Venezia, Luca Marinelli miglior attore: «Dedico il premio a chi salva vite in mare»

Domenica 8 Settembre 2019 di Gloria Satta

Nei giorni scorsi, mentre al Lido Martin Eden riceveva 9 minuti di applausi, Luca Marinelli rivelava che la sua figura di riferimento è Indiana Jones.
Ma ieri sera l'attore romano, 35 anni il prossimo 22 ottobre, nel momento in cui riceveva la meritatissima Coppa Volpi per il film di Pietro Marcello, tutto sembrava meno che un avventuriero senza scrupoli: emozionatissimo, visibilmente felice, lo sguardo diretto alla platea in cui sedeva la moglie, l'attrice tedesca Alissa Jung (si sono conosciuti nel 2012 sul set della fiction Maria di Nazareth in cui interpretavano rispettivamente San Giuseppe e la Madonna, da allora vivono insieme a Berlino), Luca ha esclamato tra le ovazioni: «Grazie Giuria, grazie Mostra. È un'emozione gigantesca per me. Se penso alla bravura degli altri attori in concorso, mi sembra un'allucinazione. Ringrazio Pietro Marcello, gli sceneggiatori, il cast, la troupe, Napoli, i produttori, gli amici, la mia famiglia, mia moglie e i suoi due meravigliosi figli che mi supportano in questo pazzo mestiere e mi carezzano con il loro affetto. Nel film interpreto un marinaio. E ora dedico il premio a tutti quelli che salvano vite umane in mare e ci evitano di fare una pessima figura con noi stessi e con il prossimo. Viva l'umanità, viva l'amore».

Venezia76, Leone d'oro a Joker, Coppa Volpi a Luca Marinelli, Gran Premio della Giuria a Polanski Tutti i premiati
 

L'affermazione veneziana per l'interpretazione febbrile del marinaio creato da Jack London Martin Eden, che diventa scrittore e tradisce i suoi ideali artistici, rappresenta la consacrazione della straordinaria carriera di Luca Marinelli scandita da personaggi speciali, tutti indimenticabili, spesso al limite: l'asociale protagonista del film La solitudine dei numeri primi, l'aristocratico fuori di testa di La grande bellezza, il tossico struggente di Non essere cattivo, per non dimenticare lo Zingaro, il bandito paranoico e canterino di Lo chiamavano Jeeg Robot e un convincente Fabrizio De André in Il principe libero.
Ad attendere Marinelli, che ha appena girato The Old Guard di Gina Prince-Bythewood nella parte di un mercenario agli ordini di Charlize Theron, c'è ora un altro ruolo che equivale a una sfida: Diabolik nel nuovo film dei Manetti Bros, ispirato al mitico e popolarissimo fumetto delle sorelle Giussani.

Chi è, per lei, Martin Eden?
«Un personaggio che affronta a viso aperto la vita, colpito dalla fascinazione per la cultura, per lui uno strumento per riscattarsi anche socialmente. Martin scala dunque la montagna ma alla fine ne è deluso fino a perdersi, a venire stritolato dal sistema di cui ha voluto far parte. Il film racconta il percorso di un'anima molto sensibile».

E lei con che stato d'animo lo ha interpretato?
«Mi sono commosso, a dire la verità. Conoscevo il lavoro di Pietro Marcello e quando nel 2015 ho visto il suo ultimo film, Bella e perduta, mi sono detto: Dio, fa' che mi chiami. La voglia di essere diretto da lui era prepotente. Sono stato esaudito».

Com'è andata la lavorazione, come si è avvicinato al suo personaggio?
«Il film parte dal libro di Jack London ma poi diventa un'altra cosa. La sceneggiatura rispecchia la visione del regista. Mi è servita, oltre a tutto, a conoscere in profondità il romanzo».

Martin Eden è arrabbiato con se stesso perché ha tradito la sua passione e i suoi sogni. È per caso capitato anche a lei?
«Io cerco di rimanere il più possibile allineato con me stesso, sempre coerente con i miei principi. E la coerenza non è altro che il rispetto di se stessi».

Lei è un attore molto schivo: come vive l'esposizione inevitabile che comportano i festival, il red carpet, i fotografi, le conferenze stampa?
«Penso che l'incontro con il pubblico sia la cosa più bella».

Non è penalizzante, per il suo lavoro, vivere in un altro Paese e non frequentare i giri che contano?
«Non credo proprio. Andando a vivere a Berlino ho fatto una scelta dettata dal cuore. L'obbligo di mostrarsi non esiste: per ottenere dei buoni risultati bisogna lavorare seriamente, mettendoci l'anima»
 

Ultimo aggiornamento: 11:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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