Astrofilo scopre un'altra galassia, Giuseppe Donatiello è il secondo italiano al mondo ad avere questo record

La galassia NGC 6744 a 30 milioni di anni luce dalla Terra e inquadrata dalla Wide Filed Imager del telescopio da 2.2 metri dell MPG a La Silla in Cile
di Enzo Vitale
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Venerdì 16 Aprile 2021, 15:53 - Ultimo aggiornamento: 18 Aprile, 14:14

C'è ancora tanto da scoprire, una vita non basta. Ma nella sua esistenza ha già fatto parlare di sè a livello mondiale e ora, Giuseppe Donatiello, conduttore radiofonico e astrofilo di prima grandezza, fa il bis. Attraverso i suoi strumenti e ore ed ore passate a setacciare il cielo notturno, ha scoperto un'altra galassia.  Dopo essere stato il primo astrofilo al mondo a vedersi intitolata una galassia con il proprio cognome (Donatiello 1), adesso è anche il primo scoprire una galassia del Gruppo Locale (quello in cui è inserita la nostra Via Lattea, ndr). 

Con queste due scoperte, quindi, ha raggiunto lo storico primato italiano del professor Paolo Maffei a oltre mezzo secolo di distanza.

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LA SCOPERTA

La nuova galassia è stata denominata Pisces VII e si trova nella costellazione dei Pesci alla distanza di circa 2,7 milioni di anni luce, il che la pone poco più distante di Andromeda (Messier 31) ma ancora entro la sua zona d’influenza. Per via dell’effettiva separazione di circa 230 mila anni luce, la nuova galassia si candida come satellite della spirale Triangulum (Messier 33) e per tale motivo, nel rispetto della nomenclatura usuale, ha ricevuto una seconda denominazione come Triangulum III.

L'ANNUNCIO

Ma come è avvenuto l'annuncio di questa ennesima scoperta? E' lo stesso Donatiello a parlare: «La scoperta è stata annunciata da un team internazionale guidato dallo spagnolo David Martìnez-Delgado (Instituto de Astrofísica de Andalucía CSIC a Granada) con un articolo apparso sulla piattaforma arXiv.org, ma il ritrovamento – come chiaramente specificato nel testo - si deve al sottoscritto. Tra l'altro sono anche il responsabile della Sezione nazionale di Ricerca Profondo Cielo dell’Unione Astrofili Italiani - UAI)»,

(L'astrofilo e conduttore radiofonico Giuseppe Donatiello sul Monte Pollino, luogo preferito per le sue osservazioni astronomiche)

CHI E'

Va ricordato che l'astrofilo pugliese già da alcuni anni è coinvolto nella ricerca di galassie nane vicine e, in stretta collaborazione con Martinez-Delgado, pure nello studio dei flussi stellari (tidal stellar streams) dovuti alla distruzione mareale di galassie nane intorno a spirali simili alla nostra, nonché in attività di ultra-deep imaging di galassie vicine al Gruppo Locale.

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(Nella mappa ecco la porzione di cielo dove si trova la nuova galassia scoperta)

OTTO ANNI SENZA SCOPERTE

«Era dal 2013 che non si scopriva una nuova galassia nella regione di Andromeda -spiega Giuseppe-. Sono partito dal presupposto che un gran numero di galassie nane locali manchi tuttora nel censimento di quelle esistenti poiché previste dal modello cosmologico Lambda-Cold Dark Matter. Tale modello descrive abbastanza bene quanto osserviamo a grande scala nel nostro Universo e mostra come la formazione delle galassie maggiori avvenga alle spese di quelle più piccole, in seguito a ripetuti fenomeni di cattura e assorbimento all’interno di ambienti dominati dalla materia oscura. I sopravvissuti di tale processo sono i piccoli satelliti che, a loro volta, sono tenuti insieme da aloni più piccoli. Tuttavia -conclude- c’è un problema: ne osserviamo molti meno (una sessantina intorno alla Via Lattea e una trentina intorno a M31) delle centinaia che appaiono nelle simulazioni.. Se il paradigma Lambda-CDM è corretto, vuol dire che la gran parte dei satelliti sfugge al rilevamento perché di debole luminosità assoluta».

(Il cosiddetto Gruppo Locale, ovvero il gruppo di galasse di cui fa parte anche la nostra Via Lattea)

I DETTAGLI

Ma veniamo nei dettagli della scoperta. Pisces VII/Triangulum III è una galassia di piccolissima massa e bassa luminosità, tanto che gli astronomi la classificano come nana ultra-debole (UFG). «Tra tutte le galassie appartenenti al sistema di M31 (la galassia di Andromeda, ndr) -precisa ancora Donatiello- è a oggi quella con la più bassa luminosità assoluta, quindi la più debole tra tutte le galassie scoperte fuori dalla regione d’influenza della nostra Via Lattea. L'abbiamo scovata nel corso di una specifica ricerca di possibili satelliti lontani di M31, la nostra grande vicina galattica a circa 2,5 milioni di anni luce e membro principale del Gruppo Locale. M31 è il posto dove indagare le interazioni che hanno portato alla formazione delle grandi galassie e sono ancora visibili i resti di ripetuti episodi di cattura e assorbimento di deboli satelliti: le grandi galassie non sono per nulla gli ambienti tranquilli e solenni che di solito immaginiamo»!

(Un'immagine della localizzazione al telescopio della galassia nana Pisces VII)

LA ZONA INESPLORATA

Cinque anni anni fa, era il 2016, la scoperta della galassia nana sferoidale Donatiello I, sembrava fosse la prova che nella stessa regione si potesse ancora cercare qualcosa andato perso, ma c’era pure un’ampia zona pressoché inesplorata. «Nel frattempo -conferma l'astrofilo pugliese- sono state rese disponibili le immagini della Dark Energy Camera Legacy Survey (DECaLS), ottenute con il Blanco Telescope da 4m sul Cerro Tololo in Cile, di profondità adeguata per tali ricerche, però limitate a una regione intorno a M33 e un’ampia striscia a sud di M31.

LE COLLABORAZIONI INTERNAZIONALI

La ricerca ha ottenuto  dati fotometrici e da essi due giovani dottorande, Noushin Karim ed Emily J. E. Charles, sotto la guida di Michelle L. M. Collins del Physics Department, University of Surrey in Inghilterra, hanno determinato un buonissimo diagramma colore-magnitudine (CMD) con cui si è potuto confermare che la nana è certamente nella regione d’influenza di M31. «Allo studio prosegue Donatiello- hanno inoltre partecipato Matteo Monelli dell’Instituto de Astrofísica de Canarias (IAC) ed Emilio J. Alfaro della Facultad de Física, Universidad de La Laguna a Tenerife, che si sono occupati degli aspetti morfologici e strutturali del nuovo oggetto. La stima di distanza ottenuta (da perfezionare con nuove osservazioni, magari con il Telescopio Spaziale Hubble), pone Pisces VII alla medesima distanza di M33 e distante da essa circa 230 mila anni luce, perciò si candida come suo satellite, esteso circa 6.000 anni luce. Delle osservazioni, utilizzando il tempo discrezionale messo a disposizione dal direttore Ennio Poretti, se n’è occupato Walter Boschin (Fundación G. Galilei – INAF, TNG – IAC a La Palma), astronomo di servizio al TNG, già coinvolto nella conferma della Donatiello I, distante però circa 10 milioni di anni luce.

(Giuseppe Donatiello con uno dei suoi strumenti ottici)

GALASSIE MA ANCHE FOSSILI

Le galassie come quella scoperta da Giuseppe Donatiello hanno un interesse unico e allo stesso tempo fondamentale: sta sono dei veri fossili risalenti a poche centinaia milioni di anni dopo il Big Bang e sono laboratori ideali in cui indagare «le condizioni che hanno portato alla formazione delle prime stelle, la loro chimica e forniscono -precisa ancora Donatiello- informazioni indispensabili sulla natura degli aloni di materia oscura, la misteriosa sostanza che permea l’Universo e ignoriamo cosa sia».

(Nella foto la zona dove è stata individuata PIsces VII)

CONCLUSIONI

Dal nostro punto di osservazione, pare proprio che lo studio del cosiddetto Gruppo Locale fornisca una specie di laboratorio  per esplorare le galassie più piccole e comuni. «Il nostro vicinato -scherza Giuseppe- comprende tre a spirale, due ellittiche, nove irregolari (comprese le due Nubi di Magellano) e almeno 70 galassie nane ellittiche, irregolari, sferoidali e “nane ultradeboli” (UFD). Per comprendere veramente l'universo in generale, gli scienziati devono studiare queste abbondanti galassie nane e come si relazionano con quelle maggiori. Gli astronomi vorrebbero un censimento completo. Non è così facile come potrebbe sembrare poiché tale classe di oggetti, oltre che di dimensioni molto contenute, sono fantasmi evanescenti che si confondono nel fondo cielo». Fantasmi che Donatiello è riuscito a focalizzare e che stanno spronando ancor di più la sua ricerca. Sicuramente non si fermerà qui.

Approfondimenti su ArXiv.com

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