Red Sea International Film Festival 2022, la magia del cinema riparte dall'Arabia Saudita: sul red carpet da Luca Guadagnino a Sara Sampaio

Dal ieri al 10 dicembre il cinema si dà appuntamento a Jeddah, per una kermesse che guarda all'inclusione e al progresso insieme a decine di star internazionali. Da Sharon Stone a Giuseppe Tornatore

Red Sea International Film Festival 2022, la magia del cinema riparte dall'Arabia Saudita: sul red carpet da Sharon Stone a Tornatore
di Rossella Fabiani
5 Minuti di Lettura
Venerdì 2 Dicembre 2022, 15:22 - Ultimo aggiornamento: 15:25

Si è aperta ieri sera a Jeddah la seconda edizione del Red Sea International Film Festival. Alla cerimonia di apertura, sul tappeto rosso, c’erano star di Hollywood, Bollywood e arabe, che hanno dato il via a dieci giorni di sogno, futuro e glamour. Sul red carpet star internazionali da Sharon Stone a Andy Garcia, Guy Ritchie, Oliver Stone, Luca Guadagnino e Giuseppe Tornatore. Anche Afef Jnifen in abito lungo scintillante arrivata insieme a Ugo Brachetti Peretti è stata accolta sul red carpet dal Ceo del Festival, il produttore e filantropo Mohammed al Turki. Come pure l’attore Michele Marrone, la regista libanese Nadine Labaki e la superstar di Bollywood Shah Rukh Khan, l'icona egiziana Yousra, il compositore indiano AR Rahman e la star di Bollywood Kajol. A loro si sono uniti l'attrice Priyanka Chopra, l'attrice montenegrina egiziana Tara Emad, l'attrice saudita Mila Al-Zahrani e la star egiziana Salma Abu-Deif, così come lo stilista di celebrità libanese Zuhair Murad, la cantante libanese Maya Diab, le attrici Freida Pinto, Michelle Rodriguez e la musa dei film di Pedro Almodova, Rossy de Palma e le top model Sara Sampaio e Alessandra Ambrosio.

Sharon Stone, l'annuncio choc: «Ho un tumore ma i medici avevano sbagliato diagnosi, ora devo operarmi»

Red Sea International Film Festival, la kermesse

Quest'anno il festival si tiene presso l'hotel The Ritz-Carlton che si affaccia sul lungomare di Jeddah. «La nostra sede resterà sempre al Balad, la città vecchia di Jeddah dove si è tenuta la prima edizione», ha detto Mohammed Al Turki, «ma come sito Unesco, al Balad deve essere protetta e stiamo lavorando per creare delle strutture adeguate che possano di nuovo ospitare il Festival in sicurezza del nostro heritage».  

Sharon Stone e il botox: «Lasciata dal fidanzato perché ho detto no al ritocchino»

Il film d'apertura

Il film di apertura è stata la commedia britannica “What's Love Got to Do With It?”.  Diretto da Shekhar Kapur, con Lily James ed Emma Thompson, Shazad Latif, Shabana Azmi, Sajal Ali, Jeff Mirza, il film è stato scritto da Jemima Khan, nata Goldsmith. La sceneggiatrice, produttrice televisiva e giornalista inglese, è stata sposata con l’ex primo ministro del Pakistan, Imran Khan dal 1995 al 2004, dal quale ha avuto due figli, Qassim e Suleiman. Guardando il film che racconta la tradizione pakistana che vuole che siano le famiglie a decidere il matrimonio per i propri figli, viene alla mente la storia di Lady Diana - cara amica di Jemima, che le fece visita nel 1996 a Lahore quando si vide rifiutata come moglie dalla famiglia di Hasnat Khan il cardiochirurgo che viveva a Londra e di cui lei era innamorata, «l’amore della sua vita», lo hanno definito molti dei suoi amici più cari. Presentando il film, Kapur ha menzionato la necessità di una maggiore importanza sell'area MENA sulla scena internazionale. «Auguro al festival un enorme successo», ha detto. «I venti devono cambiare. Per troppo tempo i venti sono venuti da ovest verso est. Da qualche parte nelle sabbie del deserto di questa nazione, i venti devono alzarsi di nuovo». Anche l’attrice indiana Shabana Azmi si augura un cambiamento «Abbiamo grandissimi attori e registi ed è per questo che spero che il cinema di domani sarà onnicomprensivo, inclusivo, non possiamo più vivere nella divisione tra Occidente e Oriente. Dobbiamo diventare un villaggio globale e l'arte è il modo per farlo».

Video

Il tema

Il tema di quest'anno è "Film Is Everything", che celebra i film non solo come mezzo di intrattenimento ma come strumento che unisce le culture, consente ai giovani creativi di esprimersi e offre alle persone l'opportunità di crescere.  Il festival è diviso in 11 sezioni progettate per presentare il cinema arabo e internazionale, oltre alla televisione e alla realtà virtuale. Le sezioni includono Competition, Shorts Competition, New Saudi, International Spectacular, Arab Spectacular, Festival Favorites, Virtual Reality, Treasures, Families and Children, New Vision e Series.   Il festival presenterà 131 lungometraggi e cortometraggi provenienti da 61 paesi, in 41 lingue, realizzati da talenti affermati ed emergenti. Saranno inoltre proiettati sette lungometraggi e 24 cortometraggi dall'Arabia Saudita.

 

Le anteprime

Le anteprime mondiali delle proiezioni di gala comprendono “Al Khallat” del regista saudita Fahad Alammari, un film spin-off della sua serie digitale “Al Khallat”, che esamina diversi casi di inganno e inganno sociale, che ha ottenuto più di 1,5 miliardi di visualizzazioni; e la commedia romantica della regista libanese Lara Saba “Tutte le strade portano a Roma”, in cui a un giovane attore famoso viene chiesto di fare un provino per un ruolo cinematografico nei panni di un giovane papa, e vede in questa occasione una grande opportunità per liberarsi dalla mediocre serie televisiva in cui recita. E se Luca Guadagnino, è pronto a presentare per la prima volta in Arabia Saudita “Bones and All”, la sua ultima fatica cinematografica, per Mohammed al Turki “questo è solo l'inizio”. “Il Red Sea è un prezioso indicatore di cambiamento che ci aiuta a rivolgere il nostro sguardo verso il futuro, accendendo un faro su tanti talenti internazionali che hanno bisogno di emergere”. Con lui è d'accordo anche il premio Oscar Olivier Stone, presidente di giuria di questa edizione. “Abbiamo 16 film in concorso che parlano di sopravvivenza, di migrazione, di sofferenza. 16 film in grado di ispirarci e di aiutarci a fare la differenza”, spiega Stone che giudicherà i titoli del concorso principale insieme a Nelly Karim, a Kaouther Ben Hania, a Levan Koguashvili e Ali Suleiman. A cominciare dalla narrazione sull’Arabia Saudita perché il Paese è "molto frainteso nel mondo attuale, le persone che lo hanno giudicato troppo duramente dovrebbero venire a visitarlo per vedere di persona", ha detto Oliver Stone tra gli applausi della sala.

© RIPRODUZIONE RISERVATA