Mostra del cinema di Venezia: ZeroZeroZero, il narcotraffico di Sollima tra sfide, soldi e polemiche

Venerdì 6 Settembre 2019 di Gloria Satta
Mostra del cinema di Venezia: ZeroZeroZero, il narcotraffico di Sollima tra sfide, soldi e polemiche
VENEZIA Con ZeroZeroZero, la travolgente serie Sky ispirata all'omonimo best seller di Roberto Saviano e diretta da Stefano Sollima, sale il tasso di adrenalina della Mostra in attesa del Leone d'oro che verrà consegnato domani sera: i pronostici vedono in testa Joker con Joaquin Phoenix, J'accuse di Roman Polanski, The Laundromat di Steven Soderbergh. Ma la presidente della giuria Lucrecia Martel potrebbe anche incoronare Babyteeth diretto da Shannon Murphy, una delle due registe di questa 76ma edizione. Notizia dell'ultimo momento: Franco Maresco, in concorso oggi con La mafia non è più quella di una volta, non verrà al Lido. Aveva disertato anche nel 2014, quando il suo Belluscone vinse un premio a Orizzonti e ora si favoleggia del contenuto urticante del nuovo film, in particolare di qualche battuta che potrebbe creare malumori politici.
IL VIAGGIO DELLA COCA
Intanto il Lido applaude (fuori concorso) ZeroZeroZero, «una produzione più che costosa, diciamo pure ultra-costosa», precisa il produttore Riccardo Tozzi di Cattleya. E i soldi spesi si vedono tutti: riunioni segrete dei criminali, inseguimenti, sparatorie, scene d'azione altamente spettacolari ambientate tanto sulle strade di Monterey quanto tra i paesaggi impervi dell'Aspromonte, e una trama fitta di colpi di scena snodata tra Messico, Stati Uniti, Calabria, Europa e Africa fanno degli 8 episodi (attesi su Sky Atlantic all'inizio del 2020), uno dei punti di forza di questa Mostra. Protagonista è il percorso internazionale della cocaina, «l'unica materia che procura guadagni pari al petrolio e mette il turbo all'economia mondiale», spiega Saviano. A differenza di serie popolari come Narcos, «ZeroZeroNero non parla del narcotraffico ma del capitalismo contemporaneo: secondo l'Onu la grande crisi di liquidità delle banche, nel 2008, venne superata grazie ai proventi della droga». E in questo scenario, l'Italia gioca un ruolo di primo piano: «La coca ha le foglie in Sud America e le radici nel nostro Paese: è da noi che si dettano le regole del narcotraffico».

LA POLEMICA
Secondo lo scrittore, c'è un modo tutto italiano di raccontare il crimine: «È quello che non cerca l'intrattenimento ma illustra la realtà rifacendosi al cinema di Francesco Rosi e al neorealismo». Ma perché la gente si droga? «Perché esiste un disagio diffuso in tutti gli ambienti. La vita fa schifo». La soluzione? «Legalizzare gli stupefacenti: prosciugherebbe le risorse della criminalità». E scatta puntuale la polemica. «Tesi folle e devastante, farneticazione pura», insorge da Roma il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. «Le droghe e il crimine vanno combattute di pari passo».

REDUCE
Sollima, reduce dall'avventura internazionale di Soldado e in attesa di girare a Hollywood Without Remorse dal romanzo di Tom McClancy, in ZeroZeroZero ha diretto Gabriel Byrne, Dane DeHaan, Andrea Riseborough, Harold Torres, Tcheky Karyo e i nostri ottimi Giuseppe De Domenico, Adriano Chiaramida, Francesco Colella.
«Ho affrontato tre sfide: trasferire sullo schermo la complessità del romanzo di Saviano, raccontare le conseguenze del nacotraffico nella vita di tutti, ambientare le riprese in 4 continenti», spiega il regista, 53 anni.

SERGIO LEONE
Girerà l'anno prossimo Colt dalla sceneggiatura postuma di Sergio Leone: si sente il suo erede? «No, magari lo fossi. Chiudo semmai un cerchio: da piccolo ho frequentato i set dei western di mio padre Sergio e m'intriga tornarci da regista». Ieri sono passati in concorso Gloria Mundi di Robert Guédiguian (lotta di classe a Marsiglia) e A Herdade di Tiago Guedes, ovvero 40 anni di storia del Portogallo.

E brilla a Orizzonti Nevia, l'opera prima di Nunzia De Stefano, ex moglie di Matteo Garrone che ha prodotto il film. Protagonista è una combattiva 17enne (l'esordiente Virginia Apicella) che vive in un container post-terremoto alla periferia di Napoli, proprio come la regista da adolescente. «Ma il film non è solo autobiografico», spiega Nunzia, «racconta la storia di una ragazzina che vuole emanciparsi dal suo destino e la forza di tutte le donne». Tra queste, indimenticabile la nonna cattiva interpretata dalla cantante Pietra Montecorvino.
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