Batteri killer, allarme dei farmacisti: resistenti agli antibiotici, entro il 2050 prima causa di morte

Secondo la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani supereranno i casi per infarto e ictus

Sanità, allarme super batteri: in Italia a rischio 10mila morti l'anno entro il 2050
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Venerdì 18 Novembre 2022, 13:41 - Ultimo aggiornamento: 19 Novembre, 09:01

Allarme morti causate dai super batteri in Italia. Il monito era già stato dato nel 2019, a seguito di uno studio pibblicato su "The Lancet", quando nel mondo le vittime ammontavano a 1,27. Entro il 2050 i batteri super-resistenti agli antibiotici potrebbero divenire la prima causa di morte nel mondo, prima di infarto e ictus. È il monito lanciato oggi da Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (Fofi), in occasione della Giornata europea e della Settimana mondiale di sensibilizzazione sugli antibiotici.

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L'allarme

«È lo scenario che ci attende se non si mettono in pratica comportamenti individuali responsabili e in assenza di politiche e interventi mirati», insiste l'esperto. L'antibiotico-resistenza preoccupa in particolar modo l'Italia che continua ad essere 'maglia nerà in Europa, con 15mila morti l'anno per infezioni ospedaliere da batteri resistenti, quasi la metà del totale dei decessi, secondo l'Ecdc. Per arginare questa 'pandemia silenziosà è quanto mai urgente intensificare gli sforzi delle istituzioni sanitarie e dei professionisti della salute su diversi fronti: promuovere un uso razionale degli antibiotici, dentro e fuori dagli ospedali, supportare la ricerca di nuove molecole e aumentare la consapevolezza della popolazione sul pericolo legato alla comparsa di batteri resistenti. «La disinformazione - sottolinea Mandelli - è tra le principali cause di utilizzo inappropriato di antibiotici che si registra, ad esempio, per curare l'influenza o il raffreddore durante il periodo invernale». «Gli antibiotici sono una delle conquiste fondamentali della ricerca medica che rischiamo di compromettere a causa di un uso eccessivo, e in molti casi improprio, di questi farmaci. Utilizzarli correttamente è una responsabilità di tutti per evitare di ritrovarci in futuro senza strumenti efficaci per combattere le infezioni, ai danni soprattutto di chi è più fragile», conclude il presidente Fofi.

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Purtroppo un aspetto chiave dell'antimicrobico-resistenza è rappresentato dalle infezioni correlate all'assistenza ospedaliera o altri contesti sanitari. Su questo fronte, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha rilevato una prevalenza dell'8% di infezioni correlate all'assistenza negli ospedali italiani.

Eppure, secondo alcune stime, con interventi efficaci di prevenzione e controllo è possibile prevenire il 35-70% delle infezioni correlate all'assistenza. Pur restando un'allarme sanitario globale, nel contrasto dell'antibiotico-resistenza qualche segnale positivo si sta registrando.

Nel 2020 il consumo di antibiotici in Italia, pur rimanendo a livelli elevati nel contesto europeo, è calato del 27,4% rispetto al 2016. E nel settore veterinario, i dati raccolti a livello europeo nell'ambito del progetto Esvac, mostrano una contrazione delle vendite di antibiotici del 58,8% dal 2010 al 2021, con un'importante riduzione delle vendite delle 'famigliè di farmaci considerate di importanza critica anche per la salute umana.

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