Vaccino AstraZeneca resta per under 55: vertice governo-Regioni su nuovo piano

Vaccino AstraZeneca, l'Aifa: sì anche per gli over 55 senza fattori di rischio
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Martedì 2 Febbraio 2021, 11:16 - Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio, 08:39

AstraZeneca è da somministrare in Italia preferibilmente agli under 55 senza patologie gravi. Discorso chiuso. Almeno stando alle parole dell'Aifa che oggi è tornata a chiarire quanto messo nero su bianco sabato scorso quando ha dato il via libera al vaccino britannico. «La posizione della Commissione tecnico scientifica - afferma l'Agenzia - è rimasta invariata rispetto a quella espressa nella riunione del 30 gennaio. AstraZeneca resta preferenzialmente per la popolazione tra i 18 e 55 anni e senza patologie gravi, per la quale sono disponibili dati più solidi».

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La decisione

La precisazione arriva in seguito a numerose voci che si sono rincorse sulla validità del siero anche per i soggetti più anziani. Nel pomeriggio era stato lo stesso viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, ad auspicare un innalzamento fino ai 65 anni, come avviene tutt'ora in Germania e, da oggi, in Francia. Con il chiarimento dell'Aifa si aprirà domani l'ennesimo confronto tra regioni e governo, convocato dal ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia. Sul tavolo non è escluso che si parli anche del 'caso Veneto'. Oggi, infatti, il presidente Luca Zaia ha annunciato a sorpresa che la regione si sta «muovendo per vedere se sul mercato possiamo trovare altri vaccini» (nei giorni scorsi aveva citato espressamente quelli cinese e russo, mostrando apprezzamento).

Una possibilità che, al momento, potrebbe non essere praticabile per via delle leggi e degli accordi europei anche se il governatore parla di opzione «legittima» se fatta nel rispetto delle regole. All'incontro, domani, ci sarà però sicuramente il tema della rimodulazione del piano vaccinale, alla luce proprio dell'arrivo - forse già in settimana - delle prime dosi AstraZeneca che, di fatto, apriranno la fase di vaccinazione di massa. Quello che le regioni chiedono è l'identificazione delle categorie da preferire per la vaccinazione e capire se si potrà contare sui medici di base o sui farmacisti per la somministrazione dei vaccini. Oggi il ministro della Salute, Roberto Speranza, insieme con il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, hanno incontrato proprio le rappresentanze dei medici di medicina generale che - ha detto il ministro - «avranno un ruolo fondamentale». Sul tavolo ci sarebbe un protocollo-quadro nazionale da portare poi su tutti i territori. Intanto, in attesa che vengano allestite le prime Primule - il bando è stato prorogato fino a domani -, le città di tutta Italia cominciano comunque a prepararsi con strutture ad hoc, come il maxi-hub di Fiumicino o la Fiera di Padova. 

 

Nel frattempo, febbraio sarà anche il mese della partenza della seconda fase vaccinale, quella della somministrazione agli over 80 con le dosi già disponibili di Pfizer e Moderna. Dall'8 partirà il Lazio, che ieri ha aperto le prenotazioni, e poi, a seguire tutte le altre regioni. Oggi il Piemonte ha ufficializzato il 21 febbraio, la Liguria il 15. La Lombardia, che partirà il 24, va oltre e annuncia - per voce di Guido Bertolaso, nuovo consulente per l'emergenza - che terminerà la campagna vaccinale «entro giugno».

Al momento in Italia le dosi somministrate sono oltre due milioni, con circa 750 mila persone che hanno ricevuto anche la seconda dose. Moderna, inoltre, fa sapere di voler aumentare le dosi contenute in ogni fiala, portandole da 10 a 15, così come è avvenuto per Pfizer che ha avuto il via libera per aumentare le dosi da 5 a 6. Una buona notizia anche per l'Italia che è stata tra i Paesi maggiormente colpiti dal taglio e dai ritardi delle consegne, come ha più volte sottolineato il commissario straordinario, Domenico Arcuri. All'orizzonte, comunque, cominciano ad intravedersi anche i nuovi vaccini - l'Unione Europea ha firmato contratti con 8 aziende in totale -, tra cui anche quello russo Sputnik V che secondo uno studio pubblicato su The Lancet ha una efficacia del 91,6%.

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