Contagi Covid risalgono, allarme scuole. Cauda: «Con riaperture +15% casi, serve stop and go»

Contagi Covid risalgono, allarme scuole. Cauda: «Con riaperture +15% casi, serve stop and go»
di Lorena Loiacono
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Giovedì 4 Febbraio 2021, 19:38 - Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio, 14:35

Pochi giorni di lezione in presenza e la scuola finisce, un'altra volta, nel mirino. Il numero dei contagi cresce e nelle Regioni sorvegliate speciali si pensa di richiudere tutto di nuovo. A cominciare dalla Campania del presidente De Luca. L'infettivologo Roberto Cauda assicura: «Riaprire le scuole dove possibile, altrimenti si deve richiudere: la politica dello stop and go». Oggi il bollettino Covid emanato dal ministero della salute registra 13.569 i nuovi contagi, quindi con un lieve aumento di 470 casi in più rispetto a ieri su 270mila tamponi, circa 9mila in meno rispetto alle 24 ore prima.

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De Luca pronto a chiudere le scuole

L'allerta resta quindi alta e si sta valutando l'impatto del rientro in presenza nelle scuole superiori che hanno riaperto le aule al 50% in maniera scaglionata, dall'11 gennaio scorso fino al 1 febbraio. La Campania ad esempio, dove la scuola è stata chiusa con un'ordinanza regionale e poi riaperta a colpi di ricorsi al Tar da parte dei comitati No Dad, sta registrando un leggero aumento dei contagi ma a preoccupare sono soprattutto quelli legati alle scuole superiori. Domani, alla riunione dell'Unità di crisi della Regione Campania, verranno analizzati i dati più recenti perché, se dovesse emergere un aumento preoccupante, potrebbe essere necessario richiudere tutte le scuole al 100% a partire dal 15 febbraio. E la situazione sembra molto delicata visto che ieri la Campania è stata la seconda regione italiana, dopo la Lombardia, ad avere il maggiore incremento dei casi da Covid.

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Cauda: lontani da soglia di sicurezza

«Ogni apertura o riapertura porta con sé dei rischi che devono essere calcolati, siamo ancora in una fase molto delicata - spiega il Professore Roberto Cauda, direttore di Malattie infettive del Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs di Roma, analizzando quel che sta accadendo in questi giorni - se andiamo a vedere l'incidenza registrata dall'Istituto superiore di sanità vediamo che siamo ben lontani dalla soglia di “sicurezza” vale a dire delle 50 persone su 100mila:, con cui si riesce a mantenere il contenimento, ora invece siamo a 289 per 100mila. Per riuscire ad avviare un tracciamento efficace dovremmo avere 4330 nuovi contagi al giorno, ora siamo a 3 volte tanto. Quindi, stando a questi dati, è chiaro che l'aumento dei contagi spaventa e va tenuto sotto stretto controllo. Anche per quel che riguarda la scuola, ad esempio, sappiamo da uno studio su 131 paesi che la riapertura della scuola ha un suo peso nell'aumento dei contagi del 15%, a cui si deve aggiungere un ulteriore 7% legato ai trasporti. Sono dati internazionali, da misurare sui singoli Paesi ma la tendenza è quella. Quindi è chiaro che la chiusura delle scuole porta una diminuzione: ora il problema è cercare di bilanciare le chiusure con intelligenza».

 

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In che modo?

«Avviando la politica dello “stop and go”: aprire dove possibile e richiudere se si superar una certa soglia. Se la situazione epidemiologica di una regione tende ad aumentare, bisogna avere il coraggio e la velocità di chiudere. Non c'è la ricetta assoluta: siamo in una fase transitoria, quindi le chiusure hanno l'obiettivo di traghettarci verso il vaccino».

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La relazione tra le riaperture e l'aumento dei contagi è stata rilevata anche in Puglia, a partire da settembre scorso, con dati allarmanti: «Nel primo mese di apertura delle scuole – si legge nella delibera regionale Misure urgenti per la prevenzione e gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 - Indirizzi operativi per la riapertura in sicurezza delle scuole in Puglia - è stato registrato un aumento di 20 volte nelle fasce di età 6-10 e 14-18, mentre, a partire dalla settimana del 2-8 novembre, quando sono entrate in vigore le prime ordinanze regionali, l'aumento progressivo di incidenza ha interessato tutte le classi di età superiore a 18 anni ma non quelle in età scolare».

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