Vaccino ai giovani, Figliuolo: «Flessibilità sul richiamo». Ok a dosi in vacanza, ma mancano ancora troppi 60enni

Vaccino ai giovani, Figliuolo: «Flessibilità sul richiamo». Ok a dosi in vacanza, ma mancano ancora troppi 60enni
4 Minuti di Lettura
Giovedì 3 Giugno 2021, 19:24 - Ultimo aggiornamento: 4 Giugno, 00:29

Flessibilità. Questa la parola d'ordine di Francesco Figliuolo in vista delle vacanze estive. Il commissario per l'emergenza apre alla richiesta delle Regioni di vaccinare i turisti, così come scritto, nero su bianco, in un documento inviato dagli stessi governatori alla struttura commissariale. «Siamo a piena diposizione e faremo in modo che la logistica saprà correre ed essere flessibile, e quindi dare la possibilità di andare incontro alle esigenze dei nostri cittadini», le parole del commissario durante l'inaugurazione dell'hub al centro congressi Unipol di San Lazzaro di Savena, nel Bolognese. Intanto da oggi è partita la volata della campagna vaccinale con il via delle somministrazioni nelle aziende e con l'apertura ufficiale a tutte le categorie, fino ai 12enni. 

Luca Zaia: «Assalto dei giovani ai vaccini, in poche ore 250mila prenotazioni»

GLI OVER 60 - Ma a frenare gli entusiasmi arrivano i dati del nuovo monitoraggio della Fondazione Gimbe, secondo il quale mancano all'appello oltre 36 milioni di dosi di quelle previste entro giugno. E, come se non bastasse, a preoccupare è anche la «dispersione» degli over 60, come ha ammesso lo stesso Figliuolo. «Ne mancano 2 milioni e centosettantamila, sono ancora tanti - le sue parole -. Un bel lavoro è stato fatto e dobbiamo ancora salire nelle percentuali. Dobbiamo pensare a quelle persone che sono titubanti o non scolarizzate dal punto di vista informatico».

Mix vaccini contro il Covid, Popoli (Aifa): «Opzione interessante, ma mancano dati». Cosa dicono i virologi?

LE DOSI - L'afflusso dei vaccini «a volte non arriva in maniera costante e uniforme, ma tra nelle prossime arriveranno 1 milione e 700mila Astrazeneca, 400mila Moderna e poi a seguire dal giorno 8-9 arriveranno ulteriori Moderna, Johnson e di nuovo 3 milioni di Pfizer, quindi le proiezioni che ho mi portano sui 20 milioni», ha aggiunto il generale. Tra i più attenti alla vaccinazione sembrano essere, invece, i giovani. Secondo il nono rapporto «Generazione Proteo», infatti, l'84% dei ragazzi intervistati è pronto a farsi vaccinare. Non è un caso che in Lombardia, per esempio, le prenotazioni degli under 29, in mattinata, avevano già sfiorato il mezzo milione. Non nasconde preoccupazione, invece, il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che lamenta la mancanza di scorte per organizzare la campagna. «Finché non arrivano le nuove scorte e non sappiamo quanti vaccini saranno consegnati tra giugno e luglio - spiega -, non possiamo fare neanche una sensata agenda di prenotazione».

I GIOVANI - Sotto osservazione nelle prossime settimane ci sarà, in particolare, l'andamento delle somministrazioni tra gli adolescenti. L'obiettivo del governo è quello di arrivare a settembre con la riapertura delle scuole, totale e in sicurezza. «La vaccinazione della fascia 12-15 è importante ed anche se non è obbligatoria è molto raccomandata - spiega Figliuolo -. Dico ai genitori di avvicinarsi in maniera totale alla scienza e alla vaccinazione perché servirà molto all'apertura delle scuole. Bisogna mettere in sicurezza i ragazzi ma anche giovanissimi, maturandi, 18enni e 25enni, che sono poi quelli che hanno più contatti sociali, dobbiamo bloccare così le varianti per far sì che a ottobre rimaniamo in sicurezza».

LA CAMPAGNA - Ad oggi l'Italia ha somministrato il 95% delle dosi distribuite: 35.870.000 vaccini, di cui 23,5 milioni di prime dosi, e poi 12,3 milioni di immunizzati. «Dati che - spiega Figliuolo - ci pongono ai primi posti in Europa». Una leggera flessione è stata registrata nella giornata festiva di ieri. Sintomo, probabilmente, di quello che potrebbe accadere anche nelle prossime settimane, con le prime partenze per le vacanze. Oggi, intanto, sono partite le somministrazioni anche nelle aziende italiane. In Toscana, dove si comincerà ufficialmente la prossima settimana, i primi a ricevere il vaccino saranno i cassieri della grande distribuzione, poi tecnici, operai e tanti altri lavoratori. Loro ma anche i familiari di primo grado (anche se non abitano assieme) e i conviventi. Il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, parla di «giornata storica», intervenendo alla conferenza di Confindustria Cuneo. «Questo sistema - sottolinea - permette di vaccinare prima lavoratrici e lavoratori, dando la possibilità ad altri di essere vaccinati con il sistema sanitario regionale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA