Vaccino Lazio, Vaia (Spallanzani) risponde a Burioni: «No a sterili polemiche»

Vaccino Lazio, Vaia (Spallanzani) risponde a Burioni: «No a sterili polemiche»
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Martedì 2 Febbraio 2021, 13:52 - Ultimo aggiornamento: 16:19

«Invito a non avventurarsi in sterili polemiche» «in un solo giorno hanno già la prenotazione della prima e della seconda dose oltre 100 mila anziani», così il direttore dell'Istituto Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, risponde alle parole polemiche di Roberto Burioni, postate in un tweet, in merito al tilt di prenotazioni del vaccino over 80 nel Lazio.

Burioni nel tweet di questa mattina si è espresso a commento delle difficoltà tecniche del sito con queste parole: «Il ritardo di un treno significa arrivare tardi a un appuntamento, cosa grave ma riparabile. Il ritardo nelle vaccinazioni significa che tante persone che potrebbero non morire invece muoiono. Dovremmo stamparcelo bene nella testa, per nulla 'serenamentè. Non perdiamo tempo» scrive nel post il docente all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

 

Vaccini over 80, oltre mille prenotati. La provincia è seconda nel Lazio

 

Ma arriva ben presto la replica del Direttore sanitario dell’Istituto Nazionale di Malattie Infettive, Lazzaro Spallanzani, Francesco Vaia, che difende il lavoro svolto ed invita ad abbassare i toni: «Per primi abbiamo sottolineato che a fronte di dati sempre più confortanti il numero di morti costantemente elevato era un dato inaccettabile. Così come improcrastinabile era ed è l’esigenza di difendere le popolazioni più fragili, a partire dagli anziani. Rilevo con viva soddisfazione il risultato ottenuto dalla Regione Lazio che per prima in Italia si è mossa in questa direzione. L’alta percentuale di prenotati, ben 100 mila nella sola prima giornata, è la dimostrazione concreta che alle parole si devono sempre far seguire i fatti. Rinnovo l’invito a non avventurarsi in questo periodo in sterili polemiche che fanno solamente male e disorientano l’opinione pubblica, mentre soprattutto noi uomini di scienza e chi si occupa della salute pubblica, dovremmo essere sempre più neutrali, scevri da interessi di parte e tutti dediti alla lotta contro il coronavirus». 

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