ReiThera, vaccino italiano «efficace al 99% dopo la seconda dose». Ma i finanziamenti restano bloccati

ReiThera è «efficace al 99% dopo la seconda dose», ma i finanziamenti per il vaccino italiano restano bloccati
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Lunedì 12 Luglio 2021, 15:47 - Ultimo aggiornamento: 15:54

Fase 2 conclusa per il vaccino italiano a vettore virale ReiThera. E i risultati lasciano ben sperare. Ha un'efficacia del 93% tre settimane dopo la prima dose e del 99% dopo la seconda somministrazione. Inoltre, a cinque settimane dalla prima vaccinazione il livello degli anticorpi che legano la proteina Spike e che neutralizzano il virus «è comparabile a quello misurato in un gruppo di riferimento di pazienti convalescenti dall'infezione COVID-19». Così la società biotech con sede a Castel Romano. Ma c'è ancora la fase 3 da superare per Reithera. Un nodo chiave, anche per gli investimenti che sono stati bloccati dalla Corte dei conti.

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Vaccino ReiThera, effetti collaterali

ReiThera spiega che «i risultati dopo le prime cinque settimane dall'inizio della vaccinazione confermano quanto già osservato nella Fase 1: il vaccino è ben tollerato alla prima somministrazione e ancor meglio tollerato alla seconda». Gli effetti collaterali del vaccino ReiThera sono per la maggior parte di grado lieve o moderato e di breve durata e principalmente riferibili a dolore e tensione al sito di iniezione, senso di affaticamento, dolori muscolari e mal di testa. Non si sono registrati eventi avversi seri correlabili al vaccino. Lo studio, iniziato lo scorso 18 marzo in 24 centri clinici distribuiti su tutto il territorio italiano, è stato condotto su 917 volontari di cui il 25% di età superiore a 65 anni e/o con condizioni associate ad un aumentato rischio di malattia severa in caso di infezione da SARS-CoV-2.

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Uno strumento in più

«Abbiamo sempre detto che più strumenti si hanno e meglio è. Se i dati sono buoni, il Governo e il ministro Giorgetti dovranno fare opportune riflessioni per la fase 3. Possiamo avere uno strumento in più per combattere la pandemia». Lo ha sottolineato l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato, al termine della cerimonia di accreditamento internazionale Jci della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma, commentando i dati pubblicati oggi dall'azienda ReiThera sulla fase 2 del vaccino italiano contro Covid-19.

I dubbi

ReiThera è un vaccino a vettore virale, come Astrazeneca e Johnson&Johnson: due farmaci che l'Europa non utilizzerà più il prossimo anno. Inoltre, lo scorso maggio, è arrivata la bocciatura della Corte dei Conti. Che ha bloccato gli 81 milioni per la sperimentazione: ora rimasti nelle casseforti statali. La contestazione dei magistrati contabili? L’investimento non può comprendere l’acquisto di una sede operativa. E poi le spese non sono ammissibili «per le finalità generali, produttive o di ricerca, anche per conto terzi, come si evince invece nel progetto presentato». Aspetti che si possono superare con una riformulazione dell'accordo quadro. Che finora, però, non c'è stata. Lo stop era arrivato anche dal generale Figliuolo: «La società sta aspettando lo scientific advice dell’Ema, conditio sine qua non per entrare nella fase 3 della sperimentazione». Ma ora ReiThera ha ricevuto parere positivo per la fase 3 da importanti agenzie regolatorie «inclusa l'europea Ema», come dichiarato dal direttore medico della società biotech con sede a Castel Romano Roberto Camerini. Si aspettano quindi ulteriori novità.

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