​L’Amuchina rubata in corsia, uno schiaffo al senso civico

Domenica 8 Marzo 2020 di Paolo Graldi
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La vita quotidiana ai tempi del Coronavirus ci offre, insieme a gesti di sincera e generosa solidarietà, anche cadute di stile che deludono e offendono la civile convivenza. Forse era inevitabile ma dispiace doverlo constatare. Alle pareti del reparto del Day Hospital Oncologico del Gemelli, presidio di eccellenza guidato da medici che sono autorità internazionali della complessa materia, sono apparsi inviti alla utenza a rispettare le regole della socialità e, in aggiunta, di non appropriarsi dei flaconi dispenser di disinfettanti sparsi in tutti gli ambienti e neppure di rifornirsi con ricariche improvvisate.

Insomma, detta senza airbag linguistici, si invitano gli utenti a non rubare i gel che debbono servire a tutti e che vanno usati con senso di responsabilità. Stride in un ambiente tanto particolare, modernissimo e di assoluta efficienza, che si debba ricorrere ad una simile raccomandazione. Sporcare, come avvenuto nei giorni scorsi, con gesti inappropriati un luogo che si occupa di patologie gravi e dolorose produce danni non solo d’immagine. Non è l’unico caso. In un altro grande ospedale dell’ Eur mascherine protettive e guanti chirurgici ch’erano disponibili per i familiari di degenti in isolamento senza troppi passaggi burocratici sono finiti sotto chiave: lasciati senza sorveglianza sono stati razziati da persone che non ne avevano titolo. Il Covid19 ci impone di aumentare il senso di responsabilità individuale e collettivo. Dicono che così facendo si evita il contagio, si combatte il senso civico malato e, magari, si guarisce prima.
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