rimboccarsi le maniche e lavorare sodo per risolvere i problemi come la questione sulla capienza del teatro, ma anche saper trovare soluzioni innovative e capaci di attirare pubblico in un'estate tanto anomala».

La Fondazione Arena ha ottenuto importanti risultati anche sui social, che hanno visto triplicati i contatti sulle piattaforme Facebook (367.864 utenti) e Instagram (1.360.834), nonostante il ridotto numero di serate, ampliando così l'orizzonte d'attesa per la prossima stagione e veicolando già in questa il 15% delle vendite di biglietteria.
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