Dalla chitarra magica di Tommy Emmanuel, alla voce di Sainkho Namtchylak

Lunedì 5 Novembre 2018 di Fabrizio Zampa
tommy emmanuel

LUNEDI’ 5 NOVEMBRE
 
 
Jazz/Il Brag Trio in concerto all’Alexanderplatz

Il clud di jazz di via Ostia ha ripreso l’attività ormai da un mese e stasera è in cartellone il Brag Trio, nuova formazione del pianista e compositore Alberto Giraldi nata da un’idea di collaborazione e amicizia con il batterista e percussionista Stefano Rossini. Brag è un acronimo che mescola le iniziali di Giraldi con lo stile musicale brasiliano, e tutti i brani in repertorio sono originali e in versione brasilian jazz. Con loro completa il trio il contrabbassista Stefano Cantarano.
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 21
 
 

 

 
MARTEDI’ 6 NOVEMBRE
 
 
Rock/Tommy Emmanuel, una chitarra miracolosa

Ha già suonato a Roma tante volte, e chi l’ha sentito lo sa benissimo: è un chitarrista straordinario, nei suoi live non sembra un semplice solista ma un’intera band, ha una tecnica, una passione e una creatività incredibili, e fra i mille colleghi sulla scena internazionale Tommy Emmanuel, australiano di Muswellbrook, 63 anni, rappresenta una sorta di miracolo perché nel suo modo di suonare si ritrovano tracce di Django Rheinhardt, Norman Blake, Chet Atkins, Ry Cooder, John Renbourn, Clarence White, John Fahey, Richard Thompson e tante altre star, fuse come se qualcuno avesse messo i loro stili in una scatola magica agitandola e regalando a lui il risultato.
Ha fatto la spola fra Australia e Nashville, ha lavorato con tutti, da Tina Turner a Stevie Wonder, Eric Clapton, John Denver, George Harrison, Bill Wyman, Joe Cocker, Michael Jackson, ha un tocco davvero inconfondibile sia all’acustica che all’elettrica e stasera torna a Roma per offrire la sua musica e per presentare il suo ultimo album Accomplice One, uscito lo scorso gennaio, nel quale incrocia la sua sei corde con quelle di altri prestigiosi musicisti tra cui Mark Knopfler e Jorma Kaukonen. Al suo fianco c’è un altro chitarrista di prim’ordine, ed è Jerry Douglas, 62 anni, americano dell’Ohio, maestro del dobro e vincitore di 14 Grammy Awards, che arriva per la prima volta in Italia.

Tommy suona di tutto, dai brani dei Beatles a sue composizioni e a grandi standard del jazz, del rock, della fusion e del country, e non vi stupite se sentite uscire dal suo strumento accordi, armonizzazioni, basso, assoli e sezione ritmica tutti insieme e fatti solo dalle sue mani. Ascoltarlo è un vero piacere, anche se per chi suona la chitarra è un insieme di goduria e sofferenza. Un altro paio di dettagli? Nel 2015, con Dodi Battaglia dei Pooh, ha inciso fra Italia e Nashville un album intitolato Dov’è andata la musica. E dopo averlo sentito suonare il chitarrista americano Jerry Reed disse di lui: «Cerco qualcuno che gli rompa tutte le dita, poi gli ruberò tutte le chitarre: è troppo bravo e non possiamo permettergli più di suonare». Anni fa, infine, su un muro romano apparve la scritta «Se Dio suonasse la chitarra acustica la suonerebbe come Tommy». Emmanuel è uno dei 5 CGP (Certified Guitar Player) esistenti, titolo attribuito ai chitarristi più influenti del mondo. I suoi accorgimenti, frutto di decenni di studio? Accordature alterate, tapping, uso percussivo della chitarra e mille altre manipolazioni che rendono tutti i suoi concerti spettacolari oltre che una meraviglia per le orecchie. Non ve lo lasciate sfuggire.
Parco della Musica, Sala Sinopoli, ore 21
 
 
Jazz/Luca Velotti Quartet Kings of Swing

E’ ormai un quarto di secolo che Luca Velotti suona il clarinetto e i sax con la band di Paolo Conte, è uno dei migliori interpreti di jazz mainstream, che ha assorbito ascoltando Ellington, Goodman e Bechet e che ha lavorato con personaggi come Kenny Daverne, Bob Wilber e Scott Hamilton. Con il suo quartetto propone un vero e proprio atto d'amore per il jazz classico in tutti i suoi colori, dalle atmosfere di New Orleans alle notti di New York, dai blues di Chicago alle suggestioni caraibiche e sudamericane di choro e habanera. Con lui altri tre musicisti che amano lo swing, ovvero Michele Ariodante (voce e chitarra), Gerardo Bartoccini (contrabbasso) e Carlo Battisti (batteria). In scaletta anche i brani dell’album Moonglow.
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 21
 
 
Rock & teatro/The Zone, per RomaEuropa Festival

Due storie distanti nello spazio e nel tempo, due mondi che s’incontrano e delineano il racconto di un cammino verso la conoscenza nel quale è necessario abbandonare ogni cosa, bruciare tutto e gettare il proprio cuore nel tempestoso fuoco del presente: è The Zone, un progetto nato dalla collaborazione tra il pianista e compositore Daniele Del Monaco e alcuni musicisti di New York, il cui nucleo centrale (Marco Cappelli, Ken Filiano e Satoshi Takeishi) è affiancato dalla musicista e cantante Fay Victor e dal chitarrista Marc Ribot. E’ uno spettacolo che mette in scena le energie di una nuova stagione della musica sperimentale newyorkese, e mescola rock, improvvisazione, colori della musica contemporanea e sintesi della composizione musicale.
In prima mondiale per Romaeuropa Festival dopo essere stato interamente riscritto a partire da un lavoro del 2014, The Zone è «un’odissea Sufi che con spirito punk si allontana dai cliché adolescenziali, costruendo all’interno delle sue sette canzoni toni austeri e tenebrosi, violenti eppure dolcissimi in grado di restituire valore e spessore poetico al concetto di rituale».
Parco della Musica, Sala Petrassi, ore 21
 
 
Blues/Andy’s Corner, Andrea Angelini al Charity

Il vocalist, chitarrista e armonicista Andrea Angelini, in arte Andy’s Corner, presenta il suo progetto solista acustico: una sintesi di varii generi e influenze, un viaggio nella migliore musica anglo-americana in particolare degli anni ’60 e ’70, a partire dal buon vecchio blues.
Charity Cafè, via Panisperna 68 ore 21
 
 
Jazz/Rick & Renée, chitarra e voce da Washington DC

Il chitarrista Rick Peralta e la vocalist Renée Tannenbaum, statunitensi di Washington DC, sono in concerto con un repertorio ispirato alle grandi canzoni dell’American Songbook e all’universo latin-jazz. I due propongono una selezione di canzoni in quattro lingue.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 21.30
 
 
MERCOLEDI’ 7 NOVEMBRE
 
 
Rock/Gli Hindenburg suonano i Led Zeppelin

Tornano al Big Mama, dopo quella che loro definiscono «una tournée fra Andromeda e Alfa Centauri», gli Hindenburg Led Zeppelin Tribute Band, formazione che rende omaggio agli inglesi Led Zeppelin, il cui primo album, annata 1969, mescolava rock, blues e psichedelia. Dopo quasi mezzo secolo la band celebra lo storico disco suonando i momenti più importanti del primo album di Jimmy Page e compagni. Gli Hindenburg sono Alessandro Errichetti (chitarra), Paolo Antonaroli (voce), Alessandro Belli (basso), Fabio Pollastri (batteria) e Enrico Ciccio Scopa (tastiere).
Big Mama, vicolo S. Francesco a Ripa 18, ore 22
 
 
Jazz/Jam session all’Elegance

Ogni mercoledì è tempo di jam session all’Elegance. Stasera sono sul palco il chitarrista Luca Giannini, il contrabbassista Alessandro Bintzios, il batterista Federico Chiarofonte e come special guest il pianista Vittorio Solimene. Come al solito tutti i musicisti e gli ospiti del club sono invitati a salire sul palco con loro.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 21.30
 
 
Blues/Jam session al Charity

La jam session del mercoledì, all’insegna del blues, è aperta dal trio del pianista e vocalist Mario Donatone, con Angelo Cascarano (chitarra, contrabbasso e voce) e Roberto Ferrante (batteria). Anche qui, come sempre, tutti gli ospiti del club, i bluesman e le blueswoman sono invitati a salire sul palco e partecipare.
Charity Cafè, via Panisperna 68 ore 22
 
 
GIOVEDI’ 8 NOVEMBRE

 
 
World music/A Roma Sainkho Namtchylak, leggenda vocale

Sainkho Namtchylak, straordinaria vocalist che viene dalla repubblica di Tuva, nella Siberia meridionale, è la specialista eccelsa del canto di gola bifonico, col quale pochi eletti riescono a mettere insieme note alte e note basse, è un’autentica leggenda (l’ha studiata attentamente il nostro Demetrio Stratos, unico vocalist che riusciva a usare la sua tecnica) e offre concerti assai intriganti, soprattutto per chi non l’ha mai sentita e resta incredibile di fronte alle sue mille possibilità. Sessantun anni compiuti a marzo, Sainkho si muove fra antichissimo e nuovo usando la tecnica degli sciamani e l’elettronica più d'avanguardia, si unisce a musicisti che amano la sperimentazione e stavolta tocca a Mauro Tiberi, musicista, polistrumentista e ricercatore vocale, studioso e praticante di canto difonico, canto armonico, vocalità sacra orientale, canto bizantino, canto indiano negli stili dhrupad, kyal e qawwali. I due offrono un viaggio dallo sciamanesimo siberiano alla moderna musica elettronica, percorrendo i sentieri del jazz e di ogni tipo di contaminazione.
Quella di Sainkho, che è apparsa nel panorama della grande world music fin dagli anni Novanta, è la voce degli sciamani siberiani, esponenti di un antichissimo culto che sopravvive tranquillamente in perfetto equilibrio con le altre religioni dominanti, il cristianesimo e il buddismo tibetano. A vederla sembra un personaggio di un’altra epoca, e invece è più aggiornata dei migliori dj internazionali e sforna suoni digitali che potrebbero venire dalle più grandi metropoli del mondo: una sciamana elettronica che spesso, usando un paio di giradischi e una consolle, si diverte a fare la dj, lavora su una base techno e jazz e riesce con le sue magiche sonorità a evocare formidabili paesaggi dominati da montagne altissime o magari da aurore boreali.
Tevere Art Gallery, via di Santa Passera 25, ore 21
 
 
World music/Torna in concerto Africa Sarda

Africa Sarda è una band che mette insieme la musica e la cultura della Sardegna e dell’Africa: sono la vocalist e percussionista Carla Cocco (che ama anche la musica del Brasile), il chitarrista e vocalist Andrea De Luca, il tastierista Maurizio Inciocchi, il bassista Andrea Sabatini, il batterista Andrea Merli e il percussionista Pablo Enrique Oliver, più due special guest, Alberto Mariani alle launeddas e Stefano Indino alla fisarmonica. Ma il nome del gruppo è anche quello dell’associazione che ha creato uno studio di registrazione e una scuola di musica all’interno del ghetto di Bauleni a Lusaka, in Zambia, aperta a numerosi ragazzi che ora possono esercitarsi a suonare e a comporre la propria musica, allontanandosi sempre più da una realtà fatta di tossicodipendenza, alcolismo e prostituzione. Il risultato viene da una campagna di raccolta fondi online che Carla e compagni hanno attivato a febbraio.
«Ho passato l’ultimo Natale a Bauleni, dove insieme alla African Voice Band abbiamo realizzato il nostro primo album Africa Sarda & Is Amigus, al quale hanno partecipato tanti amici artisti – spiega Carla. - Il disco comprende canzoni in africano e in sardo, cantate da me e dai ragazzi di Bauleni che hanno mostrato grande passione per la lingua sarda, e io ho ricambiato con la mia passione per quelle africane». L’album è stato regalato ai donatori che hanno reso possibile l’operazione, e il ricavato dalla vendita servirà a finanziare gli ultimi lavori. Andate a dare un’occhiata al sito www.africasarda.com e ci troverete tutte le informazioni di una bella e ammirevole iniziativa che ha reso possibile la vicinanza tra Africa e Sardegna.
Parco della Musica, Teatro Studio Borgna, ore 21
 
 
Rock/Bluebird & Skoko al Big Mama

Blues di Chicago e rock’n’roll graffiante, sulle orme di Screaming Jay Hawkins, Billie Holiday, Muddy Waters e The Cramps, un'espressione della passione per il blues e per la voglia di vivere: ecco la musica di Bluebird (vocalist e chitarrista cresciuto a Chicago sotto l’ala del grande Junior Wells e già collaboratore di tante star, da Muddy Waters in poi) e Skoko (Elena Skoko, aka Sugar Babe, vocalist e percussionista nata in Croazia e appassionata di rock e punk), live con l'organo Hammond di Fabio Di Cocco, la chitarra di Luca Casagrande, il basso di Alex Saba e la batteria di Piero Fortezza. Propongono i brani del loro album Trust your Mojo Sista (ha avuto una nomination ai Grammy Awards) e hanno un sound molto energico.
Big Mama, vicolo S. Francesco a Ripa 18, ore 22

Fusion/Il progetto Rebirth live all’Elegance

Rebirth è il nuovo progetto in trio del chitarrista Fabrizio Savino, che torna dopo il successo dell’album Gemini, vincitore di numerosi premi e trasmesso dalle radio di mezzo mondo: Francia, Norvegia, Germania, Italia, Grecia, Spagna, Finlandia, Stati Uniti, Canada, Giappone. In Rebirth Savino abbraccia più sonorità influenzando il suo suono con sapori rock, spiritual, jazz e altri ingredienti. Con lui suonano Giulio Scianatico al contrabbasso e Francesco De Ruberis alla batteria.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 21.30
 
 
Jazz/L’Harlem di Duke Ellington

E’ il primo di quattro incontri con la musica di Duke Ellington, a cura del musicologo e studioso del jazz Luca Bragalini, che con video, immagini, musiche e parole esplora il mondo del geniale Duca. Nel 1950 Ellington consegnò la partitura di Harlem al presidente Truman: era un omaggio a quel ghetto di New York che il compositore raccontava fin dagli anni Venti, un itinerario nella nuova Harlem assai diverso dai ritratti musicali della Black Manhattan dei decenni precedenti. Qualcosa era cambiato nella comunità nera di New York e Duke per la prima volta ritenne di svelarlo: fotografia e pittura afroamericana, indagine sociologica, musicologia, storia della letteratura nera, tutte discipline alle quali Bragalini farà appello per accompagnarci nel cosiddetto Grande Cortile del Duca. Bella esperienza.
Casa del Jazz, viale di Porta Ardeatina 55, ore 18.30
 
 
Jazz/Pierluca Buonfrate Quartet al Charity

Il vocalist Pierluca Buonfrate, ottimo crooner, offre una serata con il suo quartetto, formato dal pianista Ettore Carucci, dal contrabbassista Vincenzo Florio e dal batterista Gegè Munari. In scaletta i grandi standard degli anni ‘50 e ‘60,  brani resi celebri da Benny Golson, Clifford Brown, Horace Silver, Miles Davis e Mark Murphy, all’insegna dell’interplay con la swing machine di Munari. Buonfrate è tra i più conosciuti e apprezzati cantanti romani, con collaborazioni e progetti di varii stili, dal tradizionale allo swing, ma anche al post-bop e al jazz moderno.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 21
 
 
Blues/Simone Nobile Blues Band

Un repertorio blues anni ’50 da Sonny Boy Williamson a Muddy Waters, Jimmie Rogers, William Clarke, più brani originali: lo suona la Blues Band del vocalist e armonicista Simone Nobile, musicista che ha collaborato con Mud Morganfield (figlio del re del blues Muddy Waters) e con Roberto Ciotti e ha suonato con Bob Margolin e altri esponenti del Chicago blues. Al suo fianco ci sono il chitarrista Alex Orelli, il contrabbassista Ivano Sebastianelli e il batterista Luciano Micheli.
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 21
 
 
Jazz/Erodoto Project, il sound mediterraneo

Erodoto Project, ensemble di jazz mediterraneo guidato dal sassofonista e polistrumentista Bob Salmieri, presenta il suo ultimo album Molòn labé, titolo che tradotto letteralmente significa "vieni a prendere", è una classica espressione di sfida, pronunciata da chi non si arrende neanche davanti a una sconfitta inevitabile: secondo Plutarco fu pronunciata dal re di Sparta Leonida I ai suoi soldati in risposta alla richiesta di consegnare le armi avanzata dal re persiano Serse durante la battaglia delle Termopili. Il disco offre storie raccolte lungo le rotte del Mediterraneo, dai porti siciliani agli scali del Nord Africa, dalle pianure dell’Asia minore a Istanbul, tradotte in un linguaggio jazz estraniato, contaminato e onirico. Con Salmieri sono sul palco Alessandro de Angelis (tastiere), Maurizio Perrone (contrabbasso), Matteo Pieravanti (batteria) e Carlo Colombo (percussioni).
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 21
 
 
VENERDI’ 9 NOVEMBRE
 
 
Jazz/Nicola Mingo, Blue Note Project

Blue Note Project è un viaggio musicale nel sound blue note, tipico del jazz anni Sessanta, del quale vuol riprodurre l’atmosfera spesso ottenuta in registrazioni storiche effettuate dal vivo. Il chitarrista Nicola Mingo, in quartetto con il pianista Andrea Rea, Giorgio Rosciglione al contrabbasso e Gegè Munari alla batteria, ha come denominatore comune il blues, non inteso in senso comune ma nel suo significato strutturale: ogni brano rappresenta infatti un modo particolare di intendere il blues e le blue notes. In scaletta brani di Harold Mabern, Kenny Dorham, Kurt Weill e dei chitarristi Wes Montgomery, Joe Pass e George Benson, oltre a composizioni originali del leader ispirate al blue note sound e dedicate a Art Blakey, Freddy Hubbard, Wes Montgomery, Joe Pass e al nostro Pino Daniele. Mingo è uno dei migliori chitarristi bebop in circolazione, ha diversi album alle spalle e dal vivo non perde un colpo.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 21 e ore 23.30
 
 
Blues/La Roma Band, live al Big Mama

E’ la più longeva formazione blues della capitale, quella Roma Blues Band che da quarant’anni è un punto di riferimento per tutti gli appassionati della cosiddetta musica del diavolo: il gruppo, fondato dai fratelli Piero e Roberto Fortezza, ha visto passare tra le sue fila artisti come Roberto Ciotti, Alex Britti, Federico Zampaglione, Gianni Savelli e tanti altri. Con i Fortezza (Piero alla batteria, Roberto all’armonica e voce)
suonano il sassofonista Romano Consoli, i chitarristi Domenico Tudini e Sergio Pezzella e il bassista Alberto Biasin. Blues tosto, fedele alle origini e di tutto rispetto.
Big Mama, vicolo S. Francesco a Ripa 18, ore 22
 
 
Jazz/Le tele di Elisabetta Antonini & band

Canvas, tele ancora da scrivere, nelle quali i colori e le atmosfere del jazz si fondono con nuovi linguaggi e ispirazioni musicali contemporanee di stampo più tipicamente elettronico: è la serata che offre la vocalist Elisabetta Antonini, che offre una raccolta di brani di diverse provenienze nei quali si occupa anche di live electronics. Con lei suonano Luca Mannutza al pianoforte, Luca Bulgarelli al contrabbasso e Andrea Nunzi alla batteria.  
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 21
 
 
Jazz/Jimbo Tribe e Sorrentino live al Charity

Jimbo Tribe è un trio di musicisti nato tre anni fa con l’album d’esordio Jimbology (disco di ispirazione nord europea) e cresciuto seguendo le tendenze del jazz newyorkese. Nel nuovo album Rite of Passage il gruppo (Lewis Saccocci al piano, Dario Piccioni al basso e Valerio Vantaggio alla batteria) diventa un quartetto con l’arrivo del trombettista Antonello Sorrentino, e le composizioni spaziano da atmosfere modali influenzate dal  jazz medio-orientale a brani minimali e compatti, fino ad arrivare a melodie costruite su riff carichi di groove. «Il nuovo lavoro – dicono - segna il passaggio a una musica dove non c’è bisogno di dimostrare nulla, dove ciò che conta è la forza delle idee».
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 21
 
 
Jazz/Swing con il Michael Supnick Quartet

Il trombettista, trombonista, cornettista e vocalist americano Michael Supnick, ormai romano d’adozione, propone un repertorio della grande tradizione swing della prima metà del '900. Supnick è un esperto dello stile nato a New Orleans, si muove fra dixieland, swing, be-bop e mainstream ed è in quartetto con Alessio Magliari al pianoforte, Oscar Cherici al contrabbasso e Carlo Battisti alla batteria.
Gregory’s, via Gregoriana 54a, ore 21
 
 
Jazz/Swing al Cotton con il settetto di Emanuele Urso

Torna l’appuntamento del venerdì con il clarinettista e batterista Emanuele Urso: è insieme al suo settetto, formato da Lorenzo Soriano (tromba), Patrizio Destriere (sax), Adriano Urso (pianoforte), Fabrizio Guarino (chitarra), Stefano Napoli (contrabbasso) e Francesco Bonofiglio (batteria). Il repertorio è quello del jazz della Swing Era americana, periodo 1935-1945, con gli arrangiamenti originali di Benny Goodman, Glenn Miller e Fletcher Henderson, studiati e ristudiati e poi riproposti dal vivo.
Cotton Club, via Bellinzona 2, ore 21.30 e 0.30
 
 
SABATO 10 NOVEMBRE

 
 
Jazz/Al Parco reunion del quintetto di Rava & Lovano

Dopo più di venti anni musicisti italiani e americani tornano insieme  per dirigere un quintetto d’eccezione che unisce jazzisti di grande valore provenienti dagli Stati Uniti, come il sassofonista Joe Lovano, Dezron Douglas al contrabbasso e Gerald Cleaver alla batteria, e dall’Italia il trombettista Enrico Rava e il pianista Giovanni Guidi. La musica originale di questo nuovo progetto è scritta soprattutto da Rava, con l’inserimento di qualche standard e di brani di Lovano, il tutto per dare vita a un jazz moderno, lirico, emozionante e coinvolgente, che punta su una vera e propria illuminazione delle voci individuali di ciascuno dei musicisti.
Parco della Musica, Sala Sinopoli, ore 21
 
 
Jazz/Cinzia, JazzTrip fra Verdi e Bob Dylan

Un viaggio da Giuseppe Verdi a Bob Dylan passando attraverso omaggi alle voci più grandi del jazz di tutti i tempi: ecco JazzTrip, il progetto che la vocalist Cinzia Tedesco offre insieme a Stefano Sabatini (pianoforte e arrangiamenti), Luca Pirozzi  (contrabbasso) e Pietro Iodice (batteria). Cinzia si muove nel segno della tradizione e dell’originalità, e nel live affronta sia le arie tratte dall’album Verdi’s Mood sia le song tratte da Like a Bob Dylan, dischi che fanno della melodia l’asse portante di un jazz che arriva al cuore mantenendo salda l’improvvisazione. Il quartetto ha alle spalle anni di collaborazione e concerti.
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 21
 
 
Jazz/Dalla Polonia la Polka di Wojtek Mazolewsy

Wojtek Mazolewski è uno dei più importanti contrabbassisti e compositori jazz polacchi, ed è in tour con il suo quintetto per presentare l’ultimo album Polka, già apprezzatissimo dalla critica a partire dalla rivista americana Downbeat. E’ la migliore formazione del suo paese, suona dal jazz mainstream a quello più moderno con un pizzico di elettronica, si ispira a Miles Davis, Eric Dolphy, Led Zeppelin, Red Hot Chili Peppers, Nirvana e Aphex Twin, offre un interessante mix di stili e accano al leader ci sono il trombettista Oskar Torok, Marek Pospiezalski al sax, Joanna Duda al pianoforte e Qba Janicki alla batteria.
Casa del jazz, viale di Porta Ardeatina 55, ore 21
 
 
Blues/Al Charity il progetto di Calandra e Caneponi

La vocalist e chitarrista Stefania Calandra e il percussionista Giulio Caneponi, in trio con l’armonicista e vocalist Tarcus Howlin' Wind come special guest, presentano il progetto Blu 2, nel quale affrontano repertori originali e cover rivisitate negli arrangiamenti, da una versione minimale del Tempo di morire di Lucio Battisti a una personale rilettura di Love in Vain di Robert Johnson. Il repertorio è molto ampio e si basa su brani originali della Calandra in italiano e inglese, che vanno dal rock, blues e funk a composizioni in dialetto calabro, e non mancano ballad in lingua francese, blues americani né incursioni nel folk sperimentale in stile Tom Waits.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 21
 
 

Blues/Just One Night al Big Mama
La band dei Just One Night, che prende il nome dallo storico album di Eric Clapton pubblicato nel 1980, torna al club di Trastevere per riproporre il materiale di quel doppio e indimenticabile cd, con brani come Tulsa Time, After Midnight, Setting Me Up, Cocaine, Wonderful Tonight, Rambling On My Mind e così via. Il tipico english sound del gruppo viene soprattutto dal bassista Mick Brill e dal chitarrista George Sims, due musicisti britannici ormai romani d’adozione (dopo quasi mezzo secolo passato nella nostra città), al cui fianco suonano il chitarrista Marco Pollicino Magnani, il tastierista Marco Quagliozzi e il batterista Piero Pierantozzi.
Big Mama, vicolo S. Francesco a Ripa 18, ore 22
 
 
Jazz/Novantennio con Bassi e I Soliti Ignoti

I Soliti Ignoti è la big band diretta dal trombettista Aldo Bassi, che firma tutti gli arrangiamenti: un organico rinnovato di 20 musicisti con quattro cantanti, sezione ritmica e fiati, e offre un concerto multimediale che rende omaggio alle più belle colonne sonore di Ennio Morricone, che proprio oggi compie il suo novantesimo compleanno. In scaletta le musiche di Sacco e Vanzetti, Giù la testa, Il Buono, il Brutto, il Cattivo, Per un pugno di dollari, Il clan dei Siciliani, Nuovo Cinema Paradiso e via di questo passo per un live di 100 minuti, arricchito da variazioni ritmiche e improvvisazioni jazzistiche, più, sullo schermo, le sequenze più significative dei film.
Cotton Club, via Bellinzona 2, ore 21.30
 
 
Jazz/Da Nu Jazz all’Elegance

Smooth Jazz, una fusion tra jazz, funk, soul e rhythm & blues: è la scelta del Da Nu Jazz Quartet, cioè il sassofonista Costantino Ladisa, il pianista e tastierista Antonio Iammarino, il bassista Francesco Puglisi e il batterista Andy Bartolucci. Suonano di tutto, dalle composizioni di  Herbie Hancock, Grover Washington, David Sanborn, Dave Grusin, George Duke, Maceo Parker, Yellowjackets agli arrangiamenti di classici della soul music di Michael Jackson, Marvin Gaye, Stevie Wonder, Gloria Gaynor e così via. Roba buona.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 21
 
 
Musica/Mal di te, omaggio a Pino Daniele

Un tributo alle canzoni di Pino Daniele al di là di qualsiasi intenzione di fare cover, tutte proposte in versione rigorosamente acustica: ecco Mal di te, live della Iesaino Band: sono la vocalist Giulia Maglione (che interpreta i testi di Daniele con originalità ma anche con una notevole conoscenza dello stile vocale del cantautore), Andrea Panzera alle chitarre, Bruno Pantalone al contrabbasso, Andrea Borrelli alle percussioni e batteria e la voce narrante di Maurizio Yorck. Il gruppo viaggia fra le tappe più significative del cammino di Pino.
E nel Salotto Musicale alle 20.30 il vocalist e chitarrista Seby Mangiameli, fondatore dei Tedranura, band siciliana etno-pop-folk-jazz, incontra la vocalist Stefania D'Ambrosio per proporre un percorso fra i grandi autori, da Fossati e De Andrè a Umberto Bindi (del quale Stefania fu collaboratrice nonché interprete delle sue canzoni), con il chitarrista Salvo Amore, il pianista Michele Micarelli, il fisarmonicista Giuseppe Roccella, il batterista Marco Monaco e il percussionista Fabrizio Verduchi.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 22
 
 
DOMENICA 11 NOVEMBRE
 
 
Jazz/Da New York il sax di Oded Tzur

Il giovane Oded Tzur è una delle rivelazioni dell'ultimo anno. «Se nei concerti poteste mettergli davanti un sipario sarebbe difficile capire che strumento suona», dice un critico aggiungendo che il sassofonista di base a New York è «un architetto della tecnica stealth», quella che impedisce a certi aerei di essere scoperti dai radar e quindi identificati. Al di là delle definizioni, Tzur, 33 anni, israeliano, arrivato nel 2000 da Tel Aviv, ha un bel talento, ha studiato persino la musica indiana con il grande flautista Hariprasad Chaurasia, ha alle spalle diversi dischi e si muove tra modern jazz, avanguardia e tradizione. Insomma non si è fatto mancare niente, ed è molto bravo a raccontare con la sua musica storie, situazioni e atmosfere, proprio come farebbe uno scrittore, o meglio un narratore. E’ in quartetto con il pianista Nitai Hershkovits, il contrabbassista Petros Klampanis e il batterista Colin Stranahan.
Casa del Jazz, viale di Porta Ardeatina 55, ore 21
 
 
Rap/Vegas Jones in concerto all’Atlantico

Il rapper Matteo Privitera, annata 1994, viene da Cinisello Balsamo e, da bravo ammiratore di Quentin Tarantino e del film Pulp Fiction, ha scelto il nome d’arte di Vegas Jones in parte come omaggio a Vincent Vega, protagonista del film, e in parte come tributo al collega americano Nasir Jones, o se preferite NAS. Già due anni fa Vegas ha debuttato con un mixtape, Chic Nisello, al quale hanno collaborato Emis Killa e Nitro e che in pochi giorni ha totalizzato oltre 200.000 download. Il ragazzo è la testimonianza di come le rime tradizionali possano fondersi al genere trap, raccontando storie della vita di tutti i giorni. E adesso propone in tour il nuovo album Bellaria, registrato in Italia e mixato Los Angeles, che prende spunto dal quartiere dove Vegas è cresciuto e nel quale racconta tutto l’ambiente che lo circonda e le persone che sono andate avanti insieme a lui, il tutto con le collaboraziomni di Madman & Gemitaiz, di Gué Pequeno. Il
singolo Malibu, uscito a marzo, ha dominato le classifiche registrando più di 18 milioni di stream su Spotify e 17 milioni di views su YouTube.
Atlantico, viale dell'Oceano Atlantico 271d, ore 21
 
 
Jazz/Swing e Tip Tap con Flying Feet Trio e Monia’s Rhythm Tap

L’unico evento romano dove s’incontrano musica dal vivo e ballerini di tip tap e di swing: ecco la Tap Jam, serata che vede fianco a fianco  il Flying Feet Trio (sono la vocalist Clara Simonoviez, il pianista Adriano Urso e il batterista Alberto Botta) e i ballerini di Monia’s Rhythm Tap, all’insegna di «un lasciarsi andare per crescere a livello musicale e interpretativo», il tutto a base di swing, Lindy Hop e Tap.
Cotton Club, via Bellinzona 2, ore 19
 
 
Folk/I Gargarensi, la tradizione di San Giovanni Rotondo

Direttamente dalla Puglia, da San Giovanni Rotondo, la formazione dei Gargarensi porta la musica della tradizione popolare dell’Italia del sud in un concerto ricco di energia e ritmi: tarantella, pizzica, canzoni napoletane, storie pugliesi dialettali.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 18.30
 
 
Jazz/Ricciardi e Lussu, viaggio nei grandi autori

La vocalist Alice Ricciardi e il pianista Pietro Lussu uniscono il loro amore per il repertorio dell’epoca d’oro di grandi autori come Jerome Kern, Hoagy Carmichael, Rodgers & Hart, Cole Porter e altri alla ricerca espressiva del suono, trasformando le composizioni di ieri in qualcosa di attuale e dinamico, da Smoke Gets in Your Eyes a Guess Who I Saw Today, fino a We Kiss In A Shadow, We Hide From The Moon, hit di Neil Sedaka.
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 21
 
 
Musica/Una serata a Broadway

Un viaggio attraverso i più affascinanti brani dei musical di Broadway, diventati poi celebri standars di jazz e dintorni: ecco Una serata a Broadway, progetto nel quale il trio della vocalist Valentina Gullace, con Riccardo Biseo al pianoforte e Francesco Puglisi al contrabbasso, propone composizioni di George Gershwin, Cole Porter, Rogers & Hammerstein, Irvin Berlin, Andrew Lloyd Webber e molti altri.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 21.30
 
 
Rock/Waits e Cohen con i Jarmusch Mood

Nei suoi concerti il duo dei Jarmusch Mood (sono la chitarrista Rosa Lux e il vocalist e chitarrista Marcello Convertini) propone soprattutto brani di Tom Waits e Leonard Cohen, ma anche canzoni rese celebri dal grande cinema e alcune composizioni originali.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 18.30

 

Ultimo aggiornamento: 6 Novembre, 17:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

M5S e Lega, il diverso approccio al governo delle cose

Colloquio di Alvaro Moretti e Simone Canettieri