Viaggi e Covid. Turisti, obbligo di vaccino: le domande senza risposta

Turisti, obbligo di vaccino: le domande senza risposta
di Mauro Evangelisti
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Sabato 28 Novembre 2020, 00:31

Sarà giusto chiedere il certificato di vaccinazione anti Covid per consentire a un passeggero di salire sull’aereo? Mentre si moltiplicano i voli con il tampone rapido prima dell’imbarco (l’elenco è lungo, ma tra i primi c’è stato l’aeroporto di Fiumicino con la tratta per Milano, alla quale si sta aggiungendo quella per New York), si guarda già al 2021, con la speranza di avere presto davvero un vaccino autorizzato e dunque sicuro. Dall’Australia è stato rotto il ghiaccio: l’amministratore delegato di Qantas ha detto che in futuro i viaggiatori internazionali dovranno dimostrare di essere stati vaccinati; il ministro della Salute australiano ha confermato che chi arriverà da altri Paesi, anche con compagnie differenti da Qantas, dovrà presentare un certificato di vaccinazione o accettare la quarantena. Restano molte domande senza risposta: inizialmente le dosi di vaccino non basteranno per tutti, sarà giusto impedire di viaggiare a chi starà ancora aspettando il suo turno? Avremo cittadini privilegiati, perché vaccinati per primi, e altri penalizzati? Saranno riconosciuti come validi tutti i vaccini o solo quale autorizzati dall’autorità sanitarie americane ed europee? Il tampone rapido alla partenza e all’arrivo, avrà lo stesso valore di lasciapassare?

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