Variante Delta «si trasmette prima che compaiano i sintomi»: lo studio svela perché è più contagiosa

Variante Delta «si trasmette prima che compaiano i sintomi»: lo studio svela perché è più contagiosa
di Mauro Evangelisti
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Domenica 22 Agosto 2021, 15:28 - Ultimo aggiornamento: 24 Agosto, 09:55

Perché la variante Delta corre così velocemente? «Le persone infette dalla variante Delta di SARS-CoV-2 hanno maggiori probabilità di diffondere il virus prima di sviluppare i sintomi rispetto alle persone infette da versioni precedenti», ipotizza la rivista Nature che cita una ricerca che ha interessato un un focolaio nel Guangdong, in Cina. Secondo Benjamin Cowling, epidemiologo dell'Università di Hong Kong e coautore dello studio, fermare la diffusione della Delta è per questo motivo molto più complicato.

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Variante Delta «si trasmette prima che compaiano i sintomi»

L'articolo di Nature spiega che dai dati dei test di 101 persone nel Guangdong, che sono state infettate dalla Delta tra maggio e giugno di quest'anno e dei contatti stretti di queste persone, emerge che, in media, le persone hanno iniziato ad avere sintomi 5,8 giorni dopo l'infezione con Delta, 1,8 giorni dopo il primo test positivo per l'RNA virale. «Ciò ha lasciato quasi due giorni alle persone per liberare l'RNA virale prima che mostrassero segni di COVID-19».

La carica virale

Anche la carica virale risulta molto più alta nelle persone contagiate dalla Delta rispetto alle varianti precedenti. Altro elemento importante: il 74 per cento della trasmissione del virus è avvenuta quando la persona che ne ha contagiata un'altra non aveva anche sviluppato i sintomi.

 

Questo ovviamente rende molto più complicato fermare la diffusione della Delta che, secondo questa ricerca, ha un R con zero, vale a dire il numero medio di soggetti che ogni persona infetta contagerà, altissimo, a 6,4. Nella versione iniziale Sars-CoV-2 aveva un R con zero tra 2 e 4. Lo studio conferma comunque che per un vaccinato le probabilità di essere infettato dalla Delta sono più basse.

 

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