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Terremoto a Roma, il condomino che si batte per la ristrutturazione antisismica

Lunedì 18 Maggio 2020 di Pietro Piovani
Siamo cresciuti sentendoci dire che a Roma «i terremoti non ci sono». In epoca più recente abbiamo scoperto che a Roma magari i terremoti non ci sono ma nelle regioni vicine sì e pure forti, quindi prima o poi una scossa come si deve potremmo sentirla pure qui.

Terremoti, il caso Roma: accerchiata dalle scosse

Ora ci stiamo rendendo conto che invece a Roma i terremoti ci sono eccome, che soprattutto a Est il comune è in zona sismica, e persino dal centro potrebbe partire qualche scossetta, per non parlare di quell’antipatica faglia tra Tivoli e Subiaco riguardo alla quale i sismologi quando vengono interpellati forniscono la poco rassicurante risposta: «In effetti ne sappiamo poco, andrebbe studiata di più».


Con tutti questi pensieri in testa, e ancora provato dall’orribile risveglio di lunedì scorso con il letto che sobbalzava e i libri che cadevano dagli scaffali, il signor De Angelis vorrebbe proporre la questione alla prossima assemblea del suo condominio. «Il fatto è che già una volta provai a parlarne, dopo il sisma di Amatrice. Dissi: “Il nostro edificio è stato costruito quando le regole antisismiche ancora non esistevano, sarebbe il caso di metterci al sicuro, ci vorrebbe una ristrutturazione adeguata, dovremmo rivolgerci a una ditta specializzata”. Gli altri inquilini mi guardarono come un pazzo, qualcuno mi diede del menagramo e del Tafazzi, qualcuno rideva sotto i baffi. Da allora nel palazzo mi considerano una specie di picchiatello». Ora il signor De Angelis, che non ama essere preso in giro, non sa se avrà davvero il coraggio di ripresentare il tema all'assemblea il giorno in cui, chissà quando, i condomini potranno tornare a riunirsi.

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