Covid, influenza e ora anche Rsv: si teme la triplendemia

Covid, influenza e ora anche Rsv: si teme la triplendemia
di Valentina Arcovio
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Giovedì 8 Dicembre 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 08:03

Tre anni passati a preoccuparci del virus Sars-CoV-2 e di tutte le sue varianti che alla fine ci siamo dimenticati di altri agenti patogeni responsabili di infezioni, in alcuni casi, anche più pericolose del Covid stesso.

Ci sono i virus dell’influenza o quelli simil-influenzali che quest’anno hanno già iniziato a colpire duramente. C’è il virus respiratorio sinciziale, l’Rsv, particolarmente aggressivo nei bambini sotto i due anni d’età. E ci sono altri agenti patogeni responsabili di polmoniti, come lo pneumococco. Non solo: l’Oms ha convocato oltre 300 scienziati per mettere sotto osservazione 25 famiglie di virus e batteri, oltre alla malattia X, ovvero l’ignota malattia che può scatenare una prossima epidemia. L’elenco è stato creato per la prima volta nel 2017 ma dopo l’emergenza Covid, l’Organizzazione mondiale della Sanità vuole ridurre l’effetto sorpresa.

«Nutro preoccupazioni per tutto ciò che non è Covid», ammette Matteo Bassetti, professore ordinario di Malattie infettive all’Università di Genova. «Negli ultimi anni abbiamo parlato unicamente di Covid e probabilmente la gente si è dimenticata che esistono anche altri problemi. Quindi oggi quando la gente ha il risultato di un tampone negativo – continua – è sollevata perché pensa di non avere il Covid. Ma magari ha un’influenza che potrebbe essere anche molto peggio». In effetti, l’influenza corre come non avveniva dalla stagione 2009-2010, l’anno dell’influenza “suina”. Secondo gli ultimi dati della rete di sorveglianza InfluNet dell’Istituto Superiore di Sanità, già nella settimana che va dal 21 al 27 novembre sono stati 771 mila gli italiani messi a letto da sindromi simil-influenzali, pari a 12,9 ogni mille. Dall’inizio della stagione sono già oltre 2,5 milioni i connazionali che hanno contratto l’infezione. Particolarmente colpiti i bambini al di sotto dei 5 anni: in questa fascia di età si sono registrati 40,8 casi ogni mille. «L’influenza è partita a razzo», sottolinea Bassetti. «Fa paura oggi per tutto quello che si porta dietro con una quantità di virus paninfluenzali, patologie da pneumococco e anche polmoniti», aggiunge.

LA RACCOMANDAZIONE

 Non a caso, in una dichiarazione comune della commissaria Ue alla Salute Stella Kyriakides, del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e del direttore regionale di Oms Europa Hans Kluge, si invita la popolazione alla doppia vaccinazione, quella contro il Covid e quella contro l’influenza. «Con l’inizio della stagione influenzale in Europa, stiamo assistendo a un’ampia circolazione di diversi virus respiratori», si legge nella nota dell’Ue, dell’Ecdc e dell’Oms. «Con l’influenza, il Covid-19 e il virus Rsv, questo inverno può essere impegnativo. La vaccinazione per ridurre i rischi di infezione e malattia grave da Covid-19 e influenza rimane fondamentale», aggiungono. La “doppia immunizzazione” è al centro anche della nuova campagna di comunicazione del ministero della Salute per incentivare le vaccinazioni contro Covid-19 e contro l’influenza stagionale, il quale ricorda che la somministrazione dei due vaccini può avvenire insieme nella stessa seduta vaccinale. L’obiettivo è innanzitutto quello di proteggere i più fragili, a partire da anziani e immunodepressi, in un momento in cui i contagi stanno nuovamente aumentando. Il claim è “Proteggiamoci, anche per i momenti più belli”, e il messaggio è appunto il recupero della quotidianità, che va però difesa. «Vogliamo dare un messaggio forte a tutta la popolazione – afferma Orazio Schillaci, ministro della Salute – ma il nostro target sono soprattutto gli anziani e i soggetti fragili. Dobbiamo affrontare insieme Covid e influenza stagionale che quest’anno pare si presenti molto virulenta. Il messaggio è che possiamo stare insieme ma bisogna proteggere le fasce più a rischio rivolgendosi ai medici di famiglia». Anche se i casi di influenza sono già alti non siamo che all’inizio di una stagione che si prospetta molto difficile. «Quelli che circolano ora sono virus respiratori che danno sintomatologia simile all’influenza, ma il picco epidemico dei virus influenzali è atteso più in là, a fine dicembre», spiega Fabrizio Pregliasco, professore associato di Igiene generale e applicata, Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’Irccs Ospedale Galeazzi. «Sebbene ci sia ancora tempo per vaccinarsi contro l’influenza, è bene farlo subito poiché la risposta immunitaria alla vaccinazione impiega circa due settimane per svilupparsi pienamente», aggiunge.

NEI REPARTI

 A spaventare è anche l’impennata di accessi al Pronto soccorso a causa dell’Rsv. È infatti in corso un’ondata intensa e alcuni reparti d’emergenza segnalano già il pienone. Per l’Rsv non ci sono vaccini, le sperimentazioni sono ancora in corso. Il timore è che questo virus si mescoli a quello dell’influenza e del Covid, avverando l’incubo di quella che è stata ribattezzata la “triplendemia”. Quest’anno, in crescita ci sono anche i casi di infezione da pneumococco, un batterio e il principale responsabile della polmonite negli adulti. «Ci siamo preparati per ricevere casi Covid, ma nei reparti siamo pieni di casi di pneumococco e altri virus influenzali», riferisce Bassetti. Ora che non possiamo più contare sulla protezione delle mascherine e il distanziamento, bisogna affidarsi ai vaccini disponibili per prevenire alcune di queste infezioni. Solo così, assicurano gli esperti, possiamo proteggerci da un inverno che si prospetta molto complicato.

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