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Jungle Cruise, ecco il nuovo blockbuster Disney, un Indiana Jones on "The Rock"

https://www.ilmessaggero.it/t/Pirati-dei-Caraibi/
di Ilaria Ravarino
3 Minuti di Lettura
Martedì 27 Luglio 2021, 22:48

C’è il borsalino alla Indiana Jones, c’è la giungla di Jumanji, ci sono le maledizioni, gli scheletri e le navi che hanno fatto la fortuna de I Pirati dei Caraibi. E ci sono, soprattutto, i soldi. A pioggia, circa 200 milioni di dollari di budget - 60 in più de I Pirati, 80 in più di Jumanji, una ventina in più di Indiana Jones 4 - per foraggiare il prossimo papabile franchise di casa Disney: il kolossal dell’avventura Jungle Cruise, da domani in sala e dal 30 luglio in streaming su Disney+ con accesso VIP (ovvero: anche chi è abbonato deve pagare 21 euro per accedere al titolo).

L’operazione, messa in cantiere da Disney nel 2015 e bloccata dalla pandemia, segue lo schema già collaudato con I Pirati dei Caraibi. E cioè prendere un’attrazione di Disneyland e trasformarla in un film, rubandone ambientazioni e atmosfera, per poi girare il tutto occupando in pianta stabile qualche isola sperduta nel mondo (nel caso de I Pirati erano le isole Grenadine, per Jungle Cruise l’atollo hawaiano di Kauai).

 E dunque, dopo gli oceani di Jack Sparrow ed Elizabeth Swann, ecco la giungla delle montagne russe più antiche di Disneyland - le “Jungle Cruise” appunto - a fare da sfondo all’impresa eroica della scienziata Lily Houghton, interpretata dall’ormai veterana Disney Emily Blunt (ex Mary Poppins), che ai primi del Novecento, insieme al fratello McGregor, si lancia alla ricerca del mitico albero della vita capace di cambiare il futuro della medicina.

«Con questo film volevamo emozionare sia le vecchie che le nuove generazioni - ha detto Blunt - Per farlo dovevamo riuscire a riportare in vita lo spirito dei film con cui siamo cresciuti, capolavori come Indiana Jones di Steven Spielberg o La Regina d'Africa di John Huston». Riportare in vita o più propriamente cannibalizzare, visto che a Indiana Jones si rifa esplicitamente sia la caratterizzazione del personaggio di Lily, una ricercatrice col cappello sempre in testa, che un’importante snodo della trama, ovvero la competizione contro un'altra spedizione rivale, ovviamente tedesca e senza scrupoli.

A fare da spalla, nella parte del capitano del battello utilizzato da Lily lungo il Rio delle Amazzoni, c’è l’ex wrestler Dwayne Johnson, detto “The Rock”, prelevato di forza dalla giungle di Jumanji e trasportato nell’altrettanto letale foresta pluviale di Jungle Cruise: «La sceneggiatura era buona e ne ho immediatamente intuito il potenziale - ha detto l’attore, che del film è anche coproduttore - Era un'opportunità di carriera imperdibile». Ultimi ingredienti per la ricetta perfetta, una colonna sonora rock alla Crudelia, un regista specializzato nell’azione, Jaume Collet-Serra, ed effetti speciali horror-acquatici mutuati dai campioni del genere La Mummia e I Pirati dei Caraibi: tra scheletri guerrieri, cascate vertiginose e animali feroci, il kolossal è servito e già pronto per replicarsi. All’infinito.

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