ROMA

Scuole elementari Roma, a lezione di cinese e tanta informatica

Sabato 14 Settembre 2019 di Camilla Mozzetti
L'esordio dei giovanissimi alle elementari avviene tra proposte sempre più improntate su due «must»: lingue straniere e informatica. I due insegnamenti, anno dopo anno, sono sempre più presenti alla scuola primaria di primo grado, con opzioni originali. Infatti, accanto alle lingue più classiche, quali inglese e francese, trova spazio il cinese. Lingue straniere che vengono viste anche come strumento di integrazione, in particolare nei quartieri multietnici come l'Esquilino e Tor Pignattara. Per venire incontro alle esigenze dei genitori-lavoratori, in alcuni istituti come alla De Finetti, spazio alle attività «pre-post», vale a dire in orari che vanno oltre quelli canonici delle lezioni. E, ancora, in diverse scuole, per l'anno scolastico in partenza, sono stati definiti programmi per il recupero, per agevolare gli alunni che incontrano particolari difficoltà. Tra le altre proposte che arrivano dalle scuole elementari cittadini, progetti sull'ecologia e laboratori di cucina. Le note dolenti, come avviene in numerosi edifici che ospitano le superiori, arrivano dalla carenza di manutenzione e da un organico di docenti perennemente in sofferenza. Alla Aldo Fabrizi, l'estate ha fatto registrare atti di vandalismo, ma ora si è pronti a ripartire. Il nodo degli organici vede, in particolare, la carenza numerica degli insegnanti di sostegno. Un tema che, nelle speranze dei dirigenti scolastici, si punta a risolvere entro poche settimane.

Di Donato
Multicultura per facilitare l’integrazione

La Di Donato di via Nino Bixio, all’Esquilino, è un presidio d’integrazione. Racconta la direttrice didatticaManuela Manferlotti: «Dobbiamo esserlo in un quartiere dove c’è un contesto migratorio di seconda generazione». Oltre alle attività standard, per i 600 bambini corsi di teatro e di coding, pallacanestro, e progetti per dare sfogo alla propria fantasia. Il sabato, scuola di cinese.

Pisacane
Sperimentazione e insegnamento attraverso i gruppi 

La scuola primaria Carlo Pisacane di Tor Pignattara fa parte dell’Istituto comprensivo Simonetta Salacone. Il suo punto di forza, come spiega la neodirigente Rosanna Labalestra, è la sperimentazione della didattica. «Uno degli elementi positivi è composto dalle risorse umane - spiega. - Le docenti lavorano in team e sperimentano pratiche didattiche all’avanguardia. Qui si fa didattica per gruppi».

De Finetti
Attività «pre-post» per una copertura dell’intera giornata 
Alla De Finetti, tra Castel di Leva e Tor Pagnotta, la programmazione ordinaria prevede anche corsi di inglese e francese con certificazione finale e attività teatrali. Con il servizio «pre-post» si prova a venire incontro ai genitori che lavorano. Nel pomeriggio anche laboratori di psicomotricità. La De Finetti è anche un presidio di integrazione. «Abbiamo vicino - spiega Luisa Femiano, la direttrice amministrativa - un campo Rom. Quindi ci siamo posti il problema di facilitare l’ingresso dei loro bambini a scuola, anche con interventi di natura sanitaria». Sempre Femiano non nasconde i gap sulla manutenzione: «Il Comune non ci dà neppure banchi e sedie». 

Forte Braschi
Corsi di «Coding» attraverso il gioco «Ma pochi i fondi»

Nel cuore di Primavalle, la scuola elementare Forte Braschi, «riesce a garantire un’offerta educativa e formativa di livello nonostante le problematiche di un quartiere che presenta ampie fasce di disagio sociale». I punti di forza, afferma la dirigente Candida Carrino, sono il progetto Coding e l’apertura della scuola con attività pomeridiane. «Con il progetto Coding – spiega Carrino – si allenano gli alunni al pensiero computazionale attraverso il gioco». Importante è anche l’apertura della struttura in orari extra scolastici con attività di intrattenimento educativo. «I fondi per la manutenzione però sono scarsi - conclude - Inoltre, ci mancano 13 insegnanti». 

Fabrizi
Atti di vandalismo in estate, si riparte con progetti europei

Riapre i battenti dopo un’estate decisamente difficile, la scuola primaria Aldo Fabrizi di via Valerio Publicola all’Appio Claudio. Più volte presa dimira da raid vandalici, tra estintori svuotati, cassonetti dati alle fiamme, nella pausa estiva la scuola ha subito due atti vandalici in poco più di unmese. Il sospetto è che a devastare la scuola, ogni volta, sia una baby gang che agisce indisturbata intorno e all’interno della scuola. Un allarme sicurezza che torna a farsi sentire forte. Perché mette a rischio le attività che si svolgono nella scuola, dal giornalino «Ficcanaso» alla partecipazione al «CodeWeek 2018», riconosciuta dalla Commissione Europea.


Zandonai
Educazione motoria con le associazioni Sos per il sostegno

Nel cuore della Farnesina, la scuola elementare Zandonai ha pronti diversi progetti. C’è l’inglese insieme a Cambridge, l’educazionemotoria insieme alle associazioni sportive, e il progetto Coding, per avvicinare gli alunni alla programmazione informatica anche attraverso i videogiochi. «Siamo però in difficoltà con gli arredi scolastici per una cronica carenza di fondi - spiegano dall’istituto. - Per la manutenzione d’urgenza riceviamo dal municipio solo 4.200 euro all’anno, mentre con i 25mila delMiur dobbiamo coprire tutte le spese, dalla cancelleria ai prodotti per la pulizia. Scontiamo una carenza di docenti, in particolare di sostegno: ne mancano 10»

Piccinini
Laboratori di cucina scienza e ceramica Si studia l’ecologia 
In via Filippo Fiorentini la scuola primaria Vittorio Piccinini è oggi confluita nell’Istituto comprensivo Anna Fraentzel Celli. La struttura ha teatro, biblioteca, palestra e un giardino attrezzato, oltre che laboratori di ceramica, scienza e cucina e due sale per l’informatica. Tra le collaborazioni, quella con l’associazione Eco, gruppo di ecologia sperimentale dell’Università di Tor Vergata. 

Aspertini
Oltre la didattica il recupero e l’accoglienza
 
La primaria Aspertini fa parte dell’Istituto comprensivoMelissa Bassi di via dell’Archeologia. E’ oggetto di lavori di ristrutturazione che porterà i plessi da due a uno. Il punto di forza è la stabilità dei docenti, che realizzano progetti di accoglienza e recupero per chi è rimasto più indietro. Gli studenti hanno l’opportunità di studiare «coding». Le classi possono usufruire di un teatro, ma anche di laboratori e giardino. 

(hanno collaborato Pier Paolo Filippi, Lorena Loiacono, Francesco Pacifico e Giampiero Valenza)
  Ultimo aggiornamento: 09:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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