The Northman: Amleto tra i vichinghi, la vendetta è kolossal Con Nicole Kidman e Any Taylor-Joy Trailer

Il 21 aprile esce nelle sale il film di Robert Eggers con Alexander Skarsgård e Ana Taylor-Joy Il regista: «Non esalto la violenza, ma narro le gesta di un guerriero di dieci secoli fa»

The Northman: Amleto tra i vichinghi, la vendetta è kolossal
di Gloria Satta
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Lunedì 11 Aprile 2022, 08:43

Prendi Amleto e trasportalo tra i vichinghi, rispolvera Shakespeare e mischialo con le antiche saghe nordiche, scrittura un esercito di superstar (Nicole Kidman, Ethan Hawke, Alexander Skarsgård, Willem Dafoe, Ana Taylor-Joy, Claes Bang, Björk) e scaraventale nell’Islanda selvaggia tra feroci battaglie, sbudellamenti, decapitazioni, tradimenti, vendette, magie, ettolitri di sangue e brutale violenza. Il risultato? The Northman, superproduzione Universal (in sala il 21 aprile), regia di Robert Eggers, 38 anni, look dark e approccio simpatico, personaggio di culto tra i più giovani per aver diretto l’horror magico The Witch e The Lighthouse con Robert Pattinson.


LA SCOPERTA
In The Northman, ambientato nel X secolo dopo Cristo, Amleto (Skarsgård) è un giovane principe vichingo che da bambino assiste all’assassinio del padre (Hawke) ad opera dello zio (Bang) e cresce con il desiderio di vendicarsi. Da grande scoprirà la vera natura della madre regina (Kidman) e avrà l’aiuto della donna amata (Taylor-Joy).


«Non mi era mai passato per la testa di girare un film sui vichinghi - spiega Eggers - li consideravo violenti, brutali, privi di interesse. Invece, dopo un viaggio in Islanda, sono rimasto folgorato da quei paesaggi e ho cominciato a immergermi nella cultura dei popoli nordici, scoprendo un patrimonio complesso in cui si fondono arte, religione, codici d’onore, costumi, giustizia.

E, anche se mio padre insegna Shakespeare all’università, non sapevo che Amleto fosse stato ispirato probabilmente dall’epica vichinga, dalla sua violenza». Ed è proprio la brutalità, oltre alle scene di sesso, ad aver fatto sì che in America il film sia stato vietato ai giovanissimi. «Ma io non ho esaltato la violenza», si difende il regista, «ho solo raccontato le gesta di un maschio guerriero di 10 secoli fa».


<HS9>E ci vuole coraggio, in tempi di women’s empowerment e lotte per la parità, ad interpretare un personaggio simile... «Non giudico il mio Amleto, ho cercato di capirlo contestualizzandolo nella sua epoca: è un uomo che crede nella mitologia e nel fato, la vendetta non è una sua scelta», risponde l’aitante Skarsgård, 45 anni, figlio del grande attore svedese Stellan Skarsgård e anche produttore di The Northman a cui iniziò a pensare oltre 10 anni fa. 


L’AUTENTICITÀ
«Tuttavia nel film, come in tutta la mitologia nordica, le donne hanno un ruolo centrale: fanno da ponte tra il mondo reale e quello spirituale, conducono il gioco e controllano gli uomini. A volte addirittura li manipolano, proprio come fa la regina interpretata da Kidman». Sulla violenza, Alexander si allinea con Eggers, un regista scelto proprio da lui «per la sua straordinaria attenzione ai dettagli: volevamo infatti che il film risultasse il più autentico possibile, brutalità compresa, ma senza quel compiacimento che contraddistingue invece tanti action-movie». Amleto? «Era una storia magnifica da riproporre, anche per i suoi probabili legami con le saghe dei vichinghi. Io, da svedese, non potevo perdere questa occasione».

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