Infermiera “salva” ex detenuto in attesa di trapianto

Giovedì 8 Ottobre 2020
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Infermiera “salva” ex detenuto in attesa di trapianto

Un trapianto di rene a un ex detenuto reso possibile dalla prontezza di un'infermiera del carcere di Bologna, che nel poco tempo a disposizione prima che l'organo fosse donato a un altro paziente in lista d'attesa è riuscita a scovare negli archivi il recapito di un familiare dell'uomo e così a contattarlo. È la storia a lieto fine raccontata da Gnewsonline, il quotidiano del ministero della Giustizia.

Quando Simona, infermiera del turno di notte, qualche minuto prima della mezzanotte del 25 settembre scorso, risponde a una telefonata proveniente dal reparto Nefrologia dell’Ospedale Sant’Orsola, crede si tratti di un errore. «Una dottoressa – racconta – mi chiedeva come contattare un paziente, in lista d’attesa per il trapianto del rene, doveva comunicargli che era arrivato un organo all’apparenza compatibile e che doveva raggiungere con estrema urgenza l’ospedale».  Il medico, che tempo prima aveva ricevuto un fax con l’intestazione del carcere, sta cercando proprio il detenuto Giulio (nome di fantasia, ndr), deve comunicargli che potrebbe essere arrivato il tanto atteso momento del trapianto. Giulio, però, non è più nel carcere bolognese da circa un anno. «Data l’urgenza mi sono offerta di cercare un suo recapito con l’aiuto del personale di Polizia pnitenziaria che si è messo subito a disposizione dimostrando grande sensibilità – racconta Simona -. La dottoressa mi aveva detto, infatti, che se non lo avessimo rintracciato entro mezz’ora avrebbe dovuto contattare il paziente successivo nella lista d’attesa».

Nel giro di pochi minuti negli uffici della Matricola e della Sorveglianza generale è partita la corsa contro il tempo per consultare archivi, registri, fascicoli, alla ricerca di una traccia che potesse portare a Giulio, ma senza alcun risultato. «Quando il tempo che ci aveva concesso li medico stava per terminare, – spiega ancora l'infermiera – ho notato nel fascicolo che stavo sfogliando, il contatto telefonico del fratello con il quale il nostro ex detenuto aveva detto sarebbe andato a convivere, una volta tornato in libertà. Ho composto il numero  e Giulio stava lì». L'ex detenuto era proprio in casa del fratello. Ha riconosciuto la voce di Simona e, quando lei gli ha spiegato che stava per ricevere una telefonata decisiva per il suo futuro, ha capito subito e si è commosso. Pochi minuti dopo, grazie al recapito telefonico fornito dall’infermiera, il reparto del Sant’Orsola ha avvertito Giulio di quanto stava accadendo. «Un’ora dopo ho chiamato la dottoressa – conclude Simona – che mi ha confermato l’arrivo del paziente. I controlli erano già in corso e tutto stava andando bene…».

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