CORONAVIRUS

Se il volo di un pipistrello taglia le corse dei tassisti

Sabato 1 Febbraio 2020 di Mauro Evangelisti
Se il volo di un pipistrello taglia le corse dei tassisti
Il battito di ali del pipistrello di Wuhan affonda gli incassi del tassista di Roma in attesa dei clienti a Fiumicino. Possibile? Sì, specie in un mondo sempre più piccolo. Premesso - e lo pensa anche il tassista - che in questa storia il primo pensiero deve andare a chi ha perso la vita, a chi è in ospedale e a chi è bloccato nelle città cinesi dove si è sviluppato il focolaio del coronavirus, c’è un ritorno immediato a Roma per coloro che gravitano attorno al turismo. Ecco perché, se sarà dimostrato che il contagio del 2019-nCov ha iniziato il suo percorso da un pipistrello, un evento avvenuto tanto lontano sta influenzando l’economia della Capitale. Racconta il tassista: «Da qualche giorno le corse sono diminuite drasticamente, c’è molto meno movimento nella Capitale. I colleghi che sono in fila a Fiumicino, al terminal degli arrivi, devono aspettare ore prima di poter fare salire qualcuno a bordo. I ristoranti sono vuoti, anche chi non è cinese rinuncia al viaggio in Italia: è aumentata la paura di frequentare l’aeroporto». I cinesi - un turismo sempre più ricco, che affolla hotel a 4 e 5 stelle, e in aumento - stanno inviando le disdette delle stanze, d’altronde, i collegamenti da e per la Repubblica Popolare sono bloccati. Ma a rinunciare a partire, sembra non siano solo loro. 
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