La violenza contro gli anziani e l'urgenza di leggi severe

Domenica 12 Maggio 2019 di Paolo Graldi
Una lunga scia di sangue, di violenze, di aggressioni studiate nei dettagli, chirurgicamente. Obiettivo: gli anziani. Le statistiche vanno aggiornate giorno per giorno: questi atti efferati sono in aumento esponenziale. Si afferma e si affina una nuova cultura criminale. Si studia la vittima: una accurata selezione tra i soggetti più deboli, quasi sempre molto anziani, preferibilmente soli. E poi l'assalto, la mano rapace e sanguinaria che colpisce con ferocia, contando sull'impunità.

Uomini senza volto, senza identità che diventano assassini professionali, seriali. La sequenza di aggressioni spaventa, inquieta, l'allarme diviene come una nuvola nera e minacciosa su tutto e tutti. L'assassinio per rapina nella sua casa di Anna, 90 anni, a Montesacro, ripropone assieme al terrore che gli assalti possano ripetersi una questione giuridica: per i responsabili, spesso identificati per l'impegno degli investigatori, vanno previste aggravanti specifiche, severissime. Chi è indifeso, chi non può in alcun modo reagire a questi assalti premeditati va trattato con strumenti specifici.

Occorre confezionare un deterrente potentissimo che si affianchi ad una intensa opera di prevenzione e ad una rete di controlli con occhi elettronici. Soprattutto, è necessaria una legge sulla falsariga di quelle disegnate per il femminicidio e lo stalking, cioè miratissime, che dev'essere messa in campo al più presto. La violenza contro gli anziani senza difesa deve attirate l'ira di tutti. E dunque prima di tutto della legge.

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