Il "Pasticciaccio" di Gadda alla Normale di Pisa con un inedito finale

Lunedì 4 Marzo 2019
La copertina dell'edizione Garzanti

Il romanzo di Carlo Emilio Gadda "Quer pasticciaccio brutto de via Merulana" si interrompe prima dello
scioglimento del giallo su chi sia l'assassino. In realtà, Gadda aveva steso appunti in cui gli ingarbugliati fili dell'inchiesta si dipanano: documenti che sono al centro del lavoro critico di Giorgio Pinotti nella nuova edizione del romanzo (Adelphi, 2018). Il volume sarà presentato dal curatore in un incontro organizzato per il 7 marzo alla Normale di Pisa e che sarà anche l'occasione per ricostruire, spiega una nota, «la genesi
travagliata dell'opera e per ridiscutere alcune questioni centrali nella produzione dello scrittore milanese, quali il
rapporto con il regime fascista, il peculiare impasto linguistico e le diverse maniere, dal 'baroccò all'elegiaco,
che caratterizzano la prosa gaddiana».

Le nuove acquisizioni, si legge in un comunicato della Normale, «si fondano sul ritrovamento di importanti carte
inedite nell'Archivio veronese di Arnaldo Liberati, erede dello scrittore, tra le quali si segnala il Finale "imperfetto"
abbozzato da Gadda ma non incluso nell'edizione Garzanti: un'altissima pagina lirico-naturalistica che, in parallelo con la Cognizione, doveva chiudere l'opera nel segno del dolore».

A questo e altri brani del romanzo darà voce, in occasione dell'incontro del 7, Fabrizio Gifuni, già impegnato nella
diffusione dell'opera di Gadda, in particolare attraverso lo spettacolo teatrale "L'ingegner Gadda va alla guerra": un interprete d'eccezione per un testo che a ogni lettura torna a esprimere la sua vitalità.

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