Dagli America a Xavier Rudd, dal capolavoro di Zappa al piano di Taskayali

Domenica 7 Ottobre 2018 di Fabrizio Zampa
America

LUNEDI’ 8 OTTOBRE
 
 
Folk/L’australiano Xavier Rudd all’Atlantico Live

Xavier Rudd, 40 anni, australiano di Torquay (nello stato di Vittoria, zona sud est del continente) è un cantautore e polistrumentista folk nonché un cultore delle tradizioni musicali del suo paese. Il padre è nato con patrimonio genetico aborigeno, irlandese e scozzese, una delle sue bisnonne era aborigena e lui è cresciuto viaggiando, dalle isole Fiji a Sri Lanka, e ispirandosi a musicisti come Ben Harper, Leo Kottke, Natalie Merchant e il polistrumentista David Lindley. La musica di Rudd, che si è esibito in mezzo mondo (nel 1999 ha sposato l’artista canadese Marci Lütken, la coppia ha avuto due figli ma poi si è separata e ha messo in vendita la propria avveniristica casa a energia solare), risente dell'influenza di quella hawaiana e di quella degli aborigeni australiani, tanto che oltre alla chitarra suona il didjerodoo (strumento fatto da un’enorme tubo di legno o di bamboo che emette note basse e vibranti: nei concerti ne usa contemporaneamente tre), la slide guitar, lo stompbox, l’armonica, il basso, il banjo, la batteria e diverse percussioni.
 

 

Ha cominciato a farlo quando nel 2004 ha inciso Solace, il suo primo disco: invece di invitare altri artisti ha suonato tutti gli strumenti da solo, e fin da allora è diventato famoso come one man band. Ha alle spalle otto album in studio e cinque live, e vederlo dal vivo è uno spettacolo, non solo per la quantità di strumenti e i mille colori che lo circondano ma anche per la sua energia contagiosa e per gli argomenti delle sue canzoni, che strizzano l’occhio al rock e al folk ma trattano temi di impegno sociale, come la difesa dell’ambiente e i diritti degli aborigeni, che spesso prestano le loro voci nei suoi dischi. L’attuale tour di Xavier ha come colonna sonora il suo ultimo lavoro discografico, dal singolo Walk Away (il primo nuovo brano scritto dopo tre anni di riposo) alle altre canzoni dell’ottimo album Storm Boy, uscito lo scorso giugno.
Apre la serata il cantautore inglese Newton Faulkner: alla chitarra ha una tecnica particolare, usa la cassa dello strumento per creare ritmi,  sfoggia lunghissimi dreadlocks rossi e il suo ultimo album Human Love usa tamburi, percussioni africane e cori e racconta storie d'amore ritmicamente molto movimentate.
Atlantico Live, viale dell'Oceano Atlantico 271d, ore 21
 
 
MARTEDI’ 9 OTTOBRE
 
 
Rock/Elder dal Massachussets e Ancestors dalla California
Doppio concerto, stasera all’Evol, con due band statunitensi. Gli Elder, gruppo di Boston che si muove fra psych-rock e post metal, sbarca in Italia dopo il successo del quarto album Reflections of a Floating World, uscito l'anno scorso. Elder è un termine che sta per work in progress, perché la band  (il vocalist e chitarrista Nick DiSalvo, il bassista Jack Donovan e il batterista Matt Couto) continua a mescolare la sonorità familiare di certi riff con una visione che cerca sempre di evolversi e di trovare nuove atmosfere, portando gli ascoltatori in un viaggio fra metal e psichedelia.
In tour con loro gli Ancestors, gruppo di Los Angeles con quattro cd alle spalle: tra psychedelia, progressive rock e doom metal, on the road dal 2006, influenzati da King Crimson e Pink Floyd, sono il vocalist e chitarrista Justin Maranga, il bassista Nick Long, il tastierista e organista Jason Watkins, Matt Barks ai synth e alla chitarra e Brandon Pierce alla batteria. Un concerto ideale per chi cerca l'evoluzione del suono hard psychedelico e dello stoner e doom.
Evol Club, Locanda Atlantide, via dei Lucani 22b, ore 21
 
 
Blues/Andy’s Corner, Andrea Angelini al Charity

Il vocalist, chitarrista e armonicista Andrea Angelini, in arte Andy’s Corner, presenta il suo progetto solista acustico: una sintesi di varii generi e influenze, un viaggio nella migliore musica anglo-americana, in particolare degli anni ’60 e ’70, a partire dal buon vecchio blues.
Charity Cafè, via Panisperna 68 ore 22
 
 
Jazz/Chiara Viola trio all’Elegance

La vocalist romana Chiara Viola (trent’anni, romana, diplomata a S. Cecilia e cresciuta al Saint Louis College of Music), accompagnata da Riccardo Biseo al pianoforte e da Stefano Cantarano al contrabbasso, reinterpreta una selezione di brani famosi del songbook americano, in un viaggio da un piacevole swing a atmosfere più romantiche e emozionanti.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 21.30
 
 
Rock/Organized Chaos e Lechuga al Traffic

Vladimir Lalic alla voce e David Maxim Micic alle tastiere, ovvero gli Organized Chaos, insieme con il gruppo cileno Lechuga, cioè Benjamin Lechuga, Marcos Sanchez Saez e Felipe Cortés, propongono un cocktail di funk e progressive con i brani del loro ultimo album Divulgence. Il trio dal Chile suonerà un set strumentale fatto di pura stravaganza prog funk. Aprono le band locali Garden of Delights e Drakens Orden.
Traffic, via Prenestina 738, ore 22
 
 
MERCOLEDI’ 10 OTTOBRE

 
 
Musica/The Yellow Shark, rivive l’ultimo album di Zappa

«Era una figura eccezionale perché apparteneva a due mondi: quello della musica pop e quello della musica classica»: così il direttore d’orchestra Pierre Boulez definiva il grande Frank Zappa, chitarrista, compositore e bandleader che un quarto di secolo fa, già malato al punto di non poter suonare ma solo comporre e in rare occasioni dirigere per breve tempo, nel 1992 creò il suo ultimo capolavoro. Intitolato The Yellow Shark, affidato per il Festival di Francoforte all'Ensemble Modern (gruppo tedesco di 18 elementi diretto da Peter Rundel), era un mix di rock, musica sperimentale, classica e contemporanea, e il progetto fu eseguito, dopo lunghe prove fatte nel ‘91 a Los Angeles, e registrato dal vivo.
Alcuni dettagli: alle prove, fatte allo studio Joe's Garage di Zappa, il direttore musicale dell’Ensemble Modern, Andreas Mölich-Zebhauser, fu colpito dalla sagoma di un pesce in fibra di vetro e lo scelse come simbolo del progetto. Zappa accettò che i concerti prendessero il nome The Yellow Shark (lo squalo giallo), organizzò anche le coreografie affiancando ai musicisti il corpo di ballo canadese La La La Human Hands, ma diresse solo alcuni brani nella serata del debutto, e l’anno seguente scomparve. Nel progetto c’erano brani della versione originale come Uncle Meat e Dog Breath Variations, e pezzi nuovi scritti appositamente per l'Ensemble Modern, come Outrage at Valdez, Welcome to the United States e These Fucking Pidgeons, che Frank tradusse anche in italiano (Questi Cazzi di Piccione, dedicato a Venezia) e con il veloce ritmo di così tante note da rievocare la moltitudine di piccioni che invadono la città. L’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala fa ora rivivere quel monumento musicale in un’esecuzione integrale a opera dell’Ensemble Giorgio Bernasconi, e a dirigerla è proprio Peter Rundel, uno dei più importanti direttori d’orchestra al mondo e testimone di quella creazione da lui stesso diretta nel 1992. L’appuntamento di stasera è una splendida occasione per ritrovare quello storico capolavoro, o per scoprirlo se non l’avete mai ascoltato.
Parco della Musica, Sala Sinopoli, ore 21
 
 
Jazz/Francesco Taskayali live al Parco

Romano di famiglia italo-turca, 27 anni, cresciuto fra Italia e Istanbul, ingegnere civile mancato, Francesco Taskayali è un pianista e compositore che si muove fra jazz, musica classica e contemporanea, tipo Stefano Bollani o Ludovico Einaudi. Ha fatto tour in tutto il mondo, da Londra a Parigi, Colonia, Caracas, Istanbul, Salonicco, Atene, Marsiglia, Addis Abeba, Nairobi, Bucarest, Jakarta, Berlino, Tbilisi, Kiev, Los Angeles, ha suonato persino all’Onu, è un musicista più che degno d’attenzione, ha già inciso quattro album e l’ultimo è Wayfaring, con 12 brani inediti nei quali al suono del pianoforte solista aggiunge quello di alcuni strumenti a corda e diversi sound elettronici: uscito nel 2017, è direttamente entrato nei 100 dischi più venduti della settimana. Ha quasi due milioni di stream su Spotify, che ha inserito uno dei suoi brani, Taksim, fra gli 80 titoli più belli della storia della musica.
Parco della Musica, Sala Petrassi, ore 21
 
 
Jazz/Musica e letteratura con il Trio Malinconico

Il Trio Malinconico nasce dal desiderio dello scrittore Diego De Silva e di due musicisti jazz, il sassofonista Stefano Giuliano e il bassista Aldo Vigorito, di unire musica e letteratura in una forma di spettacolo che permetta alle due forme espressive di comunicare in una lingua comune. Offrono un’alternanza fra brani letti e recitati (la voce narrante è quella di De Silva) e esecuzioni di pezzi che di volta in volta gli strumentisti pensano e il più delle volte improvvisano.
Parco della Musica, Teatro Studio Borgna, ore 21
 
 
Canzone d’autore/Genti Diverse, tutto De Andrè al Big Mama

Un viaggio nelle canzoni di Fabrizio De Andrè, dai primi album a Anime Salve, con arrangiamenti fedeli agli originali, compresi i brani dello storico tour che il cantautore fece con la PFM nel 1979: lo offre la band romana Genti Diverse, on the road dal 2011. Sono il vocalist Dodo Versino, la flautista Francesca Colucci, il violinista Alessandro Gilardi, i chitarristi Luca D’Afflisio e Giuseppe Molino, il tastierista e flautista Filippo Stefanelli, il bassista Giacomo Nardelli e il batterista Paolo Volpini, e rileggono molto bene, con rispetto e con passione, brani che sono una parte fondamentale della nostra grande canzone d’autore.
Big Mama, vicolo S. Francesco a Ripa 18, ore 22
 
 
Jazz/Jam session all’Elegance

Ogni mercoledì è tempo di jam session all’Elegance. Stasera sono sul palco alcuni dei musicisti di spicco del panorama italiano, come sempre insieme a tanti ospiti e amici. Aprono il batterista Francesco De Rubeis, il contrabbassista Giulio Scarpato, il sassofonista Carlo Conti e il chitarrista .Francesco Poeti, e la jam comincia da lì.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 21.30
 
 
Rock/La chitarra di Greg Howe live al Crossroads

Il chitarrista americano Greg Howe, da Easton, Pennsylvania, annata 1963, ha collaborato con tante star, da Michael Jackson a Justin Timberlake, Enrique Iglesias e ‘N Sync, sia nei dischi che nei tour. Ispirato da Van Halen, Scott Henderson, Allan Holdsworth, Brett Garsed e Andy Timmons, è considerato uno dei migliori musicisti fusion a livello internazionale. Il suo stile ha un grande successo grazie alla sua capacità di fondere numerosi stili, dal funk al rock, dal blues al jazz fino a ritmi e sonorità esotiche, è tecnicamente bravissimo e arriva a Roma in trio con Ernest Tribbs al basso e Gianluca Palmieri alla batteria. Howe proporrà una selezione di brani dai suoi otto precedenti album (tutti eccellenti e da riascoltare) e presenterà live il materiale del nuovo cd Wheelhouse, arrivato dopo un’attesa di sette anni. E’ una buona occasione per godersi un musicista con tutte le carte in regola nella formazione più adatta.
Crossroads, via Braccianense 771, ore 22
 
 
Blues/Jam session al Charity

La jam session del mercoledì, all’insegna del blues, è aperta dal trio del pianista e vocalist Mario Donatone, con Angelo Cascarano (chitarra, contrabbasso e voce) e Lucio Turco (batteria). Come al solito tutti gli ospiti del club, i bluesman e le blueswoman sono invitati a salire sul palco e partecipare.
Charity Cafè, via Panisperna 68 ore 22
 
 
GIOVEDI’ 11 OTTOBRE
 
 
Blues Rock/Neapolitan Contamination torna al Big Mama

Napoli, da secoli crocevia di culture, razze, musiche e lingue, apre le porte alla contaminazione delle sue canzoni con quelle del resto del mondo. Cosi Giovanni Imparato (voce e percussioni), Luigi  Carbone (voce e tastiere), Antonio Carluccio (voce e chitarra), Aldo Perris (basso), Lavinia Mancusi (voce e violino), Mats Erik Hedberg (chitarre) e Davide Grotteli (sax e flauto) girano con il progetto Neapolitan Contamination e offrono strani risultati: O Surdato ‘nnammurato diventa un blues, la Brigida cui è dedicata A’ Tazza ‘e cafè non è napoletana ma viene dalla Jamaica e balla il reggae, i  guagliune e’ malavita  di Guapparia sembrano la band di Fred Buscaglione e il celebre brano Take Five di Paul Desmond & Dave Brubeck si sposa perfettamente al testo della più antica canzone partenopea, Te voglio bene assaje. L’idea è splendida, il sound pieno di sorprese.
Big Mama, vicolo S. Francesco a Ripa 18, ore 22
 
 
Rock/Con i Red Wagons rhythm & blues anni ‘50

Il giovedì al Cotton sono di scena rock e dintorni con le serate a cura di Lalla Hop. Stasera torna la band The Red Wagons: nata nel 1998, offre sonorità e atmosfere ispirate al rhythm & blues nero degli anni ’50 con brani di autori come Louis Jordan, T-Bone Walker, Percy Mayfield, Charles Brown, Rosco Gordon, Johnny Guitar Watson, Red Prysock, Eddie Cleanhead Vinson, Ray Charles, Louis Prima e Buddy Johnson, riproposti con arrangiamenti tematici, affiancati da composizioni originali. Sono Marco Meucci (voce e piano), Alessandro Angelucci (chitarra) i sassofonisti Rox Marocchini, Stefano Barillà e Mauro Massei, il contrabbassista Light Palone e il batterista Carlo Del Carlo.
Cotton Club, via Bellinzona 2, ore 21.30
 
 
Funk/I Groovin High in concerto all’Elegance

Un concerto improntato sulla matrice funky del periodo d’oro, una rivisitazione di brani celebri dei padrini del groove come Maceo Parker, Stevie Wonder, Lee Ritenour e altri e a star del jazz come Miles Davis e Herbie Hancock: ecco la ricetta dei Groovin High, che sono Costantino Ladisa ai sassofoni, Roy Panebianco alla chitarra, Sasà Calabrese al contrabbasso e Saverio Gerardi alla batteria.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 21.30
 
 
Jazz/Due serate con il Touch Trio di Lorenzo Tucci

Nel 2009 il batterista Lorenzo Tucci raccolse varii amici e star del jazz italiano, da Gianluca Petrella al dj e produttore Nicola Conte (con il quale ha inciso l'album d'esordio Other Directions e altri cd, da Spiritual a The modern sound of Nicola Conte), o alla vocalist brasiliana Rosalia de Souza (con lei ha realizzato Garota Moderna e D'Improvviso). Con lui ci sono il pianista Claudio Filippini e il contrabbassista Daniele Sorrentino.
Charity Cafè, via Panisperna 68, stasera e domani, ore 22
 
 
VENERDI’ 12 OTTOBRE
 
 
Jazz/Erodoto Project, Ballads'n'Blue

Erodoto Project, ensemble di jazz mediterraneo guidato dal sassofonista e polistrumentista Bob Salmieri, presenta il nuovo progetto Ballads’n’Blue: brani originali e rivisitazioni di ballad e blues meno noti del panorama jazzistico, e  canzoni della tradizione mediterranea arrangiate nello stile della band, come Amara terra mia di Domenico Modugno, Ti nni vai di Rosa Balistreri o la ballad di Piero Umiliani Alone in a crowd, colonna sonora del film I soliti ignoti. Nella seconda parte del live il gruppo proporrà il materiale dei suoi album Stories e Molòn labè. Con Salmieri sono sul palco Alessandro de Angelis (tastiere), Maurizio Perrone (contrabbasso), Matteo Pieravanti (batteria) e Carlo Colombo (percussioni). L’album Molon labè offre storie raccolte lungo le rotte del Mediterraneo, dai porti siciliani agli scali del Nord Africa, dalle pianure dell’Asia minore alla mitica Istanbul, tradotte in un linguaggio jazz estraniato, contaminato e onirico.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 21
 
 
Jazz/Cocktail Bar, di Landini e Lama, alla Casa del Jazz

Chi è ancora giovane non ha mai avuto la possibilità di conoscere il Music Inn, storico locale romano in Largo dei Fiorentini, aperto nel 1971 da Pepito e Picchi Pignatelli, che dagli anni ’70 agli anni ’80 è stato il centro romano del jazz ed è andato avanti fino alla scomparsa dei due fondatori. Lì hanno suonato tutti, dai migliori musicisti italiani (compresi quelli che proprio nel locale si sono fatti le ossa e oggi sono diventati famosi) a star come Ornette Coleman, Chet Baker, Bill Evans, Steve Lacy, Sonny Rollins, Slide Hampton, George Coleman, Charles Tolliver, John Hicks, McCoy Tyner, Gato Barbieri, Stephane Grappelli e tanti altri. Come antipasto della Festa del Cinema di Roma stasera c’è la presentazione in anteprima di Cocktail Bar, film documentario di Stefano Landini e Tony Lama che ricostruisce la straordinaria avventura di quel club leggendario. Vale davvero la pena di vederlo, per rivivere un’epoca che molto probabilmente non potrà mai più ritornare.
Casa del Jazz, viale di Porta Ardeatina 55, ore 21
 
 
Rap/I Coma_Cose live al Largo Venue

Lui si chiama Fausto Lama, ha una barba da hipster e un cappellino sempre in testa, e dietro al suo nome d’arte c’è il cantautore bresciano Fausto Zanardelli, che prima del progetto aveva provato a farsi conoscere come Edipo. Lei si chiama Francesca, ha i capelli rasati, color biondo platino, viene da Pordenone, fa musica elettronica e ha fatto ballare i frequentatori dei rave con il nome di California DJ e con musica techno e drum'n'bass. Insieme formano i Coma Cose, che si scrive Coma_Cose, con il trattino basso in mezzo. Il duo milanese ha attirato l'attenzione del pubblico con una serie di brani pubblicati su YouTube, e visto un grande interesse ha inciso un EP intitolato Inverno ticinese. I brani online sono
Cannibalismo, Golgota, Deserto e Jugoslavia.
Largo Venue, via Biordo Michelotti 2, ore 22
 
 
Blues/I Blue Stuff live al Big Mama

Napoletani, on the road dal 1983, i Blue Stuff sono la band guidata dal vocalist, batterista e percussionista Mario Insenga, affiancato da Sandro Vernacchia (chitarre, mandolino e voce), Francesco Miele (contrabbasso), Francesco Citera (fisarmonica) e Emilio Quaglieri (dobro, voce). Offrono un blues tosto, fedele alle origini e di tutto rispetto.
Big Mama, vicolo S. Francesco a Ripa 18, ore 22
 
 
Folk/Banditaliana, Argento Tour al Parco

Banditaliana, la formazione guidata dal solista di organetto e compositore Riccardo Tesi, festeggia il quarto di secolo di carriera con un nuovo album e un tour dal titolo eloquente, Argento, nel quale offre nuove canzoni e composizioni strumentali che profumano di Mediterraneo, da sempre fonte di ispirazione per «una musica senza frontiere dove tradizione e innovazione si fondono e si confondono». Al di là della ricorrenza, è un disco intenso, nel quale non mancano un omaggio all'amico GianMaria Testa (con la rilettura di Polvere di gesso, insieme a Paolo Fresu), la ripresa di Anar Pasar del cantautore occitano Jean Marie Carlotti (con Mauro Pagani al bouzouki) o le donne di Bella Ciao (Ginevra di Marco, Elena Ledda, Lucilla Galeazzi, Luisa Cottifogli) che interpretano il tradizionale Donna Guerriera. Anche nella tappa romana non mancheranno altre sorprese, per un concerto che vuole essere soprattutto una grande festa, in compagnia di Andrea Piccioni e di molti altri ospiti a sorpresa.
Parco della Musica, Teatro Studio Borgna, 0ore 21
 
 
Rock/Al Traffic death metal con gli spagnoli Avulsed

Arrivano gli spagnoli Avulsed, band di death metal guidata dal vocalist Dave Rotten che già dall’anno scorso celebra con il suo doppio album Deathgeneration il quarto di secolo on the road. Con Rotten ci sono le chitarre di Cabra e Juancar, il basso di Tana e la batteria di Riky, e i testi dei loro brani parlano di morte, mutilazioni, sbudellamenti, sesso, perversione e altri piacevoli argomenti. A supportare il gruppo iberico saranno i deathsters Perfidious, i Lectern, i Bloodtruth, i Sudden Death.
Traffic, via Prenestina 738, ore 20
 
 
Jazz/Red Pellini Quartet al Gregory’s

Il favoloso sound del jazz bianco dei roaring twenties riproposto dal sassofonista Red Pellini e dalla sua Gang, formazione che s’ispira a quella del leggendario cornettista Bix Beiderbecke, caratterizzata dalla presenza del gigantesco sax basso e anche famosa, all’epoca, per aver coperto nella New York di Al Capone una sparatoria tra due band rivali suonando un brano velocissimo, China Boy. Il repertorio è quello del dixieland e del New Orleans sound, con gli arrangimenti originali di Red Pellini, al cui fianco suonano Michael Supnick (tromba e voce), Pino Clementi (sax alto), Torquato Sdrucia (sax tenore e soprano), Giancarlo Colangelo (sax basso), Alessio Magliari (pianoforte) e Luca Ingletti (batteria),
Gregory’s, via Gregoriana 54a, ore 21
 
 
Jazz/Swing al Cotton con l’ottetto di Emanuele Urso

Torna l’appuntamento del venerdì con il clarinettista e batterista Emanuele Urso: è insieme al suo ottetto, formato da Lorenzo Soriano (tromba), Vittorio Cuculo (sax), Alessandro Cicchirillo (trombone), Adriano Urso (pianoforte), Fabrizio Guarino (chitarra), Giuseppe Civiletti (contrabbasso), Francesco Bonofiglio (batteria) e la vocalist Clara Simonoviez. Il repertorio è quello del jazz della Swing Era americana, periodo 1935-1945, con gli arrangiamenti originali di Benny Goodman, Glenn Miller e Fletcher Henderson, studiati, ristudiati e poi riproposti dal vivo.
Cotton Club, via Bellinzona 2, ore 21
 
 
SABATO 13 OTTOBRE
 
 
Rock/Gli America all’Auditorium Conciliazione

A Horse With No Name, Ventura Highway, I Need You, Tin Man, Don’t Cross the River, You Can Do Magic, Lonely People, Survival, Sister Golden Hair: citare questi titoli fa commuovere chi è cresciuto negli anni sessanta e settanta, perché sono brani che hanno fatto la storia nostra e del rock, hanno venduto milioni e milioni di copie, sono andate in onda innumerevovli volte (e ancora oggi continuano a farlo) sulle radio di tutto il mondo, tanto per fare un esempio la sola Ventura Highway ha un’introduzione che è fra le più campionate dai dj di mezzo globo, e alcune delle loro hit mondiali sono riconoscibili fin dal primo accordo. Sono i tantui successi degli America, band angloamericana nata a metà anni Sessanta a Londra e originariamente formata da due figli di militari americani di stanza in Gran Bretagna e di madri inglesi e da un inglese vero, dello Yorkshire, ha prodotto per lungo tempo un mix di folk e rock inconfondibile e indimenticabile.
Da sempre gli America sono il vocalist, pianista e bassista Gerry Beckley e il chitarrista, bassista e vocalist britannico Dewey Bunnell: il terzo membro, il chitarrista e vocalist Dan Peek, lasciò il gruppo nel 1997 ed è morto nel 2010. Erano compagni di liceo a Londra, e dopo tutti quei successi sono ancora in grado, mezzo secolo dopo, di girare il mondo in tour, di entusiasmare le platee con il loro suono, saporito di West Coast americana, ma davvero senza un tempo. E quanto alla capacità della band di superare i confini, come ha dimostrato più volte, Beckley pensa che gli ingredienti del sound degli America «siano i fondamentali di base che si traducono a livello mondiale. Gli italiani sono grandi fan della musica da ballo, ma amano anche una ballata, sono romantici nel cuore, la stessa cosa succede in Estremo Oriente, e molte volte in questi paesi vediamo gente che canta senza neanche sapere che cosa significano le parole. E allora la musica è davvero l’unico linguaggio internazionale». Buon divertimento, sarà una serata doc.
Auditorium Conciliazione, via della Conciliazione 4, ore 21
 
 
Rhythm & Blues/Mario Donatone canta Ray Charles

Il vocalist e pianista Mario Donatone ama il rhythm & blues che fu reso celebre da Ray Charles e da tanti altri artisti, e rende spesso omaggio al musicista e bandleader americano scomparso nel 2004. Come  nel live di stasera, che lo vede alla testa della World Spirit Orchestra, gruppo che da anni è diretto dallo stesso pianista e da Giovanna Bosco. Affiancato dalle voci di Isabella del Principe e di Giovanna Bosco, dal chitarrista e bassista Angelo Cascarano e dal batterista Roberto Ferrante, Donatone ripropone i brani più famosi di Ray Charles, un repertorio di rara eleganza e ricco di energia, recuperando il sound energico degli esordi del leggendario musicista. Specialista sul territorio del crossover, mix fra i linguaggi di diverse dimensioni musicali, Donatone ha collaborato con moltissimi artisti da Federico Zampaglione a Mario Biondi, Eddy Palermo, Tony Scott, Tom Sheret, Lino Muoio & Mandolin Blues, Jonas Blues Band, Linda Young, Beverly Watson, James Wheeler, Les Getrex, Robin Brown, Peaches, Charlie Cannon, Joy Garrison, Cheryl Lewis, Kay Jay Forest, Michael Allen, Herbie Goins, Jho Jenkins, Jimmy Holden e tanti altri.
Riverside, via del Gottardo 12, ore 22
 
 
Musica/Pop y Protesta al Parco della Musica

Pop y Protesta è un incontro che mette a confronto i protagonisti del pop fra musica, radio, cinema e televisione, in Italia e in Spagna, puntando sulla grande influenza culturale che ebbero in entrambi i paesi dal 1960 in poi, il tutto con un omaggio a figure rappresentative dell’epoca come Lucia  Bosé e Raffaella Carrà e ad altri personaggi che in seguito hanno segnato la storia della musica e della tv spagnola come Paco Clavel, Olvido Gara (Alaska), Juan Sánchez, e Alejo Stivel (Tequila). Si approfondiranno poi il fenomeno del cinema dal neorealismo in poi, l’impatto che ebbe il pop italiano in America Latina e l’importanza di eventi come il Festival  di  Sanremo, il Festival di Benidorm e il Festival OTI. La tavola rotonda è guidata da Alaska e da Gabriella Carlucci, partecipano Lucia Bosé, Raffaella Carrà, Paco Clavel, Juan Sánchez e Alejo Stivel.
Teatro Studio Borgna, ore 17, ingresso libero
 
 
Dj/Boys Noize sbarca al Lanificio 159

Boys Noize, nome d'arte del dj e compositore Alexander Ridha, tedesco di Amburgo, annata 1982, di base a Berlino, è uno dei personaggi più in vista della scena elettronica europea e internazionale: tutti i club gli danno la caccia, tutti i festival più importanti, dal Sonar di Barcellona al Winter Music Conference di Miami, fanno a gara per averlo nel cast, la sua etichetta, la Boysnoize Records, è un obiettivo d’oro per chi fa il disc jockey, insomma è uno che conta.
Lo definiscono il techno teppista, il nomade tra i mondi, ha remixato dischi di tante star (David Lynch, N.E.R.D, Depeche Mode, Snoop Dogg, Bloc Party, Kaiser Chiefs, Pet Shop Boys, Tiga, The Chemical Brothers), e stasera il producer, consacrato come uno dei «Top 10 DJ’s Who Rule The World» dalla rivista Rolling Stone, eletto per tre anni di seguito «Best Electronic Act» da Beatport (uno dei maggiori negozi di musica in rete) e lodato da ogni autorità dance, arriva a Roma per offrire un set di ben tre ore.
Lanificio 159, via di Pietralata 159a, ore 22
 
 
Dance/Adika Pongo al Big Mama

Tornano al club di Trastevere la vocalist Francesca Silvy, il bassista Alessandro Benedetti, il sassofonista Costantino Ladisa, il trombettista Pietro Pellegrini, il batterista Andrea Merli, il tastierista Alessio Scialò, il percussionista Pablo Oliver e il chitarrista Alberto Lombardi: sono gli Adika Pongo, band fondata nel 1994 dal cantautore Niccolò Fabi, che tiene viva la tradizione della disco music proponendo e incidendo una dance che mescola pop, soul, black music e sapori anni Settanta. Con una media di un centinaio di date l’anno gli Adika si sono prefissati il compito di portare in giro in Italia e in Europa quella disco Music che era suonata da band numerose come gli Earth Wind & Fire, gli Chic, Barry White, Kool & The Gang e tanti altri. Ci sanno fare.
Big Mama, vicolo S. Francesco a Ripa 18, ore 22
 
 
Jazz/Gianni Oddi e Cicci Santucci, I Remember Miles

Nel progetto I Remember Miles Davis il quartetto del sassofonista Gianni Oddi ripropone, con il trombettista Cicci Santucci come special guest, i brani e i successi del grande Miles Davis (scomparso nel lontano 1991), riportandoci indietro nel tempo in un viaggio di armonie e suoni. Nella band suonano con loro il pianista Antonello Vannucchi, il contrabbassista Stefano Napoli e il batterista Massimiliano Di Cristoforo.
Cotton Club, via Bellinzona 2, ore 21.30
 
 
Brasile/Mariangela Moraes & band, samba e dintorni

Un viaggio nella musica brasiliana fra grandi classici della bossanova, altri meno conosciuti ma ricchi di poesia e vibrazioni positive, brani di autori come Jobim, Djavan, Chico Buarque, Milton Nascimento: è la ricetta della vocalist Mariangela Moraes, brasiliana che da quando è in Italia collabora spesso con il grande cantante-pianista Jim Porto. Al suio fianco una solida formazione, con Massimo Aureli alla chitarra 7 corde, Daniele Basirico al basso elettrico, Alberto D’Alfonso al sassofono e al flauto traverso e Andrea Messina alla batteria.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 21
 
 
Blues/Linda Gambino live al Charity

La vocalist Linda Gambino, il percussionista Alessandro De Iulis (anche al cajon) e il chitarrista Manlio Torroni sono tre musicisti che da oltre un anno suonano insieme un repertorio blues e rock in una band elettrica che fin dalla formazione si è esibita in numerosi locali e festival.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 22
 
 
DOMENICA 14 OTTOBRE
 
 
Musica/Ottobrata Romana, la grande tradizione

Arriva l'undicesima edizione dell'Ottobrata Romana, con una produzione dedicata alla grande tradizione della poesia popolare attraverso la prima esecuzione dello spettacolo Beddapoesia che ha come protagonista Mario Incudine, grande interprete del canto popolare siciliano e straordinario solista dell'Orchestra Popolare Italiana. Lo spettacolo viene da un lungo lavoro di ricerca etnomusicologica di Ambrogio Sparagna, che ha scelto e elaborato alcune piccole gemme di uno straordinario patrimonio, e dalle interpretazioni di Incudine, che ripropone la loro antica bellezza grazie alla maturità della sua voce. E’ un progetto originale che fruga nella tradizione della poesia popolare siciliana, ancora largamente diffusa, che ha fortemente caratterizzato la storia della nostra cultura. Insieme al Coro Popolare diretto da Anna Rita Colaianni, con la partecipazione di Giorgio Onorato, e all'Orchestra Popolare Italiana, Incudine ci trascina in un viaggio tra immagini e paesaggi sonori di una Sicilia dove vive ancora l'eco di antiche storie e leggende popolari.
Parco della Musica, Sala Sinopoli, ore 21
 
 
Blues/Marjolein’s Farm, musica agricola

Il progetto Marjoleine’Farm mette insieme la fusion di Luciano Micheli, chitarrista e vocalist di estrazione blues, con quello della vocalist e violinista Marjolein Mutsaerts, più vicina al mondo del vecchio swing, con l’obiettivo di far ascoltare le varie forme musicali che hanno come matrice la black music, un sound essenziale che riporta alla mente la dimensione "agricola" degli Stati Uniti della prima metà del 900: il simbolo è un piccolo fiocco di cotone che prende la forma del blues, del country, del gospel, dello swing.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 18.30
 
 
Bossanova/iMusic Latin Experience all’Elegance

Un gruppo di studio della musica latino americana nato tra le mura della iMusic School Rome: sono gli iMusic Latin Bossa Experience, band che offre le composizioni di Antonio Carlos Jobim ma anche brani meno noti e frequentati, fino a pezzi scritti da grandi jazzisti come Joe Henderson e Horace Silver, in puro stile latin-jazz. Sul palco Stefano Novello al flauto, Vittorio Gervasi al sax alto, Enrico Guarino al sax tenore, Dario Filippi al trombone, Francesco Pandolfi al piano, Massimo Santacesaria al conrtrabbasso e Fiorenzo Pompei alla batteria, con la direzione e gli arrangiamenti di Angelo Schiavi e tre special guest, ovvero la vocalist Stefania Patanè, il trombettista Fernando Brusco e il chitarrista Gianluca Figliola.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 21.30
 

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