La campagna elettorale dei selfie, ma senza confronti diretti

Mercoledì 28 Febbraio 2018 di Marco Conti
ROMA Non c’è dubbio: è la campagna elettorale del selfie. Ultimo quello di Giorgia Meloni con l’ultraconservatore premier ungherese Viktor Orban, quello che non vuole prendersi la quota di richiedenti asilo fissata dall’Europa. Pochi giorni hai fatto lo stesso il presidente del Senato Pietro Grasso che è volato a Londra per farsi immortalare con il segretario del partito laburista inglese Jeremy Corbyn. Quello a cui piaceva la Brexit, ma ora non più. 

Foto opportunity che rimbalzano sui social sino a finire sulle pagine dei giornali, e che dovrebbero certificare consonanze e affinità. Dopodomani una foto insieme se la faranno anche i leader del centrodestra Berlusconi, Salvini e la Meloni, che si detestano, ma che al momento del click tireranno fuori un sorriso che dovrebbe tranquillizzare gli elettori. Non da meno accade a sinistra. Renzi la foto se l’è già fatta con Gentiloni il giorno della manifestazione antifascista di Roma. E un’altra i due se la sono scattata ieri a Roma. 

Selfie, tanti, ma nessun confronto diretto. È la democrazia di Instagram.

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