I gatti e le donatrici di mici: lo scontro tra libertarie e "nazigattare"

I gatti e le donatrici di mici: lo scontro tra libertarie e "nazigattare"
di Pietro Piovani
2 Minuti di Lettura
Lunedì 6 Settembre 2021, 00:03 - Ultimo aggiornamento: 00:11

Chi vuole un gatto può comprarlo, oppure può chiedere a un veterinario se ha notizia di qualche cucciolata in cerca di famiglia, oppure negli ultimi anni può seguire una terza strada: cercare un cucciolo su Facebook, nelle pagine che offrono gattini in regalo a Roma. È quello che aveva provato a fare Betti: esplorando i gruppi e le loro offerte ha trovato centinaia di foto di micetti che la guardavano con gli occhi spalancati e sembravano dirle “ti prego, portami a casa tua”, e lei era pronta ad accontentarli. Ma leggendo i post e i commenti, ha anche scoperto un mondo di regole e codici di comportamento di cui davvero non sospettava l’esistenza. Tra i donatori (perlopiù donatrici) di mici è ormai abitudine consolidata la richiesta tassativa di compilare un “modulo di pre-affido”, in cui ci si impegna a vaccinare e sverminare l’animale, a nutrirlo come si deve, a non lasciarlo libero in strada, e a chiudere balconi e finestre con una rete per prevenire il rischio di cadute accidentali. L’affidatario deve fornire i suoi recapiti e consentire alla donatrice di entrare in casa per sopralluoghi e controlli ripetuti negli anni a venire. Se una di queste condizioni non viene rispettata, il gatto torna al vecchio padrone. Va detto che questo sistema così impegnativo (per non dire oppressivo) è molto discusso anche all’interno dalla comunità gattara su Fb. Valentina, per esempio, l’altro giorno è intervenuta per dire che lei i gatti li regala senza far firmare nulla, e il dibattito tra “nazigattare” e gattare libertarie si è infiammato. Betti, dal canto suo, ha spento il pc e ha deciso di farsi un giro dei veterinari. (Nella foto: Valentina con uno dei suoi gatti)
pietro.piovani@ilmessaggero.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA