Neurochirurgo di 32 anni morto di Covid, la lettera è commovente: «Contagiato facendo ciò che amo: curare i pazienti»

Neurochirurgo di 32 anni morto di Covid, la lettera commuove il Brasile: «Mi sono contagiato facendo ciò che amo: curare i pazienti»
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Lunedì 24 Gennaio 2022, 19:32 - Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio, 14:34

A 32 anni era già neurochirurgo. Una carriera molto più che brillante, spezzata dal Covid. Così è morto Lucas Augusto Pires, medico brasiliano che nonostante non avesse problemi di salute precedenti, è finito in terapia intensiva e ha perso la vita. A fare il giro del web, una lettera pubblicata sui social il 27 luglio, pochi giorni prima della morte, che ha commosso tutto il Paese. Perché il medico brasiliano ha lanciato un messaggio di affetto e speranza, spiegando perché non si sia pentito di aver continuato a fare il suo lavoro, nonostante i rischi che stava correndo. «Sto andando in terapia intensiva a causa del peggioramento delle mie condizioni a causa del Covid-19. Mi sono contagiato facendo ciò che amo, prendendomi cura dei miei pazienti con amore e dedizione. E lo rifarei». Padre di due figli, Benjamín e Isabella, di soli due mesi, lo specialista ha preso sempre tutte le precauzioni e, nonostante avesse già tutto pronto per andare a vivere negli Stati Uniti con la sua famiglia, ha deciso di restare nel suo Brasile. 

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A maggio, il medico ha iniziato a curare i pazienti in un ospedale di Ivaiporã. I familiari hanno spiegato che è stato durante una di quelle visite che è stato contagiato. Un paziente aveva la malattia ma non lo sapeva. Giorni dopo il consulto, Lucas è venuto a conoscenza della diagnosi positiva del suo paziente e ha fatto il test anti-Covid, ma era negativo. Due giorni dopo ha cominciato ad avvertire i sintomi. «Eravamo sicuri che non avrebbe avuto complicazioni. Aveva solo 32 anni, non aveva precedenti, solo un po' sovrappeso, ma non era obeso. A poco a poco la situazione è peggiorata», ha spiegato Gabriela, la sorella del medico.

Lucas è stato ricoverato il 20 luglio all'ospedale di Maringá e il 27 luglio è stato trasferito in terapia intensiva. Prima di essere isolato e intubato, ha scritto quella lettera che oggi fa piangere tutti i brasiliani. Poi, sabato 8 agosto, è morto. 

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