Siamo troppi in questa casa tra quarantene e lezioni on line

Siamo troppi in questa casa tra quarantene e lezioni on line
di Raffaella Troili
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Mercoledì 28 Ottobre 2020, 00:00 - Ultimo aggiornamento: 00:23

A ma’ ma ti sembra normale che mentre sto a lezione arrivi e dici “ a To’ mi stendi i panni, non mi aiuti mai”. E poi parli con il collega in corridoio, urli e ridi, poi entri in camera e gridi dammi un penna prendi appunti sui miei quaderni, io sono sempre a lezione ma tu ormai non ci fai caso, qui ci vogliono gli assistenti sociali. Ma per te». Tra dad e figli in quarantena, tutto è arrivato troppo assieme. Gli spazi appena riconquistati perduti, la casa è fatta di stanze semichiuse dove i figli tra una lezione e l’altra si buttano sul letto, sentono la musica, fanno sparring, chattano con le morose in quarantena ma non hanno un minimo di pietà per le mamme. «Arieggia la stanza, lavati, cambiati...». Porta chiusa in faccia, sguardo scocciato, la verità è che siamo troppi, non ci possiamo abbracciare, però non è il caso di litigare e non è facile far finta che sia una vita normale, nessuno si era davvero abituato a passare le giornate così. Ci risiamo. I ragazzi ormai sono padroni delle piattaforme on line, ogni mattina nel buio si sentono cantilene paravente «Buuuoooongiorno, professore», pigiama e luce soffusa. I genitori al palo, ogni volta che c’è una riunione mamma corre a chiedere aiuto, non sente, non vede. Asp chiedo a Tommy. «Mamma tocchi tutto a caso, ti prego non fare la rappresentante...».

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