La Sfinge si scioglie per l'ottava volta in 300 anni: è la lingua di neve più antica, Scozia in ansia

Per gli esperti il rischio di scomparsa delle nevi perenni è un'importante indicatore del cambiamenti del clima

Scozia, a rischio la neve più vecchia della storia: per gli esperti si sarebbe sciolta solo 8 volte in 300 anni
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Giovedì 4 Novembre 2021, 17:58

La neve più vecchia della Gran Bretagna, forse del mondo, è a rischio. Il sensazionale fenomeno naturale fotografato dal ricercatore Iain Cameron in Scozia, in un punto remoto della catena montuosa nel nord del Paese, rischia di scomparire definitivamente a causa dei cambiamenti climatici. I ricercatori, dopo aver condotto indagini approfondite, ritengono che possa essersi sciolta soltanto otto volte negli ultimi 300 anni. Da qui il suo soprannome, La Sfinge.

Per le particolari condizioni ambientali la "macchia di neve" scoperta e fotografata da Cameron non si scioglie, neanche durante i mesi estivi dell'anno.

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Il luogo de La Sfinge

La Sfinge si trova in una zona molto remota, un versante della Braeriach, la terza montagna più alta della Gran Bretagna che è parte della catena montuosa dei Cairngorms. Stando a quanto riportato in alcune analisi la neve si sarebbe sciolta con sicurezza soltanto in sette diverse occasioni in passato: nel 1933, nel 1959, nel 1996, nel 2003, nel 2006, nel 2017 e nel 2018. Un'altra, inoltre, sarebbe antecedente agli anni '30 forse durante il XVIII secolo.

Lo scienziato

Si definisce uno scienziato dilettante, ma è in realtà un profondo conoscitore e un ricercatore nel campo delle scienze naturali, Iain Cameron, l'uomo che lo scorso 20 ottobre ha fotografato la "macchia di neve". Cameron ha trascorso gli ultimi 25 anni a studiare la neve sulle colline e le montagne della Scozia.

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La scomparsa de La Sfinge

C'è forte preoccupazione per la possibile scomparsa, per la terza volta in cinque anni, de La Sfinge. Per Cameron «non c'è dubbio che il riscaldamento globale sia contribuendo ad accelerare lo scioglimento di questa neve perenne».

Un rapporto pubblicato l'anno scorso su questo manto nevoso e sui cambiamenti climatici sul monte Cairngorm ha rilevato un sensibile aumento delle temperature e una drastica riduzione della neve in tutta la regione in confronto agli ultimi 100 anni. Il rapporto è stato commissionato dall'Autorità del Parco Nazionale di Cairngorms.

Per Mike Rivington, scienziato del James Hutton Institute di Aberdeen «una volta superato il 2040 di questo passo, non sarà più possibile tornare indietro e i cambiamenti climatici saranno irreversibili». «Entro il 2080, potrebbero esserci alcuni inverni in cui non ci sarà più neve perenne», ha continuato. «Le macchie di neve sono degli indicatori concreti del cambiamento climatico - ha concluso - proprio perché tendono ad essere sensibili anche a piccoli cambiamenti di temperatura. Quello che sta succedendo in queste montagne può fungere da campanello d'allarme per altre parti del Paese e del mondo.

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