Studiosa rivela: «L'Angelo annunciante ha il volto di Leonardo»

Sabato 30 Novembre 2019
L'Angelo annunciante
Il volto dell'Angelo Annunciante custodito in Lucchesia, la più grande fra le sculture di Leonardo da Vinci secondo l'attribuzione del grande studioso Carlo Pedretti, sarebbe il ritratto del genio del Rinascimento. È quanto afferma, in un nuovo libro, la storica d'arte Ilaria Boncompagni, funzionaria della Soprintendenza all'Archeologia, alle Belle Arti e al Paesaggio delle Province di Lucca e Massa Carrara.

Boncompagni è autrice di uno studio che prende le mosse dalla comparazione dell'Angelo proveniente dalla Pieve di San Gennaro a Capannori (Lucca) con il David di Andrea del Verrocchio, che secondo molti studiosi avrebbe i lineamenti di un giovane Leonardo. «Dal raffronto», spiega la ricercatrice, «traspare la netta somiglianza fra il volto dell'Angelo e quello del David, considerando la forma del viso, la resa della capigliatura, la linea delle sopracciglia. Inoltre troviamo il medesimo strabismo che disarmonizza entrambe le opere: un
difetto oculare presente in ritratti e autoritratti leonardeschi come il celebre Uomo Vitruviano».

I primi risultati dello studio, che proseguirà avvalendosi di moderne tecnologie tra cui i software per l'invecchiamento digitale del volto, sono contenuti in una pubblicazione intitolata "A colpo d'occhio è
Leonardo!" (edizioni Polistampa), che l'autrice ha presentato nel Centro espositivo "Leo-Lev" a Vinci (Firenze).

La scultura policroma in terracotta, alta 131 cm, raffigurante l'Arcangelo Gabriele, era stata attribuita nel 1958 alla scuola del Verrocchio dallo storico dell'arte Ludovico Ragghianti, per poi essere riconosciuta nel 1999 da Pedretti come opera giovanile di Leonardo da Vinci. Eseguita alla fine del Quattrocento e collocata nella Pieve di San Gennaro a Capannori, l'opera subì un grave danno nel 1773 quando, secondo alcuni documenti, cadde in frantumi dopo essere stata colpita da una scala.

Di recente la statua è stata restaurata dall'Opificio delle Pietre Dure di Firenze e con il nome di «Angelo annunciante», così come indicato da Pedretti, è esposta per la prima volta fino al 20 febbraio
2020 in una mostra ospitata nel nuovo Centro espositivo "Leo-Lev" a  Vinci (Firenze). Intitolata "Se fosse un Angelo di Leonardo … L'Arcangelo Gabriele di San Gennaro in Lucchesia e il suo restauro", l'esposizione è curata da Ilaria Boncompagni, Oreste Ruggiero e Laura Speranza.

Il restauro, finanziato dal Centro "Leo-Lev" e durato meno di un anno, è stato effettuato dal settore dei Materiali Ceramici, Plastici e Vitrei dell'Opificio delle Pietre dure, sotto la direzione di Laura Speranza. L'Opificio ha anche realizzato una copia fedele dell'angelo in terracotta, attraverso la scansione in 3D dell'opera e con l'analisi e il recupero dei pigmenti originari e l'utilizzo della stessa tecnica pittorica, ottenendo una scultura che replica l'opera come se fosse appena uscita dalle mani dell'artista che la produsse.

L'angelo e la sua replica sono esposti al primo piano del complesso del Centro espositivo "Leo-Lev" a Vinci, dove i visitatori possono usufruire di contributi multimediali dedicati alla statua, al suo restauro e alla creazione della copia. Uno speciale filmato illustra il percorso di ritorno dell'Angelo da Vinci attraverso la Valdinievole fino alla pieve romanica di San Gennaro, dove sarà ricollocato a mostra conclusa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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