Creati per la prima volta embrioni di scimmia che contengono cellule umane, è polemica

Venerdì 16 Aprile 2021 di Riccardo De Palo
l'embrione prodotto in laboratorio dal Salk Institute

Un embrione di scimmia con al suo interno cellule umane è stato prodotto e lasciato crescere in laboratorio. E si torna a parlare della liceità etica di simili esperimenti, volti a creare forme animali ibride, delle vere e proprie chimere.

Non è la prima volta che viene compiuto uno studio del genere. I ricercatori avevano già prodotto embrioni di maiale o di pecora, con al loro interno cellule umane. L’intento, in prospettiva, è di far crescere questi animali fino all’età adulta, per ottenere organi da trapianto compatibili con il nostro corpo. Di qui, la produzione di embrioni di macaco ibridi, e lo studio che conferma che le cellule umane al loro interno possono sopravvivere e anche moltiplicarsi.

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Ai tempi degli antichi greci, la chimera era un mostro mitologico che aveva il muso del leone, il corpo della capra, e che vomitava fiamme dalla bocca come i draghi. Oggi, si parla di chimere quando si creano animali ibridi in laboratorio.I ricercatori, guidati dal professor Juan Carlos Izpisua Belmonte dell’americano Salk Institute, ha dichiarato che i risultati dello studio offrono nuove informazioni sui legami tra cellule di diverse specie, che permetterebbe di creare ibridi ancora più simili a noi. 

La ricerca, pubblicata su “Cell”, spiega come il team di ricercatori ha prelevato specifiche cellule fetali, chiamate fibroblasti, e le ha riprogrammate per diventare cellule staminali. Queste sono state poi introdotte in 132 embrioni di macachi.

 

Gli embrioni si sono quindi sviluppati in laboratorio per 19 giorni: la crescita delle cellule umane è stata osservata usando una proteina fluorescente. Poi le “chimere” così prodotte sono state distrutte. «Abbiamo dimostrato che le staminali umane sono sopravvissute e hanno generato nuove cellule, come accade normalmente quando si sviluppano gli embrioni dei primati, che generano tutti gli organi dell’animali», ha detto Belmonte.  

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La ricerca potrebbe, in prospettiva, portare alla produzione di organi umani compatibili con il trapianto. Robin Lovell-Badge, biologo del Francis Crick Institute di Londra, prevede aspre polemiche di ordine etico, quando gli embrioni verranno sviluppati ulteriormente, nei prossimi esperimenti. Julian Savulescu, co-direttore del Wellcome Centre for Ethics and Humanities dell’Università di Oxford, sostiene che la ricerca ha aperto «il vaso di Pandora delle chimere umane-non umane».  «Chi può assicurarci che gli ibridi che verranno prodotti, sebbene simili a scimmie, non siano capaci di pensare come noi?». Sì, perché è l'intelligenza a contraddistinguere la nostra specie. Ma la creazione, in prospettiva, di allevamenti di animali da trapianto, non porrebbe anche altre questioni di ordine etico?

 

«Perché usare chimere di specie diverse per studiare gli organoidi?», chiede con un tweet il genetista Giuseppe Novelli, che parla di «troppi interrogativi» sollevati. Anche Anna Smajdor, che insegna etica biomedica alla Norwich Medical School, segnala le “importanti sfide etiche legali” poste da questa ricerca. «I ricercatori che hanno condotto questo studio sostengono che gli embrioni di animali consentono nuove opportunità, perché non possiamo certo condurre simili esperimenti sugli esseri umani. Ma se questi siano oppure no umani è una questione che rimane aperta».

 

Ultimo aggiornamento: 21:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA