Scheletro di un ragazzo e del suo cane travolti dallo tsunami di 3.600 anni fa: la scoperta in Turchia

foto crediti Vasıf Şahoğlu, fonte Proceedings of the National Academy of Sciences
di Laura Larcan
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Giovedì 30 Dicembre 2021, 12:22 - Ultimo aggiornamento: 2 Gennaio, 07:43

Non ebbero scampo, su quella spiaggia di Çeşme, sulla costa della Turchia occidentale. Un giovane e il suo cane, travolti dalle gigantesche onde anomale di detriti scatenate da uno tsunami avvenuto 3600 anni fa. Una furia della natura che ha spezzato la vita. I loro scheletri perfettamente conservati, cristallizzati nell’attimo esatto della fuga estrema, trascinati da fango e macerie, sono una delle scoperte archeologiche più sorprendenti avvenute in Turchia. La prova eccezionale di un fenomeno storicamente avvenuto nel 1612 a.C., quando l'eruzione del vulcano Thera dell’isola di Santorini generò uno tsunami che coinvolse le coste dell’attuale Turchia.

É considerato uno dei più grandi disastri naturali della storia. Anche perché gli studiosi di vulcanologia ritengono che le eruzioni di Thera, oggi al centro dell’isola greca di Santorini, abbiano creato tsunami talmente devastanti da porre fine alla civiltà minoica nella vicina Creta. Ed è la prima volta che le vittime dell’eruzione di Thera sono state dissotterrate. I resti dell’uomo, giovane, e di un cane, sono stati identificati nel sito archeologico risalente alla tarda età del bronzo di Çeşme-Bağlararası. Un ritrovamento impressionante, anche perché lo scheletro dell’uomo mostrava i segni di essere stato trascinato da una colata detritica.

La campagna di scavo e il relativo studio porta la firma dell’archeologo Vasıf Şahoğlu dell’Università di Ankara e del suo staff di ricercatori. La notizia è stata pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences, e riportata dalla stampa scientifica internazionale, dal DailyMail a ScienzeNotizie.

GLI INDIZI

Lo scheletro del giovane, che mostra i segni caratteristici dell'essere stato trascinato da una colata di detriti, è stato trovato contro un muro di fortificazione, probabilmente crollato durante lo tsunami. Come spiegano gli studiosi di Ankara, l’eccezionalità della scoperta sta proprio nel ritrovamento degli scheletri. Di solito i corpi con le tracce di detriti scompaiono dopo uno tsunami perché vengono trascinati dal mare. Nel loro caso sono stati probabilmente bloccati dal muro di contenimento.

LA POSIZIONE DEI CORPI

«I corpi sono stati ritrovati nell’esatta posizione in cui sono deceduti». In base alla datazione al radiocarbonio, i ricercatori affermano che questa zona fu colpita da diversi tsunami, tutti causati dall’eruzione del vulcano Thera. Come riporta il DailyMail, i ricercatori hanno trovato strati di macerie e sedimenti caotici caratteristici dei depositi di tsunami. Secondo il team, i depositi rappresentano almeno quattro inondazioni consecutive di tsunami, ciascuna separata ma comunque risultante dall’eruzione di Thera.

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