Covid a Padova, il virus lo colpisce due volte in 3 mesi: muore a 54 anni, disposta l'autopsia

Diego Salvador tra gli amici della società di calcio a cui tanto si dedicava, il Fratte Rondinelle
di Michelangelo Cecchetto
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Domenica 4 Aprile 2021, 08:33 - Ultimo aggiornamento: 09:52

Domenica scorsa ha compiuto 54 anni. Compleanno amaro perché avvenuto da una stanza d’ospedale, quello di Padova, nel quale era ricoverato dal 10 marzo scorso. Famiglia ed amici non gli hanno fatto mai mancare l’affetto ed il supporto, anzi. Purtroppo la speranza è svanita: giovedì scorso ogni cura è risultata vana per Diego Salvador di San Martino di Lupari. Un decesso su cui gli stessi sanitari si interrogano in quanto dovuto ai postumi del Covid-19. Di qui la necessità dell’esame autoptico che verrà svolto la prossima settimana. Per le esequie quindi si dovrà necessariamente attendere.

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Dolore che si aggiunge al dolore, affrontato con grande forza e dignità, dalla moglie Giuliana Fantinato, dal figlio Thomas, 26 anni, e dalla figlia Arianna, 20. Coppia affiatatissima quella di Diego e Giuliana. Il loro amore suggellato nel 1992 dopo il fidanzamento cominciato nel 1998. La famiglia era tutta la vita per Diego Salvador, apprezzato nel lavoro ma anche nell’attività di volontariato nella società sportiva dilettantistica Fratte Rondinelle di Fratte di Santa Giustina in Colle che opera nel calcio e nella organizzazione di vari eventi. Perito chimico, era impiegato alla Pettenon Cosmetics nel delicato settore della miscelazione. Persona di esperienza, punto di riferimento per i colleghi a cominciare dai più giovani, attento alla sicurezza. 

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LA PATOLOGIA
Che cosa è successo? Ripercorre l’accaduto la moglie: «Lo scorso gennaio Diego aveva avuto il coronavirus e lo aveva superato. Era negativo, ma il virus aveva lasciato delle conseguenze, soprattutto a livello respiratorio. Lui aveva una patologia legata al sangue. Gli era stata diagnosticata sei anni fa. La teneva però sotto controllo con i farmaci, si riguardava, conduceva una vita normalissima. C’è stato quindi un primo ricovero all’ospedale di Cittadella - continua la moglie -. Si sono poi ripresentati i sintomi tant’è che il 10 marzo c’è stato il secondo ricovero ma in pneumologia a Padova. Unica soluzione alla fine quella del trapianto di polmone, ma la sua situazione era tale per cui non sarebbe riuscito ad affrontarlo». Settimane, queste, nelle quali Salvador non si è mai dato per vinto. «Siamo riusciti ad andarlo a salutare per l’ultima volta. Una decina di minuti a testa, almeno questo - sottolinea la moglie -. Domenica scorsa ha compiuto gli anni e volevamo fargli una sorpresa con una videochiamata, ma non è stato possibile».

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Diego era appassionatissimo di calcio. Disciplina che ha seguito anche il figlio dai pulcini alla prima squadra, sempre nella società del Fratte Rondinelle. Diego Salvador faceva il dirigente accompagnatore e poi tutto quello di cui l’associazione aveva bisogno. Il figlio da due anni non gioca più, ma lui e la moglie continuavano ad essere soci molto attivi. Papà orgoglioso dei suoi figli in particolare per il percorso calcistico di Thomas e di quello universitario di Arianna. «Dedito al lavoro, ma presente, per lui i figli erano la priorità», sottolinea la moglie. Uomo attento a trasmettere i sani valori della vita a cominciare da quello della solidarietà. Diego era stato donatore dell’Avis ed era membro del Comitato sagra di Fratte. «Siamo affranti per quello che è avvenuto - sono le parole di Adriano Gallo, presidente della Fratte Rondinelle -. Era ben inserito nella società, come anche Giuliana. Qui siamo una compagnia di amici, non facciamo solo calcio. Diego era pronto a lavare gli spogliatoi come a fare quello di cui c’era necessità. Non era qui perchè il figlio giocava, tant’è che quando ha smesso lui è rimasto. E’ una grande perdita per tutti». Le esequie, per ora unica cosa sicura, si svolgeranno nel Duomo di San Martino di Lupari. 

 

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