Covid, operatrice di pronto soccorso positiva muore dopo turno di 15 ore: la famiglia chiede 35 milioni di risarcimento

Operatrice pronto soccorso sopravvissuta al Covid, torna al lavoro e muore dopo 15 ore di turno
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Giovedì 11 Marzo 2021, 12:15

A Phoenix, Stati Uniti, un'operatrice del servizio di emergenza 911 sopravvissuta al Covid, dopo esser stata costretta ad un turno di 15 ore nel giorno del suo rientro a lavoro è morta per insufficenza respiratoria. La donna aveva avvertito il suo superiore di non sentirsi bene: «potrei morire» erano state le sue parole rimaste inascoltate. Ora la famiglia dell'operatrice ha intentato una causa da 35 milioni di dollari contro la città di Phoenix.

Pamela Cooper, 49 anni, il giorno prima della sua morte, era tornata al lavoro dopo sei settimane di assenza passate a combattere il Covid-19. La donna ancora non aveva completamente superato la malattia, ma aveva esaurito le 6 settimane di ferie a sua disposizione trovandosi così costretta a tornare al lavoro. Un lavoro non facile il suo e particolarmente faticoso, ma aiutare le persone in difficoltà che si rivolgono al servizio di emergenza 911 era per Pamela ormai una missione dopo oltre 20 anni di esperienza. Il suo ritorno al lavoro aveva certo anche dei motivi economici, la donna non poteva permettersi di perdere il posto, aveva infatti a carico il mantenimento di sua madre, una vedova della previdenza sociale, e di suo marito disoccupato, come riferisce il Phoenix New Times.  

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Pamela, dopo aver svolto il suo lungo turno, era stata portata d'urgenza in un ospedale locale, dove è deceduta il giorno seguente per insufficienza respiratoria. La sua famiglia ha ora mosso i primi passi per intentare una causa da 35 milioni di dollari contro la città, parlando di un insostenibile sovraccarico di lavoro per la giovane donna. 

«Questo non sarebbe mai dovuto accadere. Certamente nessuno dovrebbe morire per il proprio lavoro», ha detto Jonathan Michaels, avvocato della famiglia, a KPNX-TV. La città di Phoenix richiederebbe infatti agli operatori del 911 di lavorare ore extra per coprire le linee di emergenza, in caso di mancanza di personale. Ma anche in questo scenario, nell'eventualità in cui un dipendente riferisca al propro supervisore di sentirsi male, non può venir meno il diritto di potersi allontanare dal posto di lavoro.

 

Gli ultimi messaggi di Pamela, in cui si lamentava con il suo superiore di sentirsi poco bene durante il turno di 15 ore, sono stati conservati nel sistema informatico del centro organizzativo e condivisi dal Phoenix New Times. Nello scambio di messaggi, il suo supervisore avrebbe detto a Pamela che la sua presenza era «necessaria» fino alle ore 23.30. «Potrei morire, ma va bene», era stata la fredda risposta di Cooper.

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«Per favore, non farlo. Non durante il mio orario» aveva continuato il supervisore. «Sono appena tornata dalla malattia da Covid per un mese...riesco a malapena a camminare o respirare. Resterò seduta :(» è l'inequivocabile risposta dell'operatrice.

Il marito della donna, Joel, ha accusato la città per aver costretto sua moglie a lavorare il lungo turno nonostante la sua malattia. «Avrebbero potuto mandarla a casa quando non si sentiva bene perché questo è il protocollo», ha detto Joel. «L'hanno sovraccaricata di lavoro». 

I funzionari di Phoenix hanno detto a KPNX-TV che il dipartimento delle risorse umane indagherà sulla situazione di Cooper dopo la sua morte e che sono state messe in atto ampie misure per prevenire la diffusione di Covid-19.

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