ROMA

Concerti a Roma, da Noa ai Dire Straits Legacy, dagli Algiers a Elephant Man

Lunedì 24 Febbraio 2020 di Fabrizio Zampa
Noa e Gil Dor

LUNEDI’ 24 FEBBRAIO
 

Musica/Al teatro San Genesio omaggio a Borges e Piazzolla
 
Per la rassegna Vitala Festival al teatro San Genesio il quartetto formato da Michelangelo Tarditti (voce recitativa), Raùl Dousset al flauto traverso, Luis Gabriel Chami al pianoforte e Giuliano Bisceglia al violino propone un raffinato concerto che rende omaggio a due grandi  artisti argentini: lo scrittore e poeta Jorge Luis Borges e il musicista che ha rivoluzionato il tango, Astor Piazzolla. Il risultato è un delizioso viaggio tra i versi di Borges e le note di Piazzolla. I protagonisti della serata  trasporteranno il pubblico in quel mix di magia del pensiero profondo e di suggestive composizioni che diventa un tributo all’essenzialità. Serata da non mancare.
Teatro San Genesio, via Podgora 1, ore 21
 
 
Cantautori/In quattro sul palco del teatro Arciliuto
 
Per gli appuntamenti della serie “Per chi suona la campana” (è un affettuoso ricordo dei tempi dello storico Folkstudio) stasera serata speciale con quattro cantautori doc presentati dal chitarrista Lino Rufo: sono Chianluca, Giuseppe De Vena, Fabrizio Fraioli & Luciano Giannone e Olden.
Teatro Arciliuto, piazza Montevecchio 5, ore 21
 
 
Jazz/Lino Patruno, Monday Night Show all’Alexanderplatz
 
Il banjoista, chitarrista e bassista Lino Patruno torna con il suo "Monday Night Jazz Show" e con una formazione che vede al suo fianco Gianluca Galvani alla cornetta, Silvia Manco al pianoforte e voce, Guido Giacomini al contrabbasso e Riccardo Colasante alla batteria, più l’americano Michael Supnick (trombone, tromba e voce) e il vocalist inglese Clive Riche. Jazz d’annata fatto secondo le migliori regole.
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 22
 
 
MARTEDI’ 25 FEBBRAIO
 
 
Musica/Noa canta Johann Sebastian nell’album “Letters to Bach”
 
«Caro Johann Sebastian Bach, sono trascorsi 300 anni da quando hai scritto quella musica straordinaria che è nata da te, o dovrei dire esplosa da te in una rivelazione di bellezza abbagliante, mistero profondo, grazia e gloria, umanità condensata. Trecento anni, e quella musica ancora ci emoziona, ci rende umili, ci nobilita, ci culla tra le sue braccia, ci spezza i cuori e li ricostruisce, prosciuga i nostri spiriti e li spegne, ci fa credere in Dio, o nel Dio della Musica,o in qualcosa di più grande di noi, qualunque cosa possa essere, unendo noi tutti in una magnifica, fragile canzone umana. Johann, che meraviglia sei»: è la virtuale lettera scritta da Noa a Johann Sebastian Bach, che la grande vocalist israeliana ha “affidato alla posta” (come dice lei) dopo aver inciso l’album “Letters To Bach”, uscito lo scorso marzo e prodotto nientedimeno che da sua maestà Quincy Jones.
Noa l’ha presentato in mezzo mondo, è un disco con tutte le carte in regola, ascoltarlo è un vero piacere e stasera lo propone dal vivo a Roma insieme al chitarrista e storico partner Gil Dor e al contrabbassista Or Lubianiker (fateci caso, a quelli veramente bravi bastano solo un paio di musicisti per fare tutto senza problemi) in un concerto semplice e assai intenso. La vocalist ha ripreso dodici brani musicali di Bach, e a quelle composizioni solo strumentali ha aggiunto testi in inglese e in ebraico, scritti da lei, che spaziano dalla sfera personale a quella universale: la tecnologia e la religione, il riscaldamento globale e il femminismo, il conflitto israelo-palestinese e le relazioni nell’era dei social media, fino all’eutanasia.
Vi ricordiamo che Achinoam Nini, nata a Tel Aviv, cresciuta tra Yemen e Stati Uniti (a New York abitava nel Bronx) e poi tornata in patria, sposata al medico pediatra Asher Barak, da lei soprannominato "angelo dallo stetoscopio rosa", e con tre figli (Ayehli, Enea e Yum). oltre che per la sua attività musicale è famosa anche per essere la più importante sostenitrice culturale del dialogo e della convivenza tra israeliani e palestinesi. È la prima ambasciatrice israeliana dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura e fa parte di numerose organizzazioni a favore dei diritti umani e della pace in Israele e in tutto il resto del mondo. Che volete di più da una donna straordinaria come lei? Andate a comprare l’album, intanto.
IUC, Aula Magna dell’Università La Sapienza, piazza Aldo Moro, ore 20.30
 
 
Metal/I Tarchon Fist in tour allì’Orion con i Lordi
 
La metalband bolognese dei Tarchon Fist, in tour europeo insieme alla formazione finlandese Lordi, è un gruppo heavy nato nel 2005 e con influenze britanniche e tedesche stile anni ’80 e ’90, Il vocalist Mirco Ramondo, i chiarristi Luciano Tattini e Sergio Rizzo, il bassista Marco Pazzini e il batterista Giacomo Lauretani sono a conti fatti dei puri, che suonano heavy e basta, senza preoccuparsi di una possibile evoluzione: picchiano forte, hanno un aspetto rude e scontroso, insomma il copione che tutti conoscono, e fanno semplicemente il loro mestiere. Al contrario, i Lordi sono un gruppo heavy metal noto per la teatralità ispirata al cinema horror, che costituisce il tema principale dell’immagine del gruppo e dei testi delle canzoni. Il nome del gruppo deriva dal soprannome del cantante, Tomi Putaansuu, detto appunto Mr. Lordi. Ogni membro è mascherato da mostro e ha un proprio soprannome, e per questa ragione i Lordi non vengono mai fotografati senza i costumi di scena. Musicalmente e visivamente, il gruppo è ispirato a un metal anni ottanta di artisti come Alice Cooper, W.A.S.P. e Twisted Sister.
Orion Live Club, viale J. F. Kennedy 52, ore 22
 
 
Brasile/Raquel Silva Joly Trio all'Elegance Cafè
 
Il trio della vocalist e chitarrista brasiliana Raquel Silva Joly propone una serie di brani di grandi autori e interpreti della bossa nova, da Dorival Caymmi a Joao Gilberto, Tom Jobim, Gilberto Gil, Edu Lobo, Joao Bosco, Ivan Nils, Roberto Menescal, Milton Nascimento, Marcos Valle, Djavan. Con lei ci sono il sassofonista Moreno Romagnoli e il batterista Giampaolo Scatozza.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 22
 
 
Rock/Greg & The Frigidaires, al Cotton martedì grasso a tutto doo-wop
 
Torna per chiudere il carnevale una delle formazioni guidate da Greg, cioè il vocalist, chitarrista e attore Claudio Gregori: sono The Frigidaires, band doo-wop (genere e ritmo tra i più interessanti degli anni ’50  e ’60, fatto di armonie vocali, swing e rock) che accanto a Greg schiera il trombettista Luca Majnardi, il chitarrista Alessandro Meozzi, il sassofonista Olimpio Riccardi, il contrabbassista Giulio Scarpato e il batterista Giovanni Campanella. Molto divertenti, vi intrattengono a suon di "Sha-badubudì", "Ramalamading dong" e altri curiosi vocalizzi con un repertorio che va dai Coasters a Dion & the Belmonts, dai Diamonds a The Cleftones, The Beach Boys, The Platters, The Cadillacs e altre band che hanno contribuito alla fama di questo genere
Cotton Club, via Bellinzona 2, ore 22
 
 
Blues/Andy Corner, Andrea Angelini live al Charity Cafè
 
Il vocalist, chitarrista e armonicista Andrea Angelini, in arte Andy’s Corner, replica tutti i martedì il suo progetto solista acustico: una sintesi di varii generi e influenze, un viaggio nella migliore musica anglo-americana degli anni ’60 e ’70, dal blues al rock, al folk al soul.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 22
 
 
MERCOLEDÌ 26 FEBBRAIO
 
 
Rock/Da Atlanta, Georgia, torna la band degli Algiers
 
Nel 2017 avevano aperto allo stadio Olimpico il concerto dei Depeche Mode e adesso tornano a Roma: sono gli Algiers, ottima band nata a Londra ma americana di Atlanta, Giorgia, che dal profondo sud degli Usa porta il suo mix di punk, rock e gospel con testi potenti e dal forte contenuto politico: Franklyn James Fisher (voce e chitarra), Lee Tesche (chitarra), Ryan Mahan (basso) e Matt Tong (batteria) si muovono fra rap, soul e industrial e dopo aver pubblicato “Can The Sub Bass Speak?”, brano di grande successo, propongono live il loro terzo album “There Is No Year”, appena pubblicato, con brani di un rhythm & blues post-punk che guarda al futuro per andare, dicono loro, “in un’era differente”.  
Monk Club, via Giuseppe Mirri 35, ore 22
 
 
Musica/Dark Side of The Mandolins, rileggendo i Pink Floyd
 
Un tributo diverso dal solito, un esperimento che vede un classico trio composto da mandoloncello, mandola e mandolino reinterpretare la suite “Dark Side of The Moon”, il quasi omonimo disco dei Pink Floyd. E’ un concerto singolare che sorprende lo spettatore, non solo per le doti artistiche degli esecutori, ma per la capacità degli strumenti di rendere effetti e atmosfere che nel disco originale vengono realizzate grazie a sintetizzatori. I The Mandolins, ovvero Mauro Squillante, Gaio Ariani e Valerio Fusillo, resituiscono al mandolino la sua identità di strumento classico e in quanto tale adeguato per ogni tipo di repertorio. “Dark Side of The Mandolin” nasce anzitutto dall’amore dei tre per la band inglese.
Parco della Musica, Teatro Studio Borgna, ore 21
 
 
Concerti/A Tor Vergata le musiche dei film sceneggiati da Age e Scarpelli
 
Per rendere omaggio a Furio Scarpelli, scomparso nel 2010, vanno in scena per la stagione di Roma Sinfonietta le più belle musiche dei film da lui sceneggiati fianco a fianco con Age (Agenore Incrocci, morto nel 2005). La storia del nostro cinema rivive in “Age & Scarpelli Suite”, un progetto in quattro suite dedicato alle colonne sonore della commedia all'italiana: “La grande guerra”, “Sedotta e abbandonata”, “C'eravamo tanto amati”, “Il postino” sono solo alcuni dei film sceneggiati da Age e Scarpelli e accompagnati dalle composizioni di Nino Rota, Armando Trovajoli, Ennio Morricone, Luis Bacalov, Carlo Rustichelli, Piero Umiliani, Riz Ortolani e altri. La formazione del Felix Piano Trio, con gli arrangiamenti di Fabrizio Siciliano, fa emergere tinte di jazz, swing e bossa nova rievocando le musiche originali: sono il violinista Riccardo Bonaccini, il violoncellista Matteo Scarpelli (figlio di Furio) e la pianista Catia Capua, affiancati da  Maurizio Raimondo al contrabbasso e Amedeo Ariano alla batteria.
Università di Tor Vergata, Auditorium Morricone, via Columbia 1, ore 18
 
 
Jazz/Il pianista francese Adrien Brandeis presenta l’album “Euforia”
 
Il pianista francese Adrien Brandeis, rivelazione recente dell’ambiente jazz, presenta il suo album “Euforia”. Influenzato da Bill Evans, dalla musica afro-caraibica e da musicisti come Chick Corea, Michel Camilo e Richard Bona, Brandeis offre, con Romann Dauneau al contrabbasso e Andrea Paone alla batteria, un sound che mescola tradizione e modernità in un cocktail energico, melodioso e sensibile tra euforia e malinconia. Il musicista ha proposto i brani del disco nei maggiori festival europei come Umbria Jazz, in Asia e Sud America.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, stasera e domani, ore 22
 
 
Blues/Jam session al Charity Cafè coordinata da Mario Donatone
 
Jam session all’insegna del blues, stasera come ogni mercoledì, per gli appuntamenti di Blues Jam & Friends: è coordinata dal vocalist e chitarrista Marco Di Folco, con il chitarrista Emiliano Tremarelli e Simone Scifoni al basso e alla batteria. Come sempre gli appassionati di blues sono invitati a salire sul palco e partecipare.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 22
 
 
GIOVEDI’ 27 FEBBRAIO 
 
 
Cantautori/Nino Buonocore in jazz al Parco della Musica
 
Brani come “Scrivimi“, “Rosanna”, “Tra le cose che ho” e “Sabato domenica lunedì”, firmati da Nino Buonocore, sono un pezzo della sua carriera e di storia della canzone d’autore, e stasera il loro autore e interprete li ripropone in versione jazz con una band d’eccezione. Il suo repertorio è diventato un classico della musica italiana grazie a esperienze maturate con grandi nomi (tra i quali Chet Baker, James Senese, Nicola Stilo, Anthony Jackson, Paulinho Da Costa e Danny Gottlieb) e oggi Nino offre live il meglio della sua musica riarrangiata e impreziosita dalla traduzione in jazz. Al suo fianco ci sono il pianista Antonio Fresa, il contrabbassista Antonio De Luise, il batterista Amedeo Ariano e due special guest, cioè il trombettista Flavio Boltro e il sassofonista Max Ionata.
Parco della Musica, Teatro Studio Borgna, ore 21
 
 
Dancehall/La musica di Elephant Man dalla Jamaica agli Ex Magazzini
 
La dancehall di Elephant Man, ovvero O'Neil Bryan, jamaicano di Kingston, annata 1975, noto anche come The Energy God, è tra le più autentiche in circolazione: il suo mix di hardcore ragga, reggae, raggamuffin, hip hop e dirty rap è famoso e amato in ogni angolo dei Caraibi, e dopo una lunga assenza O’Neil torna a Roma con l’ultimo singolo “Find It”, che segna un ritorno alle sonorità dancehall originali. Scoperto da Bounty Killer ai tempi della prima formazione chiamata "Scare Dem Crew" insieme a Boom Dandymite, Harry Toddler e Nitty Kutchie, Elephant Man è un personaggio eccentrico nell'abbigliamento e nelle acconciature, controverso nelle liriche delle canzoni ma al tempo stesso esplosivo come pochi. Ha alle spalle otto album, tra i quali "Let's Get Physical", ha collaborato con Wyclef Jean, Lil Jon e Busta Rhymes, è una vera star e uno degli artisti più richiesti nel mondo grazie all'energia che mette sul palco. Nella serata è previsto anche il set a cura di DJ Hypa prima e dopo il concerto.
Ex Magazzini, via Dei Magazzini Generali 27, ore 22
 
 
Rock/Gli anglo-bahreiniti Flamingods con il nuovo album al Monk
 
Tra psichedelia esotica, disco-funk anni ‘70, psych-rock e misticismo, la band anglo-bahreinita dei Flamingods torna al Monk dopo quattro anni di assenza per presentare il suo nuovo album “Levitation”, un viaggio multisensoriale, potente e contagioso. Esploratori internazionali dello psych-rock, nati  a Londra nel 2010 su impulso del frontman Kamal Rasoon, originario del Bahrein, sono Charles Prest, Sam Rowe e Karthik Poduval. Il nuovo album è un concentrato di disco-funk anni ’70, psichedelia del Middle East, suoni asiatici carichi di misticismo, positività e vibrazioni esotiche.
Monk Club, via Giuseppe Mirri 35, ore 22
 
 
Jazz/Il pianoforte di Danilo Rea improvvisa al Parco della Musica
 
Forse è inutile dirlo, ma a chi non è bene informato ricordiamo che Danilo Rea, veneto di Vicenza, 62 anni, è uno dei migliori e piu stimati pianisti del nostro jazz e offre una serata da solista imperdibile per gli appassionati. Con uno stile molto personale ma fedele alle regole, Rea ha esplorato oltre al jazz il rock, il pop, la canzone d’autore, la lirica, la musica classica e l’amore per Bach. I suoi concerti sono in grado di spaziare su ogni repertorio e genere, e il pubblico si entusiasma sempre. Poliedrico e dotato di una tecnica straordinaria, Rea vanta una solida preparazione accademica, si è diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia e ha collaborato e condiviso il palco con i più grandi nomi del jazz come Chet Baker, Lee Konitz, Luis Bacalov, così come con pianisti classici dello spessore di Bruno Canino e Bahrami, e senza farsi mancare i big della nostra musica come Mina, Gino Paoli, Pino Daniele, Claudio Baglioni e tanti altri.
Parco della Musica, Sala Petrassi, ore 21
 
 
Folk/La canzone romana al Cotton con il Trio Monti
 
Il Trio Monti nasce nel 2014 dall’idea di tre giovani romani e il nome ricorda che i musicisti provengono da tre dei monti della città: il vocalist Giampiero Mannoni è di Monte Mario, il chitarrista Valerio Mileto di Monte Sacro e il pianista e mandolinista Valdimiro Buzi dalla Montagnola ddi Testaccio. Partendo da un’attenta ricerca sulle origini della canzone romana, il trio affronta i grandi temi della tradizione popolare con voce, chitarra e mandolino, ma con arrangiamenti originali che esplorano il linguaggio musicale a 360 gradi e danno nuova vita a un repertorio di brani inediti e originali, dove nuove sonorità si fondono con contenuti attuali, raccontando quella “romanità” viva, tangibile e contraddittoria, fatta di passione e sentimenti, goliardia e cinismo.
Cotton Club, via Bellinzona 2, ore 22
 
 
Jazz/Al Charity con Francesca l'amore secondo Gershwin

 
Per gli appuntamenti di Jazz Voice stasera sono di scena le canzoni d’amore di George Gershwin e la riscoperta del grande compositore americano del temi legati all’amore. Il trio della vocalist Francesca D’Amante rilegge una selezone di brani tratti dalle sue tante opere, che la band definisce “il romance novel gershwiniano”. Con Francesca suonano il chitarrista Leonardo Spinedi e il contrabbassista Lucio Villani.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 22
 
 
Musica/All’Arciliuto un concerto dedicato a Manuel De Sica
 
Manuel De Sica, figlio di Vittorio e fratello di Christian, morto nel 2014 per un attacco cardiaco, ha composto le colonne sonore di molti film, le sue canzoni sono state interpretate da nomerose star come Ella Fitzgerald, Tony Bennett e Dee Dee Bridgewater, e ha firmato composizioni di musica sinfonica e musica da camera con sonate per arpa, clarinetto e altri strumenti. Stasera gli rendono omaggio la vocalist Nancy Cuomo, il chitarrista Paolo Rainaldi e altri amici, da Edoardo De Angelis a Davide Mottola e Gerry Mottola.
Teatro Arciliuto, piazza Montevecchio 5, ore 21
 
 
Trap/”My Name Is Atlanta”, con Dev e Fawzi al Circolo Illuminati
 
My Name Is Atlanta prende il nome dalla città della Georgia dalla quale sono partiti i beat rivoluzionari che hanno portato l’hip hop più tradizionale a contaminarsi fino a diventare la trap più attuale, ed è il format nato a Milano che ha portato artisti come Capo Plaza, Sfera Ebbasta, Ghali e Lazza (frequentatori assidui dell’evento) a Madrid, Formentera e Londra. L’appuntamento romano racconta il movimento italiano in diverse modi: da quello musicale a quello visivo, attraverso giochi di luce, allestimenti e performance.
Gli ospiti di stasera sono Dev, il deejay che affianca Ghali nelle sue esibizioni, e Fawzi, uno dei resident deejay di “My Name Is Atlanta”. Dev è diventato famoso grazie a Ghali: cresciuto in Puglia, trasferito a Milano e protagonista dell’evento “Akeem of Zamunda” (nel quale si mescolano hip hop, rap sperimentale e elettronica di matrice britannica), ha di recente creato un mix tra trap e house che rende i suoi act esplosivi. Fawzi è un dj e producer conosciuto per essere stato fra i primi a sperimentare le moderne sonorità della trap. Ha prodotto hit come “Mamma” di Ghali e “Leggenda” di Sfera Ebbasta in collaborazione con Charlie Charles.
Circolo degli Illuminati, via Libetta 1a, ore 23.
 
 
VENERDI’ 28 FEBBRAIO

 
 
Cantautori/Ernesto Bassignano all’Arciliuto con “Il mestiere di vivere”
 
«E’ un omaggio al mio Piemonte e a Cesare Pavese. Rispetto ai miei dischi precedenti, cupi e magari un po’ nostalgici, questo è rivolto al futuro e alla possibilità di farcela nonostante tutto e nonostante la merda che viviamo. E dice ai giovani: cercate di volare, camminate, guardate, fate, lottate. Musicalmente è una novità, perché l’ho fatto con un sestetto di jazzisti, tutto dal vivo, con i suoni giusti, per merito di Edoardo Petretti e di Stefano Ciuffi, che già nell’album precedente mi hanno aperto una strada nuova. Sono tornato quello del vecchio Folkstudio, ma  questi grandi musicisti rendono i miei brani molto musicali e molto eleganti. Non lo dico io, lo dicono tutti quello che li hanno sentiti e li hanno subito amati»: così Ernesto Bassignano riassume il suo ultimo album “Il mestiere di vivere”, uscito un anno fa, che stasera ripropone in un concerto intimo, con lui, voce e chitarra, e il pianista Michele Micarelli.
Il cantautore romano, che dopo il disco proposto nel maggio del 2017 (“Grande Bax”, dove Bax era la nuova e più veloce abbreviazione del suo vecchio soprannome Bassingher, ormai in disuso, e nei suoi brani analizzava molti problemi di oggi, che poi non sono così diversi da quelli di una volta, quando internet e telefonini non esistevano) è tornato con una serie di intense e profonde canzoni realizzando quello che, e non solo a nostro parere, è il suo disco più bello. E' un album politico, ma non nel senso al quale siamo abituati in questi giorni: la sua è una politica del vivere insieme, del sentirsi parte integrante della società, del guardare al mondo reale. Del vivere per davvero. “Il mestiere di vivere” (per lui è anche quello “di sopravvivere”) è un disco  serio, vero, di quelli che si facevano una volta e che oggi, in tempi di one night star, a qualcuno possono sembrare una fatica inutile. Sono brani da riascoltare più di una volta perché per capirli bisogna entrarci dentro. Sono canzoni ispirate, e non prendete “ispirate” per una parola grossa: vengono dalla vita, nella cui realtà Ernesto ha frugato in ogni angolo con sensibilità ma anche con difficoltà. Da riascoltare con attenzione.
Teatro Arciliuto, piazza Montevecchio 5, ore 21,30    
 
 
Jazz/Antonello Salis festeggia i suoi settant’anni alla Casa
 
Pianista, fisarmonicista, tastierista, compositore, sardo di Villamar, Antonello Salis è un musicista formidabile, un improvvisatore ricco di fantasia, talento, abilità, tecnica, senso dello swing, oggi compie settant’anni e a festeggiarlo arrivano alla Casa tanti amici e tanti ammiratori. La sua storia comincia quando a sette anni ebbe in regalo dal nonno la sua prima fisarmonica giocattolo: imparò a suonarla e la suonò per anni nelle feste di paese, poi arrivarono il pianoforte e l’organo Hammond. Nel 1967 faceva il cameriere in un ristorante di Portoscuso, e fu allora che nacquero il suo primo gruppo e la lunga avventura del suo successo.
Basta un primo elenco delle sue collaborazioni per capire che Antonello è un genio del nostro jazz: ha suonato con Francis Kuipers, Massimo Urbani, Enrico Rava, Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Rita Marcotulli, Stefano Bollani, Evan Parker, Javier Girotto e gli Aires Tango, Anouar Brahem, Michel Portal, Don Cherry, Don Pullen, Billy Hart, Ed Blackwell, Billy Cobham, Horacio "El Negro" Hernandez, Han Bennink, Naná Vasconcelos, Cecil Taylor, Pat Metheny e tanti altri. E stasera ve lo potete godere in una serata nella quale sarà celebrata la sua carriera con racconti, foto, aneddoti, video e musica dal vivo. Mille auguri.
Casa dal Jazz, viale di Porta Ardeatina 55, ore 21
 
 
Hip hop/Al Goa l’americano Pi’erre Bourne
 
Arriva in Italia Pi’erre Bourne, uno dei nuovi volti dell’hip hop americano: statunitense con origini del Belize, è un autore, rapper e producer famoso per singoli di successo come “Magnolia” di Playboy Carti e “Gummo” di 6ix9ine, e per produzioni firmate per 21Savage, Lil Uzi, Travis Scott e Kanye West. Recentemente P'ierre si è fatto notare anche per le sue capacità di rapper: con uno stile molto personale contribuisce a definire il suono del rap dei suoi anni. Vero nome Jordan Timothy Jenks, è figlio di un militare, cresciuto passando di città in città, e anche lui ha vissuto a Atlanta, Georgia, una delle città più creative per le nuove correnti del rap. Ha alle spalle una serie di mixtape chiamati “The Life Of Pi’erre” (l’ultimo, di giugno 2019, è “The Life Of Pi’erre 4”) e a fine gennaio è uscito "The Wolf of Peachtree" di Jelly, in cui Pi'erre ha supervisionato la produzione di tutti i brani.
Goa Club, via Giuseppe Libetta 13, ore 22
 
 
Hip hop/Mezzosangue ospite di "It’s The Joint!" all’Angelo Mai
 
Una serata live a tutto hiphop con musicisti, cantanti, rapper, dj e beatboxer: ecco "It’s The Joint!", dove una volta al mese la resident band Dumbo Station insieme a Danno (Colle der Fomento) e alla crew Do Your Thang conducono la serata coinvolgendo numerosi ospiti a esibirsi con loro sul palco. L'ospite del quarto appuntamento è l'MC romano Mezzosangue, all’anagrafe Luca Ferrazzi, che offrirà uno showcase con una selezione dei suoi hit riarrangiati per l’occasione dai Dumbo Station. La seconda parte della serata vedrà l'esibizione degli MC del “Do Your Thang” Penny Wise, White Boy, William Pascal, con la partecipazione del vocalist Marco Costa. I Dumbo Station sono Benjamin Ventura (tastiere), Paolo Zou (chitarra), Stefano Rossi (basso) e Davide Savarese (batteria).
Angelo Mai, viale delle Terme di Caracalla 55, ore 22
 
 
Jazz/All’Elegance il Dario Napoli Modern Manouche Project
 
Anche se lo storico chitarrista Django Reinhardt è l’ispirazione numero uno del suo trio, il chitarrista Dario Napoli, siciliano di nascita e milanese d’adozione, sempre armato della sua Gibson, include le influenze più contemporanee nel suo swing zingaro, introducendo elementi di stili più moderni come bebop, funk e jazz moderno. Il trio, che vede al suo fianco il chitarrista Tommaso Papini e il bassista Tonino De Sensi, ha preso parte a diverse rassegne di rilievo, da “Django in June” a “Django Amsterdam”, “Djangofollies”, “Cloughtoberfest”, “Cully Jazzfest”, “Eddie Lang Jazzfest”, “Pisa Jazz”, “Valdarno Jazz”, “Trasimeno Blues”. Il sound del trio ruba da varie epoche musicali e conduce l’ascoltatore attraverso una ricca esperienza sonora, senza mai abbandonare del tutto l’impronta gitana di Django.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 22
 
 
Jazz/Al Charity Cafè The Run Trio a tutto swing
 
The Run Trio nasce dalla collaborazione di tre musicisti che fondono le loro diverse esperienze per raggiungere un suono riconducibile a un ben determinato periodo storico ma che esprime una nuova e attuale identità. Proprio dall’Era dello Swing la band trae il proprio repertorio, con brani che sono stati i capisaldi delle migliori formazioni di quegli anni. Formano la band il sassofonista Giuseppe Ricciardo, il pianista Luca Filastro e il batterista Emanuele Zappia.
Charity Cafè, via Panisperna 868, ore 22
 
 
Funk/I Calibro 35 a Monk con il “Momentum Tour”

 
I Calibro 35, supergruppo funk-jazz italiano formato nel 2007 a Milano, fino a ieri avevano un sound ispirato alle colonne sonore di molti film di genere «poliziottesco» usciti soprattutto nell’Italia degli anni settanta. Adesso la strada della band è cambiata con il nuovo album “Momentum”, il cui titolo vuol dire oggi, adesso, l’era presente. Luca Cavina (basso), Enrico Gabrielli (organo e fiati), Massimo Martellotta (chitarra e tastiere) e Fabio Rondanini (batteria e percussioni) con il producer Tommaso Colliva, sono passati dal vecchio stile "Cinematic Funk" a una sorta di hip hop urbano, con un sound contemporaneo, equilibrato, che guarda al futuro: una black music attuale condita con un pizzico di rap. In dieci brani la band dimostra di aver saputo adattarsi molto bene al trascorrere del tempo e di aver conquistato una nuova e personale dimensione.
Monk Club, via Giuseppe Mirri 35, ore 22
 

SABATO 29 FEBBRAIO
 
 
Rock/I Virtuosi dal Pianeta Talento rileggono il genio di Frank Zappa
 
Si chiama The Frank Zappa Leap-Day l’evento di stasera all’Auditorium, dove una storica formazione di tredici musicisti, I Virtuosi dal Pianeta Talento, ripropone un programma che segna le tappe fondamentali della discografia di Frank Zappa, compositore e chitarrista statunitense giustamente considerato come un grande genio musicale del '900, nonché uno dei maggiori artisti contemporanei. I Virtuosi offrono una carrellata a tutto campo nella sua musica, partendo da vere e proprie composizioni cameristiche come la suite di “Uncle Meat” e senza tralasciare i momenti fondamentali del suo percorso musicale degli anni '70 con brani che vanno da “Inca Roads” a “Andy”, con particolare attenzione nel riproporre il disco live “Roxy & Elsewhere”. Nel repertorio ci sarà spazio per brani interpretati dalla cantante Bianca Odin nel tour del '76 e quindi un incursione anche in un inedito Zappa rhythm & blues.
I musicisti sono il chitarrista Carlo Amberti, il bassista Francesco Pititto, il tastierista Ugo Maccari, il percussionista Matteo Flori, il batterista Pierpaolo Ferroni, la cantate Laura Zara Lee, il vocalist e tastierista Gianluca Marchetti, Deborah Kruzansky e Franz Albanese ai flauti, Massimo Muratori alla tromba e al flicorno, Alessia Rossi al sax alto e soprano, Damiano Fabbrini al sax tenore e Giorgio Parri al sax baritono.
Parco della Musica, Sala Sinopoli, ore 21
 
 
Rock/La PFM canta De Andrè, dopo quarant'anni nuovo live alla Conciliazione
 
A quarant’anni dall’uscita di “Fabrizio de André e PFM in concerto” e a vent’anni dalla scomparsa del cantautore, la Premiata Forneria Marconi ogni tanto ripropone il suo “PFM canta De André Anniversary Tour”, omaggio dell’anno scorso a quella splendida serie di concerti che gode in questi giorni di una nuova e grande attenzione grazie al docufilm “Fabrizio De André e PFM – Il concerto ritrovato” nel quale Walter Veltroni ha recuperato e dato nuova vita ai vecchi filmati di quelle performance, grazie anche all’aiuto del regista Piero Frattari, che partecipò alle riprese del concerto del 3 gennaio 1979 a Genova.
E stasera la PFM torna a Roma, con quel medesimo live, all’Auditorium Conciliazione. On the road dal 1970 (il primo album, “Storia di un minuto”, è del 1972, il diciassettesimo, uscito a ottobre 2017, è “Emotional Tattoos” e offre 22 brani), la PFM ha attraversato quasi mezzo secolo della rock story italiana e ne ha viste di tutti i colori, compreso quello storico tour con Fabrizio. Adesso il gruppo schiera due dei fondatori, il batterista e vocalist Franz Di Cioccio e il bassista Patrick Djivas, insieme al violinista e multistrumentista Lucio Fabbri e altri musicisti, da Roberto Gualdi (batteria) a Alessandro Scaglione (tastiere), Marco Sfogli (chitarra) e Alberto Bravin (tastiere, chitarra). Ha due special guest: Michele Ascolese, chitarrista storico di Faber, e il tastierista Flavio Premoli, altro musicista doc. Se amate il rock, se amate De Andrè e se amate la buona musica, per voi è un’occasione da non perdere.
Auditorium Conciliazione, via della Conciliazione 4, ore 21
 
 
Rock/I Management, live al Monk con il nuovo album  “Sumo”
 
“Sumo” è il titolo del nuovo album di inediti dei Management, band rock livornese che una volta si chiamava Management del Dolore Post-Operatorio e che adesso è diventata una coppia formata dal vocalist Luca Romagnoli e da Marco Di Nardo (chitarre e sintetizzatori). Il disco riflette i profondi cambiamenti del gruppo, che oggi dimostra di aver raggiunto una notevole maturità con un sound che sfutta strumentazioni all’avanguardia e uno stile attuale e solido senza rimpiangere il passato.
Monk Club, via Giuseppe Mirri 35, ore 22
 
 
Cantautori/Al Largo l’Atlante Tour del romano Wrongonyou
 
Attiva a Roma l’Atlante Tour di Wrongonyou, il cantautore e musicista romano Marco Zitelli, classe 1990, che presenta il suo ultimo album “Milano parla piano”, uscito a ottobre, e una serie dei suoi classici in inglese come “Killer”, “The Lake”, “I Don’t Want to Get Down”, “Prove it”. Il nuovo disco è il primo nel quale Marco, che ha cominciato a scrivere canzoni dopo essersi innamorato del folk di John Frusciante e Justin Vernon e che si è spostato dalla sua città a Milano, affronta la lingua italiana, e lo fa con l’aiuto di autori e produttori come Raina, Zibba, Dardust, Antonio Filippelli, Fausto Sogliati. “Atlante”, la canzone che dà il titolo al tour, è la prima del disco, poi vengono “Solo noi due”, “Calma calma”, “Mi sbaglio da un po’”, “Più di prima”, “Perso ormai”. Sono brani che funzionano, hanno un sapore pop e non più folk, e l’uso dell’italiano («È stata una sfida non facile da superare, una sfida con me stesso», dice lui) ha dato una nuova svolta al suo lavoro.
Largo Venue, Via Biordo Michelotti 2, ore 22
 
 
Live/Ludwig, il dj che canta, in concerto all’Atlantico Live
 
Ha cominciato aprendo i concerti di artisti della scena romana rap e trap, ha fatto il dj con la Dark Polo Gang, poi si è messo a scrivere canzoni e in poco tempo è diventato famoso tra il pubblico giovane e anche fra i bambini come “il dj che canta”: ecco in poche righe la storia di Ludwig, cioè Ludovico Franchitti, classe 1992, in concerto stasera all’Atlantico in quella che è stata intitolata “La notte dei cafoni”. Il suo disco di debutto “Curioso”, un EP con 5 brani uscito a maggio, ha avuto 20 milioni di streaming sulle piattaforme digitali e i suoi brani, dal tormentone social “Domani Ci Passa” a “Un po' de que", hanno già girato l’Italia e l’Europa, con tappe a Mykonos e Formentera. Nella sua zona, il quartiere Trieste, i fan hanno affisso in piazza Caprera  una targa con sopra la scritta "piazza Ludwig" per omaggiarlo, e lo scorso giugno Ludwig è stato invitato a esibirsi alla festa di fine anno del vicino liceo Giulio Cesare. Bel personaggio.
Atlantico Live, viale Oceano Atlantico 271d, ore 22
 
 
Jazz/Alla Casa il Norma Ensemble, nuovo gruppo di Marcello Allulli
 
Il sassofonista Marcello Allulli, il pianista Enrico Zanisi, Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Valerio Vantaggio alla batteria: ecco il Norma Ensemble, formazione viva e multimediale. E’ un progetto che nasce durante la residenza artistica in collaborazione con il festival di Umbria Jazz 2019 e offre tutte composizioni originali all'insegna di un jazz contemporaneo di matrice europea. La musica del quartetto esprime il desiderio di fondere in un unico discorso armonico, ideologico e stilistico le diverse identità culturali e personalità dei quattro musicisti. Lo scorso dicembre il gruppo è stato in tour in Africa presso le ambasciate italiane di Harare in Zimbabwe e di Lusaka in Zambia.
Casa del Jazz, viale di Porta Ardeatina 55, ore 21
 
 
Jazz pop/Con i Soulpeanuts al Cotton un viaggio negli anni Ottanta
 
Per molti gli anni Ottanta sono stati i migliori e i più divertenti per la musica pop: era l’epoca dei primi videoclip, dei programmi come “DJ Television” con Claudio Cecchetto che presentava e Jovanotti e Fiorello all’inizio delle loro carriere. E la band dei Soulpeanuts (il nome viene da "Salt Peanuts", un famoso brano che Dizzy Gillespie scrisse e incise negli anni Cinquanta) vi riporterà indietro con hit degli Earth Wind & Fire, Chaka Khan, Stevie Wonder, Anita Baker, Ashford & Simpson, George Benson, Al Jarreau, Stephanie Mills, Crusaders e Quincy Jones. Non mancherà anche una parte prettamente dance con alcuni dei più grandi successi di gruppi come gli Chic o di vocalist che hanno lasciato il segno nella storia come Donna Summer, Barry White e tanti altri ancora.
I Soulpeanuts sono i vocalist Mimma Pisto e Max Pasquarelli, Massimo Pirone al trombone, Sergio Vitale alla tromba, Claudio Giusti al sax, Francesco Carlesi alle tastiere, Alfredo Bochicchio alla chitarra, Elio Buselli al contrabbasso, Michael Coal alla batteria e Simone Talone alle percussioni.
Cotton Club, via Bellinzona 2, ore 22
 
 
Blues/Jump e swing con la band romana dei Jump Aces
 
Stasera sono sul palco i romani Jump Aces, formazione jump-blues e swing che di nuovo ha solo il nome, visto che è formata da musicisti molto conosciuti: sono il vocalist e pianista Marco Meucci, il chitarrista Alessandro Angelucci, il contrabbassista Al Compassi e il batterista Lorenzo Fancocci.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 22
 
 
Brasile/All’Elegance il Brag Trio, special guest Susanna Stivali 
 
«Un mio viaggio in Brasile ha coinciso col rivedere dopo tantissimi anni  l’amico batterista e percussionista Stefano Rossini, che mi ha proposto di formare un trio di musica brasiliana. Abbiamo scelto un certo numero di brani famosi, ai quali ho aggiunto un paio di mie composizioni, e ci siamo mossi in un brazilian jazz mescolando il samba, il bajao, lo choro, la bossa nova, e trovando spunti e idee»: così la vocalist Susanna Stivali presenta il suo ultimo progetto, che la vede sul palco con il pianista e compositore Alberto Giraldi, il bassista Stefano Cantarano e Stefano Rossini alla batteria e lle percussioni.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 22
 
 
Musica/Tutto Pino Daniele con gli Iesainò all’Arciliuto
 
Gli Iesainò tornano con il loro tributo alle canzoni di Pino Daniele: al di là di qualsiasi intenzione di fare cover, le propongono tutte in versione rigorosamente acustica. Della band, che prende il nome dall’album “Yes I Know My Way” (antologia, uscita nel 1998, di vent’anni di successi del cantautore napoletano) fanno parte la vocalist Giulia Maglione (che interpreta i testi di Pino con originalità ma anche con notevole conoscenza del suo stile vocale), Andrea Panzera alle chitarre, Danilo Ricciardi al piano e tastiere, Umberto De Santis al contrabbasso, Andrea Borrelli alla batteria e la voce narrante di Maurizio Yorck.
Teatro Arciliuto, piazza Montevecchio 5, ore 21.30
 
 
DOMENICA 1 MARZO
 
 
Rock/I Dire Straits Legacy in concerto all’Auditorium Conciliazione
 
Torna dopo 14 mesi quel travolgente mix di rock e blues che i britannici Dire Straits guidati dall’ormai settantunenne Mark Knopfler (che adesso è attivissimo ma come solista), inventarono nel lontano 1977 per poi sciogliersi nel 1995. E’ una band che è sempre mancata agli appassionati di rock, ed è per questo che da anni sono in giro per il mondo i Dire Straits Legacy, formazione che sottolinea di «non essere una cover band» ma appunto un’eredità e che schiera musicisti di gran classe. Basta la line up per capirci al volo: ci sono Alan Clark (membro fondatore dei DS) al piano, hammond e tastiere, Phil Palmer alle chitarre, il sassofonista Mel Collins, Danny Cummings alle percussioni, il producer Trevor Horn al basso e Andy Treacey alla batteria, più il vocalist e chitarrista Marco Caviglia e il tastierista Primiano Dibiase.
Vi aspettano due ore e mezza di brani della leggendaria band inglese, dal morbido ”Private Investigations” al tosto ”Walk of Life” (protagonista la chitarra di Palmer), da ”Money For Nothing” a “Setting Me Up”, classici come ”Down to the Waterline”, ”Tunnel of Love”, ”Sultans of Swing” e così via. E non mancano nella scaletta alcuni brani del nuovo album dei Dire Straits Legacy, cioè “3 Chord Trick”, prodotto da Phil Palmer e Alan Clark, registrato a Los Angeles (da dove due anni fa è partito questo tour mondiale) e ultimato, guarda caso, ai Forward Studios di Roma.
Auditorium Conciliazione, via della Conciliazione 4, ore 21
 
 
Musica/La lunga storia del soul in scena al teatro Golden
 
Un viaggio nella musica soul che parte dal doo wop, passa per il rhythm &  blues, fino a raggiungere il sound psichedelico degli anni '70: ecco “Soul Story”, lo spettacolo proposto da alcuni del musicisti più amati del panorama musicale romano. Sono il pianista, vocalist e narratore Mario Donatone e le cantanti e direttrici di coro Monica Proietti Tuzia e Gio' Bosco, accompagnati da un gruppo del quale fanno parte il vocalist Giulio Todrani (famoso come Alan Soul), il chitarrista Marco Rinalduzzi e il bassista Massimo Calabrese, gia nella band "Io vorrei la pelle nera", formazione nella quale si è fatta le ossa Giorgia (figlia di Todrani) e che ha fatto conoscere soul e dintorni al pubblico italiano. A rendere la serata più accattivante ci sarà anche il sound di cori come la World Spirit Orchestra, uno dei più moderni e attivi a Roma, Quelli del doo wop, una novità nata in questa location, i Golden Soul, coro stabile del teatro, e I Risona(n)ti, insieme alla resident band formata da Angelo Cascarano (chitarra e voce), Andrea Mercadante (tastiere),  Davide Bertolone (basso) e Roberto Ferrante (batteria).
Teatro Golden, via Taranto 36, ore 21
 
 
Rock/Al Cotton Club si torna negli anni Cinquanta con i Cherry Pie 

 
“Bevo solo rock’n’roll” è la serata diretta da Lalla Hop che propone musica vintage all'insegna del rock e dintorni e offre una lezione di ballo a cura delle migliori scuole di ballo romane. Stasera si torna negli anni Cinquanta con la band dei Cherry Pie, formazione nata nel 2010 e guidata dal chitarrista Tyron D'Arienz che vanta oltre 400 concerti in locali e festival di tutta Italia. Il trio (con il leader suonano Mike Califano al contrabbasso e Mariano Gatta alla batteria), ricalca i maggiori successi del rock’n’roll, da Chuck Berry a Elvis Presley, da Johnny Burnette a Little Richard, Carl Perkins e tutti gi storici rappresentanti di quella musica che ha travolto tutto il mondo negli anni '50 e '60. I Cherry Pie offrono uno show tutto da ballare e si presentano in tenuta “alta fedeltà”, con abiti a tema, sound e strumenti vintage. Prima della band lezione di ballo con la scuola Castelli Rock'n'Boogie.
Cotton Club, via Bellinzona 2, ore 22
 
 
Rock/Al Charity aperitivo con la band The Relay
 
The Relay, innamorati da sempre del classic rock anni ’60 e ’70 e delle sue estensioni nel blues, nel country e nel soul, hanno un repertorio sterminato che comprende il materiale dei migliori gruppi della scena britannica e americana ma anche ottimi brani contemporanei. Hanno più di 500 concerti alle spalle e suonano pezzi di Rolling Stones, Cream, The Band, Dylan, Neil Young, Clapton, Chuck Berry, Yarbirds, Who, Hendrix, Led Zeppelin, Willie Dixon, Robert Johnson, Muddy Waters, Rory Gallagher, Otis Redding e tanti altri. Sono Andrea Angelini (voce, chitarra e armonica), Diego Magnani (contrabbasso e voce) e i batteristi Francesco Russo e Lorenzo Francocci.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 18.30
 
 

 

 

Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio, 18:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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